Nel mondo cresce la pubblicità sui media, leggero calo solo in Europa

Apr 27th, 2012 | Di Altri | Categoria: Statistiche e Ricerche


Il mercato mondiale della pubblicità sui media va in controtendenza. Nonostante il difficile clima economico globale, le spese per la pubblicità in tv, sulle riviste, quotidiani e radio hanno registrato un aumento del 7,3% anno su anno nel 2011, arrivando a quota 498 miliardi dollari.

Lo riporta uno studio della Nielsen. I dati della società di ricerca americana indicano che tutti e quattro i principali media hanno visto aumentare gli investimenti nel 2011: la tv è cresciuta del 10,1% mentre la radio aumenta del 9,7%.

Meno marcati gli incrementi per le riviste (2%) e i quotidiani (1,1%) che addirittura hanno perso punti in Nord America e in Europa. La spesa nell’ultimo trimestre è aumentata del 6,2% rispetto all’anno precedente, chiudendo a 131 miliardi dollari.

Scorporando i dati per continente si scopre a spingere verso il segno più la pubblicità sono il continente asiatico, quello dell’America latina, il Medio oriente e l’Africa che fanno segnare una crescita a doppia cifra.

Negli Stati Uniti, gli investimenti pubblicitari sono diminuiti dello 0,2% nell’ultimo periodo del 2011, ma sono complessivamente aumentati del 2%. Maglia nera degli investimenti pubblicitari è il vecchio continente.

Il mercato europeo è diminuito del 0,4% rispetto all’anno precedente. Male anche l’Italia che ha aperto il 2012 con il segno negativo in quanto a investimenti pubblicitari. Gennaio 2012 chiude a -7,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, per un investimento complessivo di circa 545 milioni di euro.

La televisione, considerando sia i canali trasmessi in analogico e in digitale terrestre, sia quelli satellitari (marchi Sky e Fox), a gennaio ha fatto registrare una diminuzione del -6,3%. Cala anche la stampa che nel primo mese dell’anno perde il -8,9% sui quotidiani e il -14,5% sui periodici.

Bene invece Internet, che con 44,236 milione di euro sale a +10,3%. Positivi anche gli investimenti in outdoor e out of home tv, mentre diminuisce la spesa anche su direct mail e radio.

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