Al mondo pubblicitario non piace Il Fatto quotidiano
Giu 30th, 2010 | Di Altri | Categoria: Editoria
Primi grattacapi per Il Fatto Quotidiano. Nonostante l’andamento della società continui a mantenersi positivo, con vendite che nei primi quattro mesi del 2010 hanno superato le 59.000 copie medie giornaliere andando oltre ogni previsione, l’ad Giorgio Poidomani & soci fanno i conti con alcuni ‘incidenti di percorso’.
Primo fra tutti il flop della raccolta pubblicitaria, che nel primo quadrimestre è andata sotto del -21% rispetto alle aspettative dell’editore.
Incerto quindi il futuro di Poster, incerto quindi il futuro della concessionaria che segue il giornale, che nonostante ‘l’estrema serietà con cui si sta comportando’ - come si legge nel verbale del consiglio di amministrazione del 26 maggio della Società Editoriale Il Fatto, avrebbe dovuto garantire tra i tre e i quattro milioni di euro annui ad un giornale che fa più di 100.000 copie al giorno e che invece nei primi quattro mesi ha raccolto appena poco più di 200.000 euro, costringendo il consiglio di amministrazione a ridimensionare fortemente la previsione di raccolta a dicembre.
Débacle sicuramente dovuta anche all’indipendenza del giornale, orgoglio di editore e lettori ma deterrente per gli inserzionisti.
Che dire poi delle Poste, i cui ritardi nelle consegne non hanno certo giovato alla raccolta di abbonamenti cartacei su cui Il Fatto aveva così tanto puntato all’inizio: i rinnovi a giugno sono stati appena 2.400 rispetto ai 4.500 abbonamenti staccati nei primi sei mesi.
L’inaffidabilità del partner statale ha costretto il management della società a valutare nuove ipotesi di distribuzione: verrà realizzata una sorta di carta prepagata che l’abbonato può usare in tutte le edicole associate e verificata parallelamente la possibilità di potenziare la diffusione del giornale nelle regioni meridionali.
Come se non bastasse, le nuove assunzioni fatte e previste - quattro giornalisti per l’online, Ferruccio Sansa e Giampiero Calapà e il vicedirettore e il capo dell’economia, gli ultimi non ancora assunti alla data del cda - hanno fatto lievitare i costi di ben 300.000 euro, a cui si aggiungono gli straordinari che lo stampatore fa ormai quasi quotidianamente.
Tra gli effetti collaterali del potenziamento della redazione anche un trasloco a brevissimo, pare a luglio stesso. Last but not least il cortese ‘le faremo sapere’ che il presidente e amministratore delegato Giorgio Poidomani ha ‘infilato’ a Oliviero Beha, noto giornalista e columnist del Fatto, che l’anno scorso chiedeva di entrare in società.
Nessun aumento di capitale previsto che giustifichi l’emissione di nuove azioni che modificano la struttura patrimoniale. Nel caso il consiglio decida in assemblea straordinaria di emettere un altro tipo di azioni, Beha è cortesemente invitato ad attendere pazientemente.
Related posts:






