Necessario colmare il divario tra la comunicazione aziendale e le aspettative dei consumatori

Mar 8th, 2016 | Di Altri | Categoria: Breaking News


Una nuova ricerca Ricoh ha messo in evidenza come le imprese devono riuscire a colmare il divario tra le comunicazioni inviate e ciò che i consumatori si aspettano di ricevere.

A chi non è capitato di trovare la cassetta della posta intasata da volantini promozionali e depliant pubblicitari inviati da fornitori di prodotti e servizi? E alle comunicazioni cartacee si aggiungono poi le e-mail indesiderate, ogni persona riceve, in media, 50 comunicazioni alla settimana.

È facile immaginare la difficoltà che i consumatori incontrano nel distinguere i messaggi importanti da tutto ciò che è “rumore di fondo”. La ricerca Ricoh ha messo in evidenza le conseguenze: un quarto degli intervistati (25%) non ha rispettato la scadenza di un pagamento e più di un terzo non è riuscito a determinare esattamente il costo di un servizio (34%) oppure non si è avvalso di offerte a cui aveva diritto (39%).

In che modo le aziende posso assicurarsi che le comunicazioni inviate siano rilevanti per i consumatori? Utilizzando i dati forniti dagli stessi consumatori e analizzando in che modo essi interagiscono mediante i differenti touchpoint. L’80% degli intervistati è disposto ad aiutare le aziende in questo percorso e si dice disponibile a fornire informazioni personali pur di ricevere comunicazioni mirate e rilevanti.

È quindi necessario connettere le varie fonti dati e consolidarle in un’unica base informativa che, se alimentata in maniera continuativa, permette di ottenere un profilo sempre più dettagliato del cliente.

I dati consolidati devono essere poi analizzati e utilizzati per inviare ad ogni consumatore i contenuti per più appropriati.

Quasi la metà dei consumatori preferisce ricevere comunicazioni sia cartacee sia digitali. Dunque non solo personalizzazione, ma anche multicanalità utilizzando lo strumento più adatto.

Dalla ricerca Ricoh è emerso che quasi sette consumatori su dieci affermano che le comunicazioni non rilevanti minano la fedeltà al brand e sei su dieci si dichiarano pronti a spendere meno e a rompere addirittura i rapporti. I messaggi spam, quindi, non rappresentano solo un fastidio per i consumatori, ma mettono a dura prova la loro fiducia e fedeltà. I consumatori non vogliono più essere bombardati da informazioni confuse e generiche e il percorso che le aziende devono intraprendere per colmare il gap nella comunicazione appare ormai chiaro.

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