Neojunk, survivalist e downshifter: nuove specie di consumatori

Mar 19th, 2016 | Di Altri | Categoria: Consumi e Consumatori


Natura, salubrità, convenienza, prezzo, … se guardiamo agli studi di mercato che, numeri alla mano, ci indicano le macro tendenze di consumo rischiamo di dimenticare le mini sommosse di coloro che si ribellano all’uniformità.

Cominciamo con il neojunk. Questo consumatore, che immagineremo di intervistare, nasce dall’insofferenza verso la dilagante moda salutista e decide di gridare al mondo la sua passione per il cibo grasso, unto e fritto. Lui, stoicamente disimpegnato, è stanco di sentirsi dire cosa dovrebbe mangiare per stare bene e considera quella del cibo sano una corsa all’omologazione, da cui vuole distinguersi.
Certamente neojunk sono tutti coloro, che abbinano il mangiar sano con la mancanza di gusto e quelli che vedono nelle nuove tendenze alimentari una fustigazione del piacere.

Il survivalist all’opposto si prepara al peggio armato fino ai denti. Una persona che si organizza per fronteggiare un’emergenza, per esempio con scorte, training, costruzioni protettive, prima che quell’emergenza si verifichi, il nostro survivalist declinerà lo stesso concetto nell’ambito del cibo e questo lo porterà a interessarsi o a cimentarsi in varie pratiche di conservazione per tendere più possibile verso l’autosufficienza alimentare.
Il survivalist è probabilmente figlio di coloro che durante la guerra fredda si costruirono rifugi antiatomici nel giardino di casa, è colui che guarda agli insetti come il passo dopo il km 0 e che lamenta il fatto che in commercio non ci sia una sufficiente scelta (d’insetti).

Arriviamo al terzo profilo il downshifter che applica una filosofia di vita tradotta come ‘semplicità volontaria’: la scelta consapevole di ridurre il proprio orario e impegno lavorativo, per dedicare più tempo alla famiglia, agli amici, agli hobby. In sintesi: “Meno lavoro, più tempo libero”. Una scelta non da poco che si traduce in mobilità ciclabile, orti urbani condivisi, in uno slow living che sostituisce il denaro contante con il tempo. Non molto tempo fa funzionava l’opposizione ‘rock vs lento’ e a vincere era il rock. Oggi, se pensa a tutto quello che si definisce slow-food, slow-fashion, slow money, sempre più persone preferiscono associarsi alla lentezza, anche come espressione di status.

Nessuno di questi profili rappresenta la maggioranza, ma ognuno di loro ha dentro di sé una forte impronta differenziante e ormai è accertato che non si può esser tutto per tutti. E ogni persona oggi esige di essere riconosciuta nelle proprie specificità, all’offerta il compito di adeguarsi.

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