Osservatorio Statistico 2018: Email marketing in Italia

Ago 5th, 2018 | Di Altri | Categoria: Statistiche e Ricerche


Grazie all’Osservatorio Statistico 2018, abbiamo fatto il punto sull’email marketing nel 2017 e raccolto alcuni consigli per migliorare parametri come Click-Through Rate, il tasso di clic su tutti i link di un messaggio in rapporto alle email recapitate, Click-To-Open Rate, la percentuale di utenti che ha cliccato sul messaggio rispetto al totale degli utenti che ha aperto l’email almeno una volta, e Open Rate, il numero di email aperte sul totale di quelle inviate oppure effettivamente recapitate.

Email marketing in Italia

Nel 2017 sono state inviate 12,6 miliardi di email, con il 3,6 % di aperture in più rispetto al 2016 e una percentuale di recapito che si è confermata ai livelli dell’anno precedente, con pochi punti sotto il 100%. Questi dati ci danno, da una parte, la misura di una piattaforma efficiente e affidabile, e dall’altra, ovvero dalla parte delle aziende, di una corretta e continua attività di manutenzione del database e di un costante ricambio tra cancellazioni e nuove iscrizioni.

Un andamento dunque positivo che testimonia il consolidamento della relazione tra mittente, sempre più attento ad adottare buone pratiche di email marketing, e destinatario, che, a quanto pare, riceve mail rilevanti. Nonostante questi dati, il Ctr (tasso di clic) nel 2017 è stato del 2% e 3%, e questo indica che le aziende non sono riuscite a capitalizzare del tutto l’engagement mostrato dai destinatari e dovranno lavorare di più su elementi formali e sulla coerenza tra oggetto e corpo delle mail.

Newsletter

Invertendo la tendenza degli anni precedenti, nel 2017 si è registrato un piccolo rallentamento nell’invio di newsletter informative, a favore del comparto Dem. Aperture e clic restano sostanzialmente invariati, confermando l’esistenza di un settore capace di lavorare sulla riconoscibilità, la calendarizzazione e la personalizzazione dei contenuti. Se ti stai chiedendo se ci sono differenze di performance nelle varie industry, la risposta è si.

Nel b2b hanno registrato risultati particolarmente positivi l’agricoltura e l’alimentare, le associazioni e le organizzazioni politiche, l’automotive, il commercio al dettaglio e retail, e la grande distribuzione.

Nel b2c, invece, sono gli enti pubblici, il settore della formazione e lavoro e l’industria a registrare risultati positivi, a fronte di risultati negativi nella formazione e lavoro per il b2b, e nel commercio all’ingrosso, hobby e tempo libero per il b2c.

Email transazionale

Mai sentito parlare di email transazionali? Come suggerisce il nome, le email transazionali sono legate a una transazione. Esempi sono le email che ti invia Amazon in seguito a un acquisto, per confermare l’ordine andato a buon fine, la spedizione del prodotto e la sua consegna. Le email transazionali notificano quindi l’acquisto di un biglietto, un servizio, l’attivazione di una prova gratuita, fino alla più classica iscrizione alla newsletter.

Rispetto ad altre tipologie di email, quelle transazionali registrano risultati e performance nettamente superiori, perché il loro invio è innescato da un’azione del cliente o potenziale tale che ha quindi tutto l’interesse ad aprire, leggere la comunicazione ed eventualmente interagire tramite link o call to action, e nel 2017 il comparto delle email transazionali è quello che ha fatto registrare le migliori performance nel b2c e nel misto b2b e b2c.

Dem

Il comparto Dem conferma quanto detto finora: è vero che si sono registrate più aperture e ci sono stati più lettori unici nel b2b, ma è anche vero che l’andamento dei ctr non è altrettanto positivo.

Le aziende non sono riuscite a convertire in azione l’attenzione dei destinatari e la loro fiducia; dovranno quindi lavorare sul design, il copy, la struttura dell’email, per soddisfare le esigenze delle persone a cui si rivolgono. Scendendo nello specifico delle differenze tra b2b e b2c, troviamo risultati particolarmente positivi nei settori fiere ed eventi, gambling e giochi, servizi, moda e automotive, per il b2b, associazioni e organizzazioni politiche, fiere ed eventi, ristorazione e alimentare, per il b2c.
eCommerce b2c

Se parliamo di eCommerce e b2c, gli invii commerciali (Dem) destinati al pubblico hanno fatto registrare risultati interessanti: tutte le performance (a parte il tasso di recapito) sono migliori per chi ha collegato un eCommerce all’attività di email marketing, rispetto alle piattaforme non collegate a uno store online: 30% di lettori in più, 67% di clic in più, 22% di reattività (ctor) in più.

A cosa sono dovuti questi dati?

A una maggiore sensibilità degli eCommerce con i canali digital, e con alcuni aspetti infrastrutturali, come connettori, Api e batch Ftp, che possono integrare la piattaforma di email marketing con qualsiasi sistema esterno, e generare un ecosistema digitale che, oltre ad apportare benefici sul piano gestionale, ha anche risvolti di marketing come la sincronizzazione dei dati, l’attività di segmentazione e la profilazione del target.

E questo, per un eCommerce, significa convertire dati e informazioni sul destinatario in comunicazioni personalizzate in base alle caratteristiche di ciascun contatto, le sue preferenze, il suo storico di acquisto e il suo profilo di consumatore. Quindi: se le email che mandi sono pertinenti e rilevanti per il destinatario, la tua strategia di email marketing otterrà performance migliori.

Pubblicità e marketing

Il settore marketing dovrebbe essere quello più sensibile all’utilizzo dei canali di comunicazione, eppure i numeri confermano solo parzialmente le aspettative: c’è infatti una spaccatura tra b2b, con ottimi risultati, e b2c, sotto la media per il comparto Dem e migliorabile per quello Newsletter.

Se da una parte abbiamo un buon coinvolgimento delle aziende, quello dei consumer presenta ampi margini di miglioramento. Soluzioni? Coniugare il content marketing con l’email marketing.

Related posts:

  1. MailUp presenta l’Osservatorio Statistico 2016 per email marketing
  2. Email marketing, “tecnologia e contenuto per non finire nello spam”
  3. I trend dell’email marketing per il 2017
  4. Email marketing: come fare della newsletter uno strumento strategico