Paradossale: ora Adblock vende pubblicità online

Set 18th, 2016 | Di Altri | Categoria: CATEGORIA B


Il paladino del blocco della pubblicità ora la pubblicità si mette a venderla. La tedesca Eyeo GmbH, produttrice del software Adblock Plus, ha infatti lanciato la Acceptable Ads Platform, un sistema che permette agli editori dei siti web di far comparire comunque le proprie inserzioni

Chiunque professa un mestiere si aspetta di essere pagato per l’operato svolto e, se si considera che i banner pubblicitari rappresentano spesso l’unica fonte di monetizzazione per i siti minori, non ci vuole molto a capire che non visualizzarli significa rubare il lavoro altrui. Sembra essere dello stesso avviso Eyeo GmbH, la società alla base di AdBlock Plus, un software che ha nei propri mirini il mercato dei banner online.

Il fine della società pare però essere riformarlo e non ucciderlo del tutto. Eyeo ha infatti lanciato una piattaforma self-service di scambio banner “pre-whitelisted”, ovvero selezionati in base ai criteri personali di “banner accettabili”. Il nuovo sistema permette agli inserzionisti online di inserire tutti gli avvisi pubblicitari che soddisfano i criteri di Eyeo per quanto riguarda stile e dimensioni: “La Piattaforma Acceptable Ads aiuta gli inserzionisti che vogliono mostrare un’esperienza pubblicitaria alternativa e non intrusiva agli utenti di ad-blocker fornendo loro un tool che lascia implementare i banner idonei”, sono state le parole di Till Faida, co-fondatore di AdBlock Plus.

Gli inserzionisti che aderiranno alla nuova iniziativa lo faranno per non ottenere il blocco da parte degli oltre 100 milioni di utenti che utilizzano AdBlock Plus. Il software infatti di default permette la visualizzazione dei “banner accettabili” e più del 90% degli utenti non modifica l’impostazione. Il programma “acceptable ads” ha avuto inizio nel 2011, ma con la nuova piattaforma la società vuole automatizzare un processo che fino ad oggi è stato frutto di trattative fra le parti. Quello che prima poteva essere gestito in settimane adesso “richiede solamente pochi secondi”, ha dichiarato la stessa società in un comunicato stampa riportato pubblicamente.

In sostanza operatori di blog e siti web potranno scegliere un banner all’interno di una sorta di piattaforma che mostra esclusivamente inserzioni accettabili per poi piazzarlo all’interno della propria pagina. Il vantaggio di usare la piattaforma è che se un visitatore entra nella pagina con le impostazioni predefinite di AdBlock Plus si ha la garanzia che questo banner verrà visualizzato regolarmente in ogni caso, a differenza di altre inserzioni comprate altrove. Ad avvenuta visualizzazione agli inserzionisti andrà l’80% del fatturato proveniente dal banner, mentre il 20% ad altre parti incluse nell’offerta del servizio, fra cui il 6% spetterà ad AdBlock Plus.

L’azienda dispone di un elenco di criteri da osservare per certificare un banner come “accettabile”, fra cui le dimensioni dello stesso e la sua posizione nella pagina. La maggior parte dei banner accettabili includono semplicemente del testo, ma in base all’inserimento nella pagina potrebbero essere accettate anche immagini all’interno dell’inserzione. Il sistema dei banner accettabili rappresenta inoltre la maggiore fonte di fatturato per la società, con le grandi compagnie che usano il sistema di “white-listing” che sono costrette a pagare Eyeo per far accettare i propri banner dal sistema.

“Abbiamo atteso per anni che l’industria dei banner online facesse qualcosa del genere così semplice da realizzare, così ci siamo stancati di aspettare e abbiamo deciso di farlo da noi”, ha continuato Faida. Eyeo non ha dichiarato quali compagnie rientrino nelle white-list, tuttavia il Wall Street Journal riporta tra i nomi delle società paganti Google, Microsoft e Taboola. L’uso di ad-blocker sta aumentando vertiginosamente nel corso degli ultimi periodi, cosa che naturalmente va poco a genio a quegli editori che non vogliono pagare per far accettare i propri banner dalla piattaforma di Eyeo. Uno studio dell’anno scorso riporta che il 16% degli americani utilizza un programma per bloccare i banner, cifra che aumenta fino al 25% in alcuni paesi europei.

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