Philadelphia introduce la “soda tax” come la Gran Bretagna, il Messico, la Francia e l’Ungheria

Giu 24th, 2016 | Di Altri | Categoria: CATEGORIA B


A Philadelphia ogni lattina di bibita gassata costerà 18 centesimi di dollari in più: è una strategia che il Comune ha adottato per combattere l’obesità, che in città colpisce 4 bambini e 7 adulti su 10. Con la tassa si finanzieranno asili e circoli ricreativi

La «soda tax», una tassa sulle bibite gassate per combattere l’obesità. È stata introdotta a Philadelphia, la città in cui 4 bambini e 7 adulti su 10 sono obesi. Il prezzo di ogni lattina – anche di quelle delle bibite light – aumenta di 18 centesimi di dollaro. La «soda tax», che già esiste in Gran Bretagna, Messico, Francia e Ungheria, era stata proposta anche in altre città americane, che però non l’hanno adottata: solo Berkeley ne ha introdotta una, ma meno esosa di quella di Philadelphia.

Il ricavato da questa tassa (circa 91 milioni di dollari all’anno, secondo le stime) servirà per finanziare asili nido, scuole elementari e centri ricreativi. E se il sindaco di Philadelphia è entusiasta di quello che chiama un «investimento storico per il nostro sistema dell’istruzione», le industrie che producono bibite protestano.

«L’industria delle bevande – scrive sul suo sito l’American Beverage Association (Aba) – sta facendo la sua parte, fornendo ai consumatori più bevande con meno calorie e in porzioni più piccole. Stiamo anche facendo in modo che le persone ricevano le informazioni di cui hanno bisogno per fare la scelta che più giusta per loro. È attraverso sforzi come questi che siamo in grado di avere un impatto sul fenomeno dell’obesità, non attraverso le tasse discriminatorie che colpiscono un ingrediente o un prodotto».

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