Presentato a Milano il ‘White Book’, il volume che racconta l’offerta formativa dedicata alla moda in Italia

Mar 1st, 2018 | Di Altri | Categoria: CATEGORIA B


Fare il punto della situazione sull’offerta formativa nel settore fashion nel Paese. Questo l’obiettivo con cui nasce il ‘White Book, imparare la moda in Italia’, presentato oggi a Milano. Il volume, nato da un’idea della Commissione Formazione del Tavolo della Moda e dell’Accessorio del Ministero dello sviluppo economico, ed edito da Marsilio, ha visto il coinvolgimento di scuole e istituti sia pubblici e privati, fornendo anche l’occasione per un dialogo tra il Ministero dello sviluppo economico e il ministero dell’Istruzione, sfociato nella creazione di un osservatorio permanente sulla formazione nella moda.

“La formazione è una parte della filiera moda nel Paese”, ha spiegato Andrea Cavicchi, presidente del Centro di Firenze per la moda italiana che ha coordinato il lavoro. “Il volume, frutto di un impegno collettivo, vuole fare una mappatura per capire cosa c’è a oggi e cosa bisogna promuovere nel Paese”, ha aggiunto, ricordando che il testo, scritto in italiano e inglese, sarà distribuito su scala internazionale negli eventi di moda. Concetti ribaditi anche da Maria Luisa Frisa, direttore del corso di laurea in design della moda e arti multimediali all’Università Iuav di Venezia e presidente di Misa – Associazione Italiana degli Studi di Moda, che ha insistito poi sulla necessità di rendere il Paese più attrattivo per l’estero.

La presentazione è stata anche l’occasione per fare il bilancio dei due anni di attività del Tavolo della Moda, lanciato nel 2016. “L’ambizione era quella di riuscire a fare squadra in un mondo che spesso si pensa popolato da prime donne, ma che rappresenta la seconda filiera del Paese come fatturato”, ha sottolineato Ivan Scalfarotto, sottosegretario Mise. Citando tra i risultati concreti ottenuti dall’iniziativa la nascita di Confindustria Moda, la federazione nella quale sono confluite tutte le associazioni del settore, o il successo di manifestazioni come Milano XL, che verrà tra l’altro riproposto il prossimo settembre con il tema della sostenibilità, Scalfarotto si è augurato che l’attività del tavolo possa proseguire anche con i prossimi governi.

“Milano è diventata la prima fashion week grazie a un lavoro di sistema per l’intero Paese”, ha rimarcato il presidente della Camera della Moda, Carlo Capasa, snocciolando anche qualche numero sull’aumento di fatturato del settore, passato dagli 80 miliardi del 2014 agli 87 del 2017. “Oggi siamo punto di riferimento sulla sostenibilità e il 20 marzo saranno qui per discure sul tema i più grandi brand internazionali”.

“Tra i risultati del tavolo non dobbiamo dimenticare anche la collaborazione tra Milano e Firenze nella moda uomo”, ha ricordato Claudio Marenzi, presidente di Confindustria Moda, sottolineando come il comparto sia riuscito a tenere nonostante le difficoltà su scala internazionale.

La crescita del settore si è registrata anche nell’export, con un +5,8% sui 2 anni precedenti registrato tra gennaio e novembre del 2017 – con un particolare balzo in avanti nei mercati di Cina (+16%) e Russia (+14%) – come hanno segnalato da Licia Mattioli, Vice Presidente per l’Internazionalizzazione di Confindustria, e Michele Scannavini, presidente dell’Agenzia ICE.

Aumentati anche gli investimenti pubblici che il mondo della moda è riuscito ad attirare (48 milioni nel 2017 destinati a potenziamento delle strutture fieristiche, contatti con i retailer e promozione all’estero), non solo grazie alla maggiore sensibilità dimostrata dal governo verso il settore, ma anche e soprattutto grazie alla sua progettualità

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