Il professionista dell’informazione nell’era 2.0

Apr 11th, 2012 | Di Altri | Categoria: CATEGORIA B, Indagini e Sondaggi


“Il professionista dell’informazione nell’era 2.0”: è questo il titolo del recente sondaggio online organizzato da AxiCom con l’obiettivo di analizzare come i nuovi canali social abbiano influenzato l’esperienza professionale di giornalisti e opinion leader.

Un intervistato su cinque ha affermato di aver iniziato ad utilizzare i social network per motivi professionali, e nonostante i professionisti dell’informazione valutino positivamente l’ingresso sulla scena di blog (80%) e social network (84%), tre quarti degli intervistati ha dichiarato che la loro utilità è senza dubbio sopravvalutata, sebbene il 62% di coloro che si definiscono blogger, siano in disaccordo con questa affermazione.

D’altra parte, il sondaggio ha mostrato come il 70% dei professionisti dell’informazione ritenga che i nuovi canali di comunicazione sociale abbiano influito negativamente sui media tradizionali, anche se - nel caso dei blogger - i pareri siano equamente divisi tra a favore e contro.

Di seguito, vi segnaliamo i dati più rilevanti emersi dall’indagine:
• Quasi il 75% concorda nel ritenere che i social network abbiano trasformato il valore dei mezzi di comunicazione.
• Il 42% ritiene che con i social network si perda il valore dello scoop.
Tra i vantaggi che emergono dal sondaggio, è opportuno evidenziare come i social network siano apprezzati perché:
• Garantiscono una maggiore immediatezza (92%)
• Favoriscono nuovi canali di diffusione (90%)
• Consentono all’informazione di raggiungere un pubblico più ampio (85%)
• Rappresentano un buon mezzo per reperire informazioni aggiornate (87%).

Inoltre:
• Il 56% utilizza Twitter come fonte di informazione e spesso come mezzo di diffusione dei propri articoli (60%).
• Il 52% dichiara che LinkedIn è il social network scelto per instaurare relazioni con persone e aziende di proprio interesse (52%).
• Facebook viene utilizzato per divertimento (53%) o per mantenersi in contatto con gli amici (66%).
• Google+, Tuenti, Xing, Hi5 o MySpace, non sono molto diffusi tra gli intervistati.

Per quel che riguarda i dispositivi più utilizzati a tal fine, primeggia il PC, tanto al lavoro (80%) che a casa (78%). Nonostante gli smartphone siano sempre più diffusi (57%), solo il 22% li utilizza per lavoro. Per quel che riguarda i tablet, il 30% ne fa uso (sia professionale che privato).

In ottica futura, il 76% pensa che entro i prossimi 5 anni i media online primeggeranno nel panorama mediatico italiano. Gli aspetti principali che definiranno il giornalista nell’era 2.0 e che ne garantiranno la sopravvivenza saranno la credibilità (43%) ed il rigore nel diffondere informazioni (25%).

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