Come proteggersi dalle insolvenze
Mar 20th, 2009 | Di Altri | Categoria: Management
I tempi di pagamento si allungano. Le banche sono restie a concedere linee di credito. E le imprese debitrici propongono sempre più spesso servizi di factoring e di assicurazione
“Nel corso del terzo trimestre del 2008 il flusso di nuove sofferenze in rapporto ai prestiti è aumentato. La crescita è stata più forte per il credito erogato nel Mezzogiorno e, a livello settoriale, per quello concesso alle imprese di costruzioni.
Il tasso d’insolvenza dei prestiti concessi alle famiglie consumatrici è invece rimasto sostanzialmente stabile”. Come sempre lapidaria la Banca d’Italia, nel Bollettino statistico numero 55 dello scorso gennaio, ha sintetizzato in questa frase il fulcro dello tsunami non più solo finanziario che sta scuotendo le fondamenta del nostro sistema economico.
Tradotto in termini meno asettici vuol dire che le imprese italiane già dalla seconda metà del 2008 fanno più fatica a onorare i loro debiti, allungano i tempi di restituzione del denaro, in qualche caso sono decisamente insolventi.
E, come la Banca d’Italia ammette in un’altra parte del Bollettino, trovano nelle banche sempre meno denaro e sempre più caro, perché queste in fatto di prestiti stanno viaggiando con il freno a mano tirato.
La flemmatica prosa dell’istituto centrale, economica anche nell’uso di aggettivi, non chiarisce quale sia la portata della siccità finanziaria che sta colpendo il sistema produttivo, ovvero di quanto sia realmente aumentata la tendenza delle imprese, strangolate dal calo di ordini, ad essere insolventi e delle banche a non finanziare le aziende con lo strumento dei fidi e dei prestiti ordinari. Ma da parte dell’istituto di vigilanza (fino all’autunno scorso molto prudente nel riconoscere la portata della crisi) già l’affermazione che un peggioramento è in atto è un chiaro segnale che le cose vanno piuttosto male.
Ritardare per quanto è possibile l’ammissione del deterioramento della situazione è già in qualche modo una maniera per cercare di far fronte alla congiuntura negativa: i primi dati ufficiali sui termini effettivi di pagamento delle imprese nel 2008 arriveranno a primavera inoltrata, ovvero nel momento che tutti gli analisti indicano come il punto più basso della crisi. Nel frattempo è anche possibile che la situazione migliori un po’, se non nei tempi di pagamento delle imprese almeno nella liquidità del sistema bancario e nella disponibilità a finanziare delle aziende che continuano a cercare di lavorare.
Related posts:






