Retrò food, la tendenza del cibo ‘vintage’
Set 9th, 2009 | Di Altri | Categoria: Modi e Mode, Trend
Dalla Gb arriva il trend “nostalgia”. Lo chiamano retrò food ma, la moda del cibo “vintage” che ha dominato il 2009 in Gran Bretagna sembra essere una fortunata operazione di business che, strizzando l’occhio ai consumatori nostalgici, riporta in auge prodotti seppelliti dal tempo e dal mercato.
Sapori legati alle atmosfere degli anni 80: in un revival quasi sempre votato al glicemico spinto, tornano infatti a volare, ad esempio, il tortino Arctic Roll, la Battenburg cake, o i “kola kubs”, cubetti dolci al gusto della famosa bevanda.
Il fattore nostalgia non lascia indifferenti nemmeno i consumatori italiani, che, a differenza dei sudditi di Sua Maestà possono però contare su una tradizione culinaria di eccellenze ed elevare al rango di prodotti che meritano una seconda possibilità molti sapori legati alla cucina povera di una volta.
Prodotti in gran parte figli di una cucina di qualche generazione fa e che non hanno nulla in comune con quelli d’Oltre Manica, sconosciuti forse al pubblico italiano, ma che in Gran Bretagna hanno fatto epoca, rimanendo poi sugli scaffali per intere decadi, accompagnando il Paese dalla Britannia swing ai fasti blairiani, prima di scomparire travolti dal crollo di consenso popolare.
Proprio il ritorno trionfale dell’Artic Roll sugli scaffali, uscito di scena nel ‘97, ha spinto molti a chiedersi cosa si celasse dietro al fortunato comeback, motivato secondo l’azienda produttrice dal rinnovato interesse per i dessert freddi low cost.
Duecentocinquantamila pezzi venduti dopo, analisti e commentatori hanno suggerito che fosse il fattore nostalgia a spingere le vendite, un desiderio di sapori che stimolano vecchi ricordi, rimpianti mai sopiti, tenerezze dimenticate. Le vecchie generazioni, ma anche le nuove fasce di pubblico, sembrano rispondere postivamente.
Segno che il fenomeno dell’emotional eating, ovvero del “cibo emozionale” è trasversale. Un filone vincente a cui si accodano i grandi marchi dell’industria dolciaria britannica (Waitorse, MeS, Cadbury), che, lanciando nei negozi il meglio delle proprie selezioni, compiono un’operazione di rebranding che strizza l’occhio a fasce di pubblico adulto, medio alte, eccitate da una tipologia di consumo che associa il pragmatismo a un mood nostalgico che fa presa.
Non meno importante, nell’esplosione del fenomeno, la possibilità di essere interattivi: nel lancio infatti dei prodotti, aziende come Waitrose chiedono ai consumatori di votare il gusto dell’infanzia che vorrebbero far rivivere: un mix che va dagli scampi al sorbetto al limone.
Tutto è funzionale al retro brand, compreso i lanci pubblicitari e il packaging ad effetto che arriva a coinvolgere marchi solidi e consolidati, come Guinnes ad esempio.
Non tutti però sembrano convinti: in uno sferzante articolo, il Guardian si chiede se questo fenomeno non sia semplicemente un inno all’infantilismo, condito anche da una buona dose di pessimismo. Come sostiene infatti il celebre artista Marc Kennedy, “la nostalgia è la morte della speranza”.
Related posts:






