Ryan Kel­ly vinve il Pulitzer e si ritira dal mondo della fotografia

Set 30th, 2018 | Di Altri | Categoria: Premi e Riconoscimenti


Come un goal, al­l’ul­ti­mo mi­nu­to, in una fi­na­le di cal­cio, un gio­va­ne di 31 anni al­l’ul­ti­mo gior­no del suo la­vo­ro in una fa­mo­sa agen­zia fo­to­gior­na­li­sti­ca, scat­tan­do un click ha vin­to il pre­mio di gior­na­li­smo Pu­li­tzer 2018 nel­la se­zio­ne Fo­to­gra­fi­ca.

È quel­lo che è ac­ca­du­to a Ryan Kel­ly, il fo­to­gra­fo del Dai­ly Pro­gress che ha vin­to il pre­sti­gio­so pre­mio Pu­li­tzer nel­la ca­te­go­ria Brea­king News Pho­to­gra­phy gra­zie a “un’im­ma­gi­ne ag­ghiac­cian­te che mo­stra i ri­fles­si e la con­cen­tra­zio­ne del fo­to­gra­fo”.

Ci tro­via­mo a Char­lot­te­svil­le, Vir­gi­nia, 12 ago­sto 2017, in un ra­du­no di estre­mi­sti di de­stra: per Kel­ly è l’ul­ti­mo gior­no di la­vo­ro, l’in­do­ma­ni in­sie­me a sua mo­glie im­boc­che­rà l’au­to­stra­da per Ri­ch­mond.

Po­sto nuo­vo, vita nuo­va. Ba­sta con i quo­ti­dia­ni: trop­po stress, trop­pe sca­den­ze, trop­po dif­fi­ci­le vi­ve­re da foto-gior­na­li­sta. Ha de­ci­so, con­ti­nue­rà a scat­ta­re da free­lan­ce men­tre ge­sti­rà i so­cial di un bir­ri­fi­cio. Ep­pu­re, a dar­gli la glo­ria, sono pro­prio gli ul­ti­mi istan­ti del­l’ul­ti­mo gior­no di la­vo­ro.

La se­quen­za, quel gior­no, è con­ci­ta­ta: un muro di per­so­ne in pro­te­sta avan­za, si di­ri­ge ver­so Kel­ly che sal­ta sul mar­cia­pie­de. A un trat­to si sen­te ar­ri­va­re il rom­bo di una gros­sa au­to­mo­bi­le. Tut­to si gio­ca d’i­stin­to. Il fo­to­gra­fo aspet­ta che l’au­to lo su­pe­ri, af­fer­ra la mac­chi­na fo­to­gra­fi­ca, la pun­ta come un cec­chi­no. E scat­ta, scat­ta, scat­ta. Il ri­sul­ta­to, alla fine, è stra­bi­lian­te: una fo­to­gra­fia com­ples­sa, gam­be per aria, brac­cia che si le­va­no, gen­te che urla, ac­qua che zam­pil­la. Pur­trop­po nel­l’at­ten­ta­to muo­re una don­na e 19 per­so­ne ri­man­go­no fe­ri­ti.

“È sta­ta una que­stio­ne di ri­fles­si – ha rac­con­ta­to il fo­to­gra­fo su Poyn­ter – Anni di espe­rien­za nel fo­to­gior­na­li­smo mi ave­va­no pre­pa­ra­to a rea­gi­re d’i­stin­to. È sta­to più un fat­to di me­mo­ria mu­sco­la­re che una com­po­si­zio­ne in­ten­zio­na­le a por­ta­re a quel ri­sul­ta­to”.

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