La scalata sociale e la rivincita della Junk Mail
Lug 13th, 2010 | Di Altri | Categoria: Primo Piano
La posta indesiderata, le mail spazzatura, lasciano per un breve periodo il ruolo totalmente negativo nell’esperienza quotidiana per trasformarsi in qualcosa di buono. Il marketing, in tempo di recessione, ricicla tutto, e a fin di bene: ‘Dal letame può nascere un fiore’.
Junk Mail, il solo suono di questa espressione evoca per molti un notevole fastidio per il tempo speso a insegnare al client di postaa riconoscerla, e soprattutto per tutti quei messaggi indesiderati sbucati fuori dal ghetto del loro folder, per presentarsi nella Inbox ufficiale. Ma in tempo di recessione non si butta via nulla e anche la spazzatura elettronica si può riclicare per renderla produttiva.
E’ questo il concetto che sta alla base della campagna lanciata da una catena di ristoranti messicani con sede a Denver, Chipotle. Leggendo la storia dell’azienda sul sito pare quasi l’icarnazione (e non vuole essere una battuta) del business paradisiaco.
Il suo fondatore Steve Ells ha mostrato fin dagli inizi grande attenzione a condurre la sua attività in modo eco-compatibile ed etico. I suoi animali sono allevati in modo naturale, liberi; non usa ormoni e prodotti non organici; lotta presso il congresso per eliminare gli antibiotici negli allevamenti. E’ anche la prima catena che ha scelto il fotovoltaico oltre a una architettura sostenibile.
In più ha un sito web di tutto rispetto, e-commerce compreso. Tecnologia e cibo genuino, un binomio vincente che dimostra che in ogni riga della comunicazione viene sottolineato e pare dire “si può fare”. Non deve stupire quindi se l’ultima campagna marketing, voluta dalla catena, ha scelto di nobilitare proprio le email spazzatura. Il flagello del ventesimo secolo (e del ventunesimo, ecc.) diventa buon samaritano. Come disse De André “Dal letame può nacere un fiore”.
Il programma “Not Junk” invita le persone a inviare all’indirizzo nojunk@chipotlejunk.com i propri messaggi indesiderati. Per ogni 100,000 messaggi ricevuti , Chipotle donerà 10.000 dollari a The Lunch Box, un programma non-profit che si occupa di finanziare le scuole perché offrano cibi più sani nelle mense. La campagna, lanciata il 25 giugno, dovrebbe durare fino ad agosto, o fino a quando non sarà raggiunto l’obiettivo di 500.000 junk mail ricevute, per una donazione di 50.000 dollari.
Non che i burritos - pezzo forte della catena - per quanto genuini, siano proprio il menu più sano del mondo; ma come scrive anche Mashable è certamente intuitivo e potenzialemente vincente il legame tra cibo non-spazzatura e riabilitazione del 90% dei messaggi (dati Symantec) che riceviamo via posta elettronica, e che in genere detestiamo.
Chipotle non è comunque la prima e l’unica ad aver visto nel contrasto una comunicazione efficace. Solo pochi giorni prima lo stesso tema era stato usato da Cloudmark un provider di software anti-spam. Il legame in questo caso è più scontato ma l’utente è stato coinvolto in modo diverso.
Strizzando l’occhio anche ai piccoli registi del web, l’azienda ha invitato gli utenti a filmare e inviare un breve video del messaggio spam che hanno ritenuto più divertente, inusuale o magari il più noiso. Ciascun video sarà votato da pubblico e giudici. I finalisti saranno annunciati il 2 agosto e il vincitore il 9.
La posta indesiderata è un problema serio, senza dubbio occupa spazio e tempo eccessivi nelle caselle e nelle giornate di tutti, ma ogni tanto anche il “mostro” viene “sbattuto in prima pagina”, per riderci su! A volte diventa anche ispirazione per una mostra d’arte contemporanea.
di Francesca Girolfi su www.i-dome.com
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