Gli scenari economici attuali e futuri da OCSE, Banca Mondiale e Facebook

Set 30th, 2016 | Di Altri | Categoria: Breaking News, Statistiche e Ricerche


’OCSE, la Banca Mondiale e Facebook hanno sviluppato insieme la Future of Business Survey, un’indagine mensile che fornisce una panoramica sugli scenari economici attuali e futuri. La survey è stata lanciata presso la sede di Parigi dell’OCSE.

Facebook, l’OCSE e la Banca Mondiale sono impegnati a fornire nuove fonti di dati che contribuiranno a dare informazioni per le decisioni dei policy maker e per aiutare la crescita economica. Proprio in quest’ottica, nasce la Future of Business Survey che:

Sottopone all’indagine i proprietari di Pagine Facebook di aziende, sia nuove che di lunga data.
Ha ricevuto quasi 100.000 risposte da parte di pmi su Facebook, in 22 paesi.
Fornisce una panoramica sugli scenari economici attuali e futuri in cui le imprese operano.
Offre informazioni sulle prospettive, le sfide, le tattiche e la demografia delle aziende.
Fornisce statistiche globali, regionali e nazionali su base mensile.

Luca Colombo, Country Manager Facebook Italia, commenta nella nota: “La partnership tra Facebook, l’OCSE e la Banca Mondiale fornisce una finestra unica e tempestiva sulla digital economy. Assieme ai nostri partner crediamo nel potere di questa nuova fonte di dati e nel valore che porterà alle imprese e ai decisori politici. Le piccole imprese sono tra i marketer più dinamici e innovativi e i nostri primi risultati mostrano che la fiducia espressa da queste aziende è positiva.

Quasi la metà degli imprenditori (48%) è positiva rispetto al futuro delle loro aziende nei prossimi sei mesi. Ciò che trovo particolarmente interessante di questa partnership è che è solo all’inizio. Si tratta di un impegno di lungo periodo e continueremo a lavorare assieme ai nostri partner per aiutare le imprese in Italia a costruire un futuro migliore”.

Alessandro Micheli, Presidente Nazionale Giovani Imprenditori Confcommercio, aggiunge: “La survey è una ulteriore dimostrazione della straordinaria potenza di strumenti web e social quando raggiungono una diffusione capillare e planetaria.

I dati mostrano che le aziende che utilizzano strumenti digitali sono più ottimiste sulla propria situazione economica e sul futuro. Proprio per questo, da tempo Confcommercio, sia a livello nazionale che sul territorio, ha lanciato progetti di formazione e alfabetizzazione digitale per i propri associati, tra i quali cito con piacere il progetto “Boost your Business” in collaborazione proprio con Facebook, che ha visto la partecipazione di migliaia di piccole e medie imprese nelle principali città italiane.

Guardando più nel dettaglio ai risultati della survey, è interessante notare come le principali sfide indicate dalle PMI a livello mondiale, ovvero saper attrarre i clienti, aumentare i ricavi, mantenere la profittabilità, siano strettamente legate alla gestione operativa del business e trovino negli strumenti digitali, nel web e nei social, grandi leve capaci di agevolare il raggiungimento degli obiettivi.

Infine, è interessante notare dal confronto delle risposte delle imprese italiane rispetto a quelle del resto del mondo che la pressione fiscale e i vincoli amministrativi e burocratici sono un problema molto più sentito in Italia che altrove. Ancora una conferma di quanto il Presidente Sangalli, la Confederazione e, più in generale, la base imprenditoriale del Paese denuncia da tempo”.

I risultati mostrano nel dettaglio per il nostro Paese che il 42% delle Pmi ha una visione neutra della situazione attuale della propria impresa e il 41% una visione positiva.

Solo il 17% ha una visione negativa. Migliora la valutazione rispetto alle prospettive per i prossimi 6 mesi: il 48% ha un outlook positivo contro il 37% che resta neutra e il 15% che ha una visione negativa. L’indicatore del livello di fiducia in agosto e’ a 29 punti, in lieve calo dai 33 di luglio. In media, le Pmi italiane utilizzano strumenti online per 5 finalita’ su 6, prevalentemente di marketing e comunicazione: il 92% li utilizza per mostrare prodotti e servizi e il 90% per fornire informazioni.

L’88% utilizza il canale online per fare promozione verso nuovi clienti e l’84% per comunicare con clienti e fornitori. La percentuale scende al 70% per la vendita di prodotti e servizi e arriva al 44% per gestione dei processi aziendali interni. Sul fronte del lavoro, negli ultimi 6 mesi per il 72% delle imprese intervistate non c’e’ stato nessun cambiamento nel numero di dipendenti, per il 13% il numero e’ aumentato e per il 15% e’ diminuito.

Nei prossimi sei mesi il 74% prevede di confermare il numero di dipendenti, il 18% prevede di aumentarlo mentre l’8% stima una diminuzione. Le imprese intervistate hanno per il 44% un solo dipendente, per il 34% tra 2 e 4 dipendenti, per il 12% tra 5 e 9, per l’8% tra 10 e 49 e solo per il 2% piu’ di 50 dipendenti.

Si tratta di aziende attive da piu’ di 10 anni (42%), attive da 1-3 anni (24%), da meno di un anno per il 13% e da 6-10 anni per il 12%. Solo il 17% e’ impegnata nel commercio internazionale. Nel 52% dei casi si tratta di aziende con una dirigenza prevalentemente maschile (oltre il 65%), per il 26% prevalentemente femminile e solo nel 23% in equilibrio.

Le sfide principali per le Pmi intervistate sono rappresentate dall’aumento delle entrate (61%), dall’attrarre clienti (59%). La meta’ degli intervistati vede nell’incertezza per la situazione economica la principale sfida da affrontare mentre il 45% punta a mantenere la redditivita’. Per il 34% la sfida sono le leggi e i regolamenti tributari. (Chiara Di Cristofaro, Radiocor)

Martine Durand, Responsabile delle Statistiche, OCSE, dichiara: “Questa nuova ricerca, Future of Business Survey nasce dall’impegno dell’OCSE, di altre organizzazioni internazionali e di società di statistica di tutto il mondo per produrre dati più evoluti e significativi.

Questa partnership innovative tra pubblico e privato capitalizza le opportunità fornite dalla digitalizzazione per completare le statistiche esistenti sulle imprese con indagini allo stesso tempo tempestive e flessibili per essere adattate a rispondere alle problematiche emergenti.

Pensiamo che questo progetto metta in luce come informazioni lungimiranti sulle imprese possano essere raccolte in futuro, raggruppando il meglio di ciò che un’azienda come Facebook e organizzazioni come l’OCSE e la Banca Mondiale hanno da offrire. La nuova ricerca contribuisce a colmare lacune su dati sulle Piccole e Medie Imprese, fornendo così un valido apporto al monitoraggio del percorso verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite”.

Augusto Lopez Claros, Direttore del Global Indicators Group della Banca Mondiale, spiega: “Ciò che è interessante di questa nuova ricerca, Future of Business Survey, è il suo potenziale come strumento forte per ottenere informazioni rapidamente e a una frazione del costo dei tradizionali metodi di ricerca.

L’obiettivo del Gruppo della Banca Mondiale di contribuire a una prosperità condivisa e molti dei nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile richiedono lo sviluppo di nuovi strumenti di raccolta dei dati. Ed è necessario che questi strumenti siano più veloci, economici e semplici per rispondere al meglio ai bisogni della comunità e dei decisori politici”.

Nicola Mendelsohn, VP Emea di Facebook, conclude: “L’OCSE, la Banca Mondiale e Facebook credono nella promessa del digitale di guidare la crescita economica e l’innovazione.

Assieme abbiamo creato la Future of Business Survey per aiutare a fornire informazioni migliori sull’ambiente economico attuale e futuro in cui operano le piccole imprese. Le piccole imprese sono tra gli attori del mercato più innovativi.

Ascoltare le piccole imprese ci aiuta a capire le sfide che affrontano e le opportunità che esistono per sostenere la loro crescita. La Future of Business Survey è una finestra unica sulla nuova economia digitale e mobile”.

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