Servizi altamente personalizzati e pieno controllo delle proprie informazioni in rete: le aspettative dei consumatori italiani nei confronti dei player digitali

Mar 9th, 2015 | Di Altri | Categoria: Breaking News


Microsoft presenta oggi la nuova ricerca Digital Trends 2015, condotta in 13 Paesi* di tutto il mondo - compresa l’Italia - in collaborazione con Future Laboratory and Research Now con l’obiettivo di indagare il futuro delle tecnologie e dei comportamenti digitali, per meglio comprendere come i brand possano rispondere alle aspettative e alle esigenze dei consumatori, oggi e in futuro. Dal report di Microsoft Advertising emerge il crescente desiderio del consumatore moderno di fruire di servizi personalizzati e maggiori benefici su misura, derivati dalle informazioni personali raccolte online dalle aziende.

In particolare, alla luce di una mole crescente di informazioni a cui i consumatori devono far fronte, la ricerca svela che quasi due terzi dei rispondenti a livello globale (63%) e il 72% degli italiani, sono alla ricerca di una tecnologia in grado di filtrare i messaggi ricevuti. Mentre l’80% degli intervistati (l’86% di quelli del Bel Paese) vorrebbe disporre di servizi digitali capaci di supportarli nella gestione delle informazioni condivise online.

Dal report Digital Trends 2015 sono anche emersi importanti suggerimenti per le aziende, per i provider di servizi online e per chi opera nel settore della pubblicità su come sia possibile offrire un servizio più efficace ai propri pubblici di riferimento, senza tradire la loro fiducia. Oltre tre quarti degli intervistati (il 78% a livello globale e l’85% in Italia) sono consapevoli che i dati digitali possono essere usati per ottenere benefici o esperienze migliori. La metà dei partecipanti è inoltre interessata ad esperienze di questo tipo, dimostrando così una maggiore apertura verso la condivisione dei dati personali, a condizione che sia chiaro dove e come saranno impiegati.

L’indagine Microsoft Digital Trends 2015 – che segue alla prima edizione realizzata nel 2013 e che ha coinvolto oltre 13.000 consumatori a livello globale – evidenzia come i principali otto trend emersi nel report precedente abbiano subito un’evoluzione negli ultimi due anni. Tra i risultati chiave figurano:

o IntelligentlyON: i consumatori sono sempre più alla ricerca di informazioni pertinenti rispetto ad interessi e abitudini personali, e quasi due terzi di loro a livello globale (il 63%, con un incremento del 7% rispetto al 2013) e il 72% degli italiani sono interessati a una tecnologia e a servizi che in futuro possano filtrare automaticamente i contenuti e i messaggi. In questo modo, potranno ascoltare o visualizzare in qualsiasi momento solo ciò a cui sono realmente interessati, senza il bisogno di essere “always on”.
o Realtà ridefinita: colmare la distanza tra mondo fisico e digitale diventa un aspetto sempre più importante per i consumatori, che sembrano ora più interessati a una nuova generazione di servizi e dispositivi digitali, che consenta loro di vivere la stessa esperienza di luoghi e oggetti sia online sia offline (il dato globale è salito al 53% rispetto al 50% del 2013 e con il 62% l’Italia supera ampiamente anche la media europea del 45%).
o Diritto all’identità: l’interesse dei consumatori verso servizi digitali capaci di gestire tutte le informazioni condivise online ha registrato un aumento di 7 punti percentuali rispetto al 2013 (dal 73% all’80%) e in Italia il dato sale addirittura all’86%. Il 57% dei consumatori a livello globale e il 64% di quelli del Bel Paese desidera, inoltre, di poter stabilire il tempo di permanenza online delle informazioni condivise.
o Statistiche di vita: rispetto al 2013 è diminuito il numero di consumatori che non ha mai interagito con applicazioni o dispositivi di tracciamento dei dati (dal 38% nel 2013 al 28% nel 2015). Tuttavia, sebbene i consumatori abbiano scaricato un maggior numero di app di questo genere, meno di un terzo le usa effettivamente per migliorare le proprie prestazioni.
“I consumatori sono sempre più inclini a condividere i propri dati personali con i brand con cui interagiscono online. Lo fanno però chiedendo la garanzia che tali informazioni siano utilizzate dalle aziende al solo scopo di poter offrire servizi ritagliati sulle preferenze e sui bisogni individuali”, ha commentato Christina Lundari, Country Manager di Microsoft Advertising per l’Italia. “E’ una grande opportunità per le aziende che sapranno trattare con intelligenza e rispetto queste informazioni, ma serve comunicare in modo chiaro come vengono raccolti e utilizzati i dati, incentivandone la condivisione a fronte di una chiara spiegazione di quali saranno i vantaggi per ogni singolo utente”.

Ogni trend emerso dalla ricerca Microsoft rivela una storia interessante su come sia cambiato l’atteggiamento delle persone nei confronti di dispositivi, piattaforme, app e brand, oltre ad aiutare le aziende online a capire quali siano le nuove regole che disciplinano i contatti con le persone in un ambiente digitale. Gli altri risultati del report Digital Trends 2015 comprendono:
o Una nuova era di scoperte: si registra un aumento nell’interesse da parte dei consumatori verso tecnologie avanzate in grado di offrire suggerimenti e raccomandazioni su nuove esperienze, nuove connessioni e nuove cose da fare in base alla propria personalità e alle proprie esigenze: dal 50% si è passati al 53% a livello globale e al 65% nel nostro Paese. In questo contesto le aziende non sono escluse: quasi la metà degli intervistati (48%) si aspetta che i brand conoscano i consumatori e li aiutino a scoprire nuovi prodotti o servizi in base alle esigenze espresse.
o Now Networks: il richiamo dei social network come “un’unica soluzione valida per tutto” perde terreno, poiché le persone usano social network diversi e specializzati, più adatti alle esigenze e alle attività specifiche (si registra incremento dal 41% al 48% e il dato italiano si attesta al 56%). Questo trend rappresenta una grande opportunità per i brand: il 55% dei consumatori a livello globale afferma di essere più propenso ad interagire con un brand mentre utilizza servizi digitali specifici e di nicchia. Ma gli specialisti del marketing devono focalizzarsi sull’individuazione dello strumento più adatto, senza cercare di riunire contemporaneamente tutte le esperienze.
o Essere creativi: i consumatori desiderano controllare e dare forma alle proprie esperienze digitali. A livello globale, il 40% degli intervistati ha affermato di volere maggiori informazioni sui servizi personalizzabili, rispetto al 38% del 2013. Per le aziende: il 56% dei consumatori si è dichiarato più propenso ad acquistare da un brand che consenta la personalizzazione di prodotti o servizi.

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