Social Media e Online Reputation determinanti per trovare lavoro secondo Adecco

Mag 30th, 2016 | Di Altri | Categoria: Statistiche e Ricerche


Social Media & Online Reputation, questi i due elementi alla base della strategia 2.0 per chi deve ricercare un lavoro. Questo è ciò che esprime la nuova ricerca Adecco Work Trend Study, svolta in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano condotta al fine di indagare più a fondo su social recruiting, digital reputation e, per la prima volta, su smart working.

La ricerca è stata condotta a livello internazionale con partecipazione di 26 paesi diversi (mondo), ed in Italia ha registrato la partecipazione di 2.742 candidati e 143 recruiter.

In base ai risultati, è possibile mettere in evidenza questi tre aspetti:

1- Ricerche online
Sia le ricerche di lavoro da parte degli utenti che di profili professionali da parte delle aziende si stanno spostando sempre più online (80% per i candidati e 64% per i recruiter), il Social Recruiting (vedi ricerca) sta infatti assumendo un ruolo sempre più determinante. Un trend in linea con l’aumento registrato dallo stesso LinkedIn.

2- Canale principale: LinkedIn
Già da alcuni anni, gli addetti ai lavori avevano già iniziato a riconoscere in LinkedIn lo strumento ideale riguardo al “lavoro professionale”, indicandolo come il Curriculum Vitae del futuro. Dalla ricerca Adecco, LinkedIn è risultato il canale più sfruttato sia dai professionisti HR che dai candidati, anche se Facebook viene spesso utilizzato da recruiter e datori di lavoro per “farsi un’idea extra lavorativa” del candidato.

3- Profili IT, Marketing, Ricerca e Sviluppo
I profili maggiormente ricercati attraverso la modalità web risultato quelli relativi ai settori IT, Marketing, Ricerca e Sviluppo.

Secondo lo studio, quindi, si utilizzano i Social Media per colmare un “gap” tra domanda e offerta (mondo del lavoro). Il web, si rivela utile perché è: immediato, sempre aggiornato e diretto (non prevede intermediari).

L’incremento più cospicuo è stato registrato a livello dei “recruiter”, perché solo 1 anno fa la percentuale di utilizzo era al 19%, quest’anno è al 64% e la previsione per il prossimo parla del 71%.

Dalla ricerca, esce in modo considerevole anche un 4° aspetto, da sommare ai tre punti elencati sopra:

4- Online Reputation
Se un candidato vuol aumentare le probabilità di essere preso in considerazione dalle aziende a cui fa richiesta ed invia il proprio CV, l’elemento che si rivela determinante è la cosiddetta Online Reputation (reputazione sul web).

1 recruiter su 3 esclude dei profili in base a ciò che scopre dai Social, nello specifico ad esempio per la pubblicazione di contenuti, video o foto non del tutto conformi ad un professionista. I dati sono chiari: il 35% dei recruiter quest’anno rispetto al 25,5% dello scorso anno e al 12% del 2013).

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