E’ lo storytelling la chiave per entrare nel cervello umano

Mar 17th, 2016 | Di Altri | Categoria: Comunicazione, Sociologia&Psicologia


Non occorre essere dei neuroscienziati per rendersi conto che un’informazione si ricorda più facilmente quando è associata a una storia. La spiegazione è molto semplice: quando ascoltiamo o leggiamo un racconto si attivano tutte le aree del cervello che useremmo se vivessimo in prima persona le esperienze al centro della narrazione che stiamo seguendo.

Per questo quando raccontiamo una storia riusciamo a far provare ai nostri interlocutori sensazioni ed emozioni realistiche, stimoliamo cioè la loro capacità di empatizzare, un risultato a cui mirano tante campagne di marketing e comunicazione.

Ma perché il nostro cervello si “sveglia” quando gli viene presentata una sequenza di avvenimenti? È un comportamento che dipende da come si è sviluppato il pensiero degli esseri umani, sempre alla ricerca di rapporti di causa/effetto nell’ambiente che li circonda.

Un racconto, infatti, se ridotto ai minimi termini non è altro che una concatenazione di eventi legati da un nesso di causa/effetto. Le congetture che derivano da tali rapporti vengono sempre confrontate con ciò che la nostra esperienza ci ha insegnato: ecco perché, per fare queste comparazioni, varie aree del cervello entrano in azione, non solo quelle deputate ad analizzare il linguaggio.

Attenzione però, non basta raccontare una storia per emozionare, bisogna saperla raccontare bene, perché il nostro cervello si evolve in continuazione e, per esempio, quando si imbatte troppo spesso in un termine o un concetto, gli attribuisce un minor valore evocativo.

Fonte: http://marketing-ippogrifo.com/category/comunicazione/

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