Timori per Dubai, ma le Borse risalgono «Nessun problema per l’Italia»

Nov 29th, 2009 | Di Altri | Categoria: Economia & Finanza


Borse europee in ripresa dopo un avvio di seduta in calo e il tonfo di giovedì dovuto ai timori per il crack di Dubai. Male invece i mercati orientali, anche se la festività musulmana ha contribuito a limitare i danni. Bankitalia intanto rassicura: nessun problema per l’italia.

Le piazze del Vecchio Continente chiudono tutte in rialzo, recuperando dallo scivolone di ieri: Cac 40 3,721,45 (+1,15%); Dax 5.685,61 (+1,27%), Ftse 100 5.245,73 (+0,99%). A Milano Ftse Mib +1,29% a 22.205,28 e All Share a 22.648,63 (+1,28%), con scambi in risalita a 3,94 mld di euro di controvalore contro 3,29 mld di ieri.

I listini europei hanno allungato il passo dopo l’avvio di Wall Street, che ha aperto in calo del 2% ma ha poi ridotto le perdite intorno al punto percentuale: il Dow Jones cede l’1,48% a 10.309,50 punti, il Nasdaq arretra dell’1,73% a 2.138,44 punti, mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l’1,72% a 1.091,50 punti. Gli operatori considerano fisiologico l’assestamento della Borsa americana (ieri chiusa per il giorno del Ringraziamento, oggi in apertura ridotta) su cui si temevano flessioni più marcate.

L’indice Msci Asia Pacific Index (-3%) ha accusato oggi la flessione più grande in tre mesi sui timori di un crack di Dubai World, il conglomerato pubblico dell’emirato che mercoledì ha chiesto una moratoria sul debito di 59 miliardi di dollari, dando il via a una nuova fase di turbolenze sulle piazze finanziarie internazionali.

Tokyo ha perso il 3,22% e Shanghai il 2%. In calo in avvio anche le piazze europee, che però nel corso della seduta hanno recuperato e sono poi tornate a salire.

Il Governo di Dubai prova intanto a rassicurare i mercati. L’economia del Paese è «durevole» e «i fondamentali economici, le infrastrutture e il nostro centro finanziario permetteranno a Dubai di restare un posto attrattivo nella regione», sostiene in una nota il presidente del comitato fiscale, lo sceicco Ahmed ben Said Al Maktoum. Ma i mercati hanno i nervi scoperti e il timore di un eventuale crack della holding dell’Emirato, che ha chiesto alle banche di sospendere per sei mesi i pagamenti sul debito di 59 miliardi, per ora sulle Borse fa prevalere il pessimismo.

Nessun problema per il sistema finanziario italiano. Lo ha assicurato il direttore generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni. «Per quanto riguarda il sistema Italia non ci sono problemi - ha detto - l’esposizione è molto contenuta, non c’è alcuna preoccupazione». In merito alla possibile estensione su scala mondiale delle ripercussioni del crac di Dubai World, Saccomanni si è limitato a rispondere che «bisognerà vedere cosa succede».

Tra i creditori di Dubai World ci sono una settantina di banche: in testa l’Abu Dhabi Commercial Bank con 1,9 miliardi di dollari. Coinvolte, Credit Suisse, Hsbc, Lloyds e Rbs. Tra le italiane Unicredit ha un’esposizione «non rilevante», ha commentato un portavoce. Per gli analisti di Goldman Sachs, Hsbc avrebbe una perdita potenziale di 611 milioni di dollari, Standard Chartered di 177 milioni di dollari. Sumitomo Mitsui Financial potrebbe essere esposta per 225 milioni e Mizuho Financial per 100 milioni di dollari.

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