Upa: pubblicità 2018 +1,5%. Bene tv, radio e web. Sassoli De Bianchi a tutto campo: Mondiali, ott, gioco, copyright, influencer…

Lug 4th, 2018 | Di Altri | Categoria: Breaking News


Gli investimenti pubblicitari in Italia chiuderanno il 2018 con una crescita dell’1,5%, rispetto a una crescita dello 0,4% nel 2017 e del 3,5% nel 2016. Lo ha detto il presidente di Upa, Lorenzo Sassoli de Bianchi alla conferenza stampa di UpaSettanta, in occasione del consueto appuntamento al Teatro Strehler di Milano. La previsione, ha spiegato Sassoli, tiene conto del fatto che i consumi in Italia non stanno andando bene, del fatto che i dazi spaventano export e che il PIL cresce poco.

Tra i media, la tv generalista tiene, andando meglio delle specialiste, mentre la radio va molto bene, viaggiando quasi a doppia cifra. Internet continua a crescere e fino ad aprile ha registrato un +9%. Continua il calo della stampa, in attesa di vedere – ha evidenziato il presidente Upa – se l’andamento del mezzo migliorerà nella seconda metà dell’anno, grazie al tax credit.

Tra i settori, cresce il tempo libero, che contiene i giochi. Statico quello alimentare, anche in conseguenza del lieve calo dei consumi. Turismo e viaggi molto bene, in crescita double digit. Bene le auto. Per le tlc si registra un calo significativo: resta da capire se nei prossimi il nuovo player porterà risorse, visto che la guerra dei prezzi che si è scatenata avrà come conseguenza un calo negli investimenti pubblicitari. Bene anche la casa, piu ristrutturazioni e arredamento che l’edilizia. E poi ci sono i nativi digitali che stanno incrementando gli investimenti offline, soprattutto sulla televisione.

In riferimento ai Mondiali, Sassoli ha segnalato risultati migliori delle previsioni. Non c’è stata la penalizzazione ipotizzata per l’assenza dell’Italia, ha spiegato, prendendo anche in riferimento quanto segnalato da Mediaset, che ha parlato di un’ottima raccolta e audience eccellenti.

Durante la conferenza stampa Sassoli de Bianchi ha toccato anche l’argomento del gioco online: “è un tema delicatissimo”, ha detto. Se in Italia i giocatori sono 2,5 milioni il 7,5% è ludopatico, circa 200mila persone, “200mila famiglie – ha ricordato – che rischiano di essere rovinate dal gioco”. Ciò detto, secondo il presidente Upa, si possono trovare “vie intermedie” al divieto di pubblicità voluto dal governo. Il settore vale 75 milioni di investimenti prevalentemente sulla tv nel solo 2017, senza contare l’indotto, per esempio nel calcio, per un totale di 200 milioni complessivi. Dire “tagliamo ogni forma di comunicazione”, ha concluso Sassoli de Bianchi, rischia soltanto di “favorire il gioco illegale”. E ancora: “si poteva essere meno massimalisti, più razionali”, per esempio, “ricorrendo all’autodisciplina e alle fasce protette”.

Con Google e Facebook “siamo al punto zero”, ha detto Sassoli de Bianchi e ha aggiunto: “abbiamo voluto invitare Facebook proprio per stimolarli a dare risposte”, non solo sulla trasparenza dei dati (“deve essere fatta chiarezza”) ma anche in materia di “adesione all’autodisciplina”. Facebook e Google, infatti, a differenza di tutti gli altri mezzi, “non sottostanno a questa regola”. E ormai, ha ricordato, se in Italia la pubblicità sulla televisione vale circa il 50% del mercato, internet si stima che pesi già per il 30%.

Interpellato sulla direttiva Ue sul copyright in discussione a Bruxelles, il presidente Upa è stato prudente (“aspettiamo di vedere i contenuti”) ma inflessibile sul “principio generale assoluto che la proprietà intellettuale va difesa”. “Se scrivete un articolo”, ha detto ai giornalisti in sala, “la fatica la fate voi, i soldi li spende il vostro editore”. Remunerare il diritto d’autore è “un principio fondamentale che regge il vostro mestiere”. Senza contare che “la stampa professionale è garanzia di democrazia”. La strada da seguire, secondo Sassoli de Bianchi, è quella dell’accordo tra Fieg e Google, perché, “una qualche forma di compensazione è necessaria”.

Quanto agli influencer altro non sono che “l’evoluzione delle pubbliche relazioni”, ha tagliato corto Sassoli de Bianchi, “e le p.r. non cambiano, certo prenderanno sempre nuove forme, con mezzi e ruoli sempre diversi”. Bene, secondo il presidente Upa, che si sia giunti a una forma di regolamentazione con l’uso dell’hashtag #adv o soluzioni analoghe.

In conclusione Sassoli de Bianchi ha anticipato due notizie relative ai prossimi progetti Upa. La prima è che “è già a buon punto” la predisposizione di Upa Data Lake, una piattaforma di archivio dati di tutti gli associati, raccolti in ottemperanza agli obblighi previsti dal Gdpr sulla Privacy, da mettere a fattore comune per “colorare” i dati già forniti dal sistema audi e dagli Ott, per ricavare, nel pieno rispetto dei ruoli, indicazioni preziose che accrescano affidabilità e la qualità.

In parallelo Upa sta progettando un approccio alternativo alle attuali filiere del mercato della comunicazione, basato sulla blockchain. Si tratta di uno “studio sulla filiera degli investimenti” digitali, specie quelli di programmatic buying che già il libro bianco ha riconosciuto essere poco trasparente, e che “quando porteremo a conclusione, ogni player verrà alla luce”.

Nel pomeriggio gli interventi di Laurent Solly, vicepresidente per il Sud Europa – Facebook, Lorenzo De Rita, docente di ingegneria delle idee – visiting professor Politecnico di Torino; Antonio Ricci, autore televisivo, intervistato da Lorenzo Sassoli de Bianchi; e Luca Josi, responsabile brand strategy & media di Tim.

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