Valutazione o (Ri)Valutazione?

Lug 11th, 2014 | Di Altri | Categoria: CATEGORIA B


Da sempre la misurazione degli investimenti pubblicitari è stata oggetto di interesse del mondo degli advertiser. Famosa è la citazione di John Wanamaker: “So che una metà dei soldi che spendo in pubblicità è sprecata, ma non so quale metà è”.
La Valutazione permea la nostra vita. Le valutazioni sono spesso soggette a condizionamenti legati alla propria storia, cultura ed esperienza. Fondamentale è quindi l’oggettività dell’analisi.
Pensando dunque ai nuovi modelli di marketing con riferimento alla leva promozionale, come si valuta quindi una campagna pubblicitaria? Come sono cambiate le metriche?

La Valutazione del ConsumAutore e la (Ri)Valutazione dei nuovi media

Oggi la Valutazione è sempre più complessa e va a incontrare il peso della nuova rilevante opinione del ConsumAutore, che grazie all’avvento del web 2.0 può esprimere il proprio pensiero sul brand dialogando e confrontandosi con gli altri utenti e con l’azienda stessa, che dovrà in un certo senso (Ri)valutare le proprie strategie secondo le linee indicate dagli utenti del mercato.
E’ in concetto del nuovo marketing relazionale, il NON marketing, che amplifica passaparola e rumors on line (buzz), attraverso l’evangelizzazione messa in atto dai ConsumAutori. E naturalmente si può trattare di buzz positivo o negativo nei confronti del marchio o del prodotto.
Come è possibile misurare l’impatto di queste modalità di comunicazione? Quali sono le nuove metriche?
Il termine di analisi è il “sentiment” (o market sentiment) che identifica la combinazione dei punti di vista e delle opinioni dei partecipanti del mercato, sintetizzando il livello di fiducia degli stessi nei confronti del brand. Da un punto di vista contenutistico non si tratterà di una Valutazione, basata soprattutto su dati quantitativi, ma si concentrerà soprattutto su obiettivi di carattere qualitativo, legati per l’appunto alla percezione da parte del target, il cosiddetto sentiment. Il dato qualitativo dovrà essere molto dettagliato e distinguere la Valutazione più generale del brand rispetto a quella delle linee di prodotto, se non addirittura dei singoli beni.
Se come affermava il grande genio Leonardo Da Vinci ““…molto meglio è studiare quelle cose che si possono conoscere con l’esperienza, poiché solo l’esperienza non falla…e laddove non si può applicare una delle scienze matematiche, non si può avere la certezza…” , con i nuovi media pubblicitari offerti dalla rete abbiamo ampie possibilità di analisi, misurazione e “valutazione-emotivazione”.
La (Ri)Valutazione diventa una leva fondamentale del NON Marketing futuribile e assume una connotazione complessa e dinamica perché legata alle persone, ai singoli, ciascuno dei quali è un “medium”. Il rapporto sarà paritario: non si tratterà di Soggetto (impresa) verso Oggetto (massa=insieme di individui), ma Soggetto (impresa) vs Soggetto (cliente=medium) e comporterà per l’azienda una continua (Re)visione-(Ri)Valutazione, in un gioco interattivo di dialogo con il proprio cliente. Nel nuovo modo di fare Marketing, sempre più emotivo e qualitativo, è quindi il singolo individuo che viene ad essere protagonista con la propria specificità e personalità, e il NON Marketing di oggi non potrà far altro che Valutare e (Ri)Valutare le proprie azioni gestendo un ecosistema di emotività interdipendenti.

L’autore
Patrizia Pastore è laureata in Economia Aziendale alla Bocconi di Milano, con esperienza professionale e di docenza nel digital marketing, autrice di Marketing NOT Marketing, un saggio che racconta di marketing, curiosando tra “Mondo Social” e “Realtà Sociale”.
www.notmarketingnot.com
www.nonmarketing.it

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