Voto di fiducia sul Dl anti-crisi
Lug 23rd, 2009 | Di Altri | Categoria: Focus OnIl Governo ha ufficializzato la richiesta del voto di fiducia sul maxi-emendamento aldecreto legge anti-crisi. La decisione è stata annunciata, dopo la sospensione della discussione generale sul decreto, dal presidente della Camera Gianfranco Fini: “Il Governo ha presentato il maxiemendamento e ha preannunciato l’intenzione di porre la questione di fiducia”.
Fra le novità del maxi-emendamento, che è stato giudicato ammissibile tranne nelle parti relative a reti, energia elettrica e studi di settore, ci sono l’eliminazione della stretta sulle banche, approvata in Commissione, a partire dalla cancellazione delle novità sul massimo scoperto e sulle modifiche unilaterali dei contratti bancari per l’adeguamento dei tassi. In questo modo il governo ripristinerebbe il testo originario, andando incontro alle richieste dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana.
Tra le altre novità: modifiche alla tassa sull’oro (con il parere della Bce che deve essere “non ostativo” e non più “favorevole”), cancellazione della sanatoria sulle newslot, aumento della copertura per il patto di stabilità interno. Restano identiche le misure sullo scudo fiscale e le pensioni. In arrivo anche una novità sul mercato unico dell’energia elettrica.
E’ in preparazione un ordine del giorno del Pdl per ripristinare il ruolo del ministero dell’Ambiente e degli enti locali nelle autorizzazioni per la realizzazione di centrali di produzione di energia, comprese quelle nucleari.
In attesa che il Governo ponesse la fiducia, il dibattito sul Dl si era infiammato. Dopo le critiche di Faissola alle norme del decreto riguardanti gli istituti di credito (modificate dal Governo), la Lega aveva accusato i banchieri di ricattare l’esecutivo (confermando, però, il proprio sì al provvedimento).
“Le dichiarazioni dell’Associazione bancaria italiana sono un ricatto e per di più che non hanno senso perchè le banche hanno già bloccato l’erogazione del credito”, aveva affermato, infatti, il vice capogruppo del Carroccio alla Camera Marco Reguzzoni. Rincarando anche la dose: “Con le banche bisognerebbe usare di più la clava: operano su licenza e non per diritto divino, se non danno credito alle imprese si ritiri loro la licenza“.
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