“La rinascita dell’Italia. Una visione per il futuro tra etica ed estetica aumentata”

Dic 6th, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Libri Specializzati, Psicologia & Sociologia


L’autore e sociologo Francesco Morace immagina per il Paese un percorso di rinascita e rigenerazione in otto tappe, «un vademecum di istruzioni brevi per tutti gli italiani di buona volontà che desiderano adottare nuovi comportamenti e rilanciare nuove idee e nuove pratiche, non solo politiche ma soprattutto quotidiane, cioè alla portata di tutti.

Il 2020 ha rappresentato una soglia simbolica, un arrivo e una partenza. La potenza dei numeri ha sempre plasmato l’immaginario del mondo e il 2020 non ha fatto eccezione: a prescindere dal Covid-19 che peraltro è un frutto avvelenato del decennio precedente, incubato e diffuso negli ultimi mesi del 2019.

Possiamo considerarlo la tragica chiusura di un cerchio. Il 2020 è un anno doppio, bisesto, che come nel gioco di specchi che propone ha amplificato problemi e soluzioni: a partire dall’emergenza coronavirus con cui abbiamo aperto le danze»

Ha posto fine a un decennio che ha impattato sulle nostre vite in modo deciso, a volte traumatico. Discontinuità e avvento di nuovi paradigmi hanno interessato l’Italia e il mondo intero.

Big data, sharing economy, fake news, influencer hanno fatto la differenza - nella politica, nel business, nella vita quotidiana -, marcando un punto di svolta all’insegna del modo digitale: soggettivo, contagioso, innovativo, istantaneo, ma anche inconsapevole, evanescente, pervasivo, guidato in modo potente e non trasparente da un’intelligenza artificiale controllata da pochi, da un pensiero politico tanto impoverito quanto spregiudicato, dall’aggressività di molta comunicazione.

Tutto ciò ha creato nuove possibilità e connessioni vitali, a rischio però di un futuro mal distribuito, in cui trovano spazio forme individuali, civili e sociali di azione e reazione, nel bene e nel male.

È arrivato il momento di riaffermare la nostra capacità di incidere sul futuro e di assumerci la responsabilità che questo implica, proponendo un percorso di crescita verso un mondo più equilibrato, fatto di attivismo e desiderio di contare, di porsi al centro della scena con la propria presenza autentica, complementare a quella digitale che certo non verrà rifiutata ma al contrario utilizzata per amplificare quella fisica, come nei momenti più drammatici della quarantena a cui tutti noi siamo stati sottoposti».

All’insegna di un’etica e un’estetica aumentate che guardino ai diritti di cittadinanza, proteggano il mondo fisico a partire dalla salute e dall’ambiente, valorizzino le persone in carne e ossa e la loro dignità, utilizzino la potenza dei big data senza consegnarsi in modo acritico alla potenza dell’algoritmo.

Gli anni Venti saranno un tempo e un luogo di rinascita culturale e innovazione sociale, se sapremo affrontare la sfida con coraggio, facendo leva su quei valori di servizio e condivisione, verità e fiducia, sostenibilità e intelligenza, profondità e negoziazione, unicità e universalità che da sempre rappresentano le qualità autentiche dell’Italia.

«In questo contesto il 2020 diventa una data simbolica, uno spartiacque per chi si occupa di politica, di business e di social innovation: dinamiche che sempre più verranno ricondotte ai processi che le creano e le sostengono.»

Ed è proprio la tavola e quel che vi gira intorno che, secondo Morace, dà all’Italia il maggior vantaggio competitivo rispetto al resto del mondo: «Siamo – senza saperlo e senza volerlo – in sintonia con molti cambiamenti oggi in atto nella società globale. La convivialità che diventa condivisione tecnologica, il carattere del territorio che diventa progetto trans-locale, il familismo che diventa laboratorio inter-generazionale, il buon vivere che diventa approdo estetico ed estatico».

Il mondo desidera l’Italia, unico paese a poter contrapporre all’American dream un modello altrettanto potente, l’Italian way of life.

Citando Marino Niola a proposito del cibo italiano per eccellenza, la pasta, diventato un mito globale, Morace conclude: «Emblemi incontrastati del Made in Italy alimentare, bucatini, penne e lasagne hanno conquistato il mondo surfeggiando sull’onda vincente della dieta mediterranea.

E la cottura al dente ha rivoluzionato la sintassi del gusto. Indicando una terza via tra il crudo e il cotto. Un’arte del compromesso tipicamente nostrana. Che si sposa con la velocità della preparazione e con una trasformistica capacità di adattarsi a tutti i condimenti. Un piatto per tutte le stagioni.

Dall’iperlocale al superglobale. È questa la ricetta vincente dell’Italia da mangiare. I sapori delle piccole patrie che diventano icone di un gusto planetario affamato di segni ad alta definizione. Di tradizioni, di localismi, di tipicità».

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