“Radio al centro della Rai”. Foa e Salini salutano il varo della visual radio

Set 21st, 2020 | Di Redazione | Categoria: Radio


La svolta visual di Rai Radio parte il 28 settembre con tutta Radio 2 visibile in diretta su Rai Play.

Il direttore Roberto Sergio parla di “un nuovo punto di partenza” e annuncia per il 2021 finestre visual per tutti i canali del servizio pubblico e una focalizzazione su due fronti caldissimi dell’audio, smart speaker e podcast.

Il debutto della visual radio è stata al centro della presentazione della nuova stagione di Rai Radio (qui le novità in palinsesto di tutti i canali) avvenuta oggi alla presenza dei vertici di Viale Mazzini, il presidente Foa e l’ad Salini. “Il gruppo crede fortemente in questo mezzo” ha detto Foa, mentre Salini ha ribadito che “la radio è centrale, moderna e contemporanea e innervata in tutta la nostra offerta”.

Rai Radio 2 disponibile in video su Rai Play è il risultato della digitalizzazione dell’intera filiera produttiva varata tre anni fa. “Il percorso fatto è stato importante e per certi versi rivoluzionario”, dice Sergio, “digitalizzare la filiera ha significato di fatto azzerare tutto e ripartire dall’inizio.

Ma era l’unica scelta che ci avrebbe consentito di guardare oggi a un futuro multimediale, fatto di produzioni audio-video e che esce dal solo mezzo radio. Oggi la nostra sede è a tutti gli effetti uno dei poli produttivi multimediali all’avanguardia della Rai. Un nuovo asset strategico per la radio e per la Rai in genere”. Non un punto di arrivo quindi ma “un nuovo punto di partenza”.

Dopo Radio 2, anche gli altri canali potranno sfruttare la modalità visual, seppure con modalità differenti. “Non avrebbe senso avere dirette visual 24 ore su 24 per un canale come Radio 1 o Radio 3”, spiega Roberto Sergio, “stiamo pensando piuttosto a finestre visual che si accenderanno in determinate occasioni, come ad esempio per interviste con ospiti particolari, o per programmi condotti da talent.

L’appuntamento, per tutti gli altri canali, è per il 2021 anno in cui ci si focalizzerà anche su altre sfide tecnologiche e di marketing come il presidio del settore degli smart speaker e la razionalizzazione dell’offerta podcast”.

Nel corso della presentazione dei palinsesti, Roberto Sergio ha affrontato anche il delicato tema dell’indagine di ascolto Ter – sul quale non ha mai nascosto le sue perplessità – annunciando che Rai Radio ha deciso di realizzare internamente una rilevazione tramite meter. La fase di test parte a ottobre per andare a regime all’inizio del nuovo anno.

“La rilevazione con meter è l’unica forma di monitoraggio che può dare una fotografia realistica degli ascolti”, commenta Sergio, “da mesi proponiamo in Ter un adeguamento dell’indagine in tal senso, con l’integrazione della Cati (realizzata attraverso interviste telefoniche e che agli editori offre risultati in tempi molto lunghi, NDR) con il meter. Finora, le nostre richieste sono rimaste inascoltate.

Ovviamente saremo ben felici di fermare la ricerca autonoma, se Ter dovesse approvare la modalità passiva e far proprio il monitoraggio tramite meter in modalità analoghe a quelle da noi progettate. Altrimenti, andremo avanti come da programma con la nostra ricerca parallela a quella Ter”.

All’annuncio shock è seguito un messaggio dal tono più tranquillizzante per il comparto: “la ricerca Rai Radio sarà uno strumento a uso interno, utile per poter avere indicazioni in tempo reale sull’andamento dei canali e dei singoli programmi.

Avremo dati qualitativi e non solo, che saranno finalmente utili per capire come ottimizzare al meglio la programmazione. Fino ad oggi i dati Ter sono stati utili a misurare la brand awareness dei canali, ma non hanno mai fornito indicazioni puntuali sull’ascolto. Con la misurazione passiva avremo dati dettagliati e in tempo reale.

Ovviamente si tratterà di informazioni estremamente delicate che Rai Radio userà con riservatezza e grande senso di responsabilità, come nella natura del ruolo di Servizio pubblico, nonché di socio Ter”.

Sul fronte pubblicitario, l’ad di Rai Pubblicità, Tagliavia, ha detto che nei primi sette mesi la raccolta di Rai Radio ha recuperato un punto sul mercato e che con l’arrivo della visual radio crescono le possibilità di brand integration nel gruppo.

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