10 ragioni banalissime per non leggere i post di classifiche

Ott 8th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Comunicazione, Marketing


I creatori di contenuti per i social sono spesso accusati di fare clickbaiting, cioè creare titoli esca solo con l’intenzione di attirare il maggior numero di lettori. Bella scoperta!

È ovvio che ogni titolo studiato per il web venga pensato per attrarre il maggior numero di click e interazioni.

Provare a creare il titolo più attrattivo è normale e giusto, nessuno pubblicherebbe un post intitolato “decostruzione e metafisica nell’opera di Verga”. Ma è anche vero che a tutto c’è un limite.

Negli ultimi anni si è ampiamente abusato dei titoli stile “decalogo” o anche peggio e mi auguro che questa prassi si esaurisca presto.

Il motivo per cui spesso si ricorre a questi titoli è semplice: funzionano, perché dicono all’utente che in poche righe o pochi minuti riceverà tutte le informazioni che cerca.

Personalmente credo che se l’autore non riesce ad essere interessante in due righe, è improbabile che possa essere originale in un intero articolo/post.

Come detto questo genere di titoli funziona, ma credo che vadano usati con attenzione, perché questo genere di contenuti non fidelizza il lettore.

Gli utenti attratti da questi contenuti, sono interessati più al titolo che dalla qualità e un pubblico simile è molto poco fedele.

Questa analisi è liberamente ispirata ad alcune riflessioni contenute in “Sul mestiere dello scrittore e sullo stile” di Arthur Schopenhauer, ho provato a taggarlo, ma pare che Arthur non sia su Facebook, si vede che preferisce Instagram

#marketing #socialmarketing #webmarketing #fortunatomonti #marketingjournal

Fortunato Monti
Web & Social Marketer & Content Creator
fortunato.monti@gmail.com

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