Agli italiani l’email marketing piace ancora (a certe condizioni)

Quello tra italiani ed email marketing è ancora un rapporto positivo e di valore. Gli italiani leggono ancora le email che ricevono da aziende e altri soggetti commerciali a patto che le stesse rispettino pochi indispensabili requisiti come quelli individuati dal rapporto 2022 di benchmarking sull’ email marketing di GetResponse.

Come fa ormai da qualche anno, la società ha analizzato infatti oltre 200 milioni di messaggi inviati nel corso dell’anno tramite email automatizzate, autorisponditori, newsletter , RSS con l’obiettivo di rispondere a domande volte a conoscere il tasso di apertura medio, il tasso di click, gli elementi contenutistici e i fattori di contesto che hanno garantito le migliori performance delle email indirizzate agli italiani.

L’Italia è nella top 10 di paesi con miglior tasso di apertura delle email commerciali

Il primo macroscopico insight dell’analisi di GetResponse dedicata a italiani ed email marketing è che l’Italia si trova nella top 10 dei paesi con migliore tasso di apertura. Con una percentuale del 28.54%, ben sei punti in più rispetto alla media mondiale del 19.7%, il nostro Paese si colloca sesto dopo paesi come – nell’ordine – Francia, Filippine, Paesi Bassi, Germania e Belgio.

Il tutto avverrebbe in uno scenario segnato dalla sempre minore capacità del canale email di generare coinvolgimento, specie quando non è usato per veicolare messaggi mirati, personalizzati e che gli utenti considerano di valore: mentre a livello globale sono in lieve diminuzione i tassi di apertura delle email commerciali (dal 22.15% del 2021 al ​​22.02% del 2022), infatti, è il calo dei tassi medi di click a risultare più evidente (dal 3.43% al 2.13%).

Gli insight di GetResponse sul rapporto tra italiani ed email marketing

Ci sono comunque piccoli accorgimenti che possono aumentare le probabilità di apertura delle email ricevute dalle aziende, ma anche che i destinatari interagiscano con esse, riducendo al contempo la possibilità di cadere nella trappola dell’ interruption marketing . A partire dai termini da preferire nel corpo e nell’oggetto delle email, fino all’orario e ai giorni della settimana in cui inviare newsletter e altre comunicazioni commerciali via email.

Gli italiani, per esempio, si lasciano più facilmente convincere ad aprire le email quando già nell’oggetto trovano termini comeeventi” (in questo caso il tasso di apertura è del 56.61%), “pdf” (53.35%), “conveniente” (53.14%), “invito” (48.70%), “newsletter” (42.92%). Al contrario sono dissuasi dalla presenza di termini come “illimitato”, “garantito” e “ricercato” che, secondo l’analisi dedicata da GetResponse a italiani ed email marketing, farebbero crollare a 5.66% il tasso di apertura.

Gli italiani, ancora, preferirebbero le email personalizzate e quelle che contengono emoji (che hanno un tasso di apertura del 32.92%), immagini (31.81%) e video (fino al 37.23%) rispetto alle email di solo testo.

Quanto alle tempistiche relative alla ricezione di newsletter ed email aziendali, la frequenza più apprezzata dagli italiani sarebbe di una email a settimana: se ci si mantiene in questo range si assicurerebbe ai propri messaggi via email un tasso di apertura del 41.80% e un tasso di click dell’8.70%.

Giorno e orario migliori per l’invio varierebbero sensibilmente, invece, al variare del settore di riferimento: quando si tratta di email che promuovono o sono comunque collegate a servizi finanziari, per esempio, il giorno migliore per l’invio è il sabato (quando il tasso di apertura è del 69%); la domenica è il giorno migliore per inviare email a tema sport (66%) e per un settore come l’automotive i tassi di apertura migliori (57-58%) si hanno il lunedì e il mercoledì; i migliori tassi di apertura delle email in ambito sportivo (86%) si ottengono alle 6, in ambito non profit (82%) alle 20, in ambito tech (78%) alle 23.

La scelta di soffermarsi sulle performance dell’email marketing in settori come automotive, sport e non profit non è casuale: sono quelli in cui gli italiani interagiscono di più non solo aprendo le email, ma anche facendo click su eventuali link presenti.

L’importanza di attenersi a un certo timing nell’email marketing è confermata da risultati dello studio dedicato da GetResponse a italiani ed email marketing: per esempio, vi sono maggiori probabilità che gli italiani leggano e clicchino le email commerciali ricevute durante le prime 4 ore dall’invio. Più di un messaggio su cinque, più nel dettaglio, viene aperto entro la prima ora; ogni ora che passa le aperture diminuiscono; è entro un massimo di sette ore che si registra la metà delle aperture. La probabilità che gli italiani clicchino su eventuali link contenuti nelle email entro la prima ora dall’invio è del 26.18%, ma già a partire dalla seconda ora cala drasticamente all’8.35%.

Per tornare alla frequenza di invio, più si tratta di email inviate automaticamente e con l’uso di autoresponder e di strumenti per l’email di marketing automation , più si ottengono risultati migliori sia a livello di aperture, sia a livello di click per invii diluiti nel tempo.

Se si considera, per finire, come variano il tasso di apertura e quello di click delle email a seconda che si leggano le stesse da desktop o da mobile si scopre che gli italiani aprono di più le email da desktop (con una percentuale di messaggi aperti pari al 76% contro il 23% del mobile), mentre sono più propensi a interagire con i messaggi ricevuti via email tramite mobile (qui la percentuale di click è del 54%, via desktop del 46%).

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