Alla Ricerca della Poltrona Perduta

Set 17th, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Marketing


Il mercato elettorale parlamentare, per sua natura, è un mercato chiuso. Cioè il saldo del numero di presenze in entrata e in uscita rimane praticamente sempre lo stesso.

Sembrerebbe che, a seconda dell’esito del prossimo referendum, il numero degli “operatori” in questo peculiare mercato verrà ridimensionato e quindi la competizione sarà ancora più accentuata. Se, ad esempio, prima andavano al Parlamento in 945 (tra deputati e senatori elettivi), dopo – in caso di vittoria del sì al referendum – diventeranno circa 600.

In un mercato chiuso e ristretto, i giochi si conducono solo all’interno e se una formazione politica cresce, altre vengono necessariamente ridimensionate. In sostanza il parlamento, visto in questa prospettiva, appare come un acquario ben sigillato.

La ricerca di mercato ed i sondaggi politici indicano in maniera sufficientemente affidabile le tendenze, e proprio sulla base delle tendenze, specie in periodi di forte turbolenza politica (come quello attuale) i cambi di casacca in parlamento si fanno più consistenti. Senatori e deputati, è un principio base della nostra costituzione, esercitano la loro funzione senza vincolo di mandato, pertanto i passaggi da una formazione all’altra sono più che leciti (anche se danno molto da riflettere).

A questo punto entrano in ballo i sondaggi pre-elettorali che vedono l’Italia, unica nazione del mondo civile, a vietare la diffusione – ma non la realizzazione – dei sondaggi politici (consiglio di leggere il nostro https://www.freniricerchedimarketing.com/ultimi-in-tutto-anche-nella-diffusione-dei-sondaggi/ per capire come stanno le cose).

Sia gli lettori, almeno quelli più attenti, che i politici, monitorano con grande attenzione i sondaggi, sia quelli commissionati internamente che quelli pubblicati sulla stampa.

Diverso è però il modo di leggere i sondaggi tra i due tipi di pubblico.

Gli elettori seguono i sondaggi per una valutazione delle performance dei partiti in competizione con un occhio più attento al partito che sostengono mentre alcuni politici osservano gli andamenti della propria formazione politica e nel contempo verificano le possibilità di mantenere la propria poltrona.

Si tratta di decidere dove eventualmente approdare per mantenere le terga al caldo. Ci sono politici che in pochi anni hanno cumulato più “salti della quaglia” e percorso tutto l’arco parlamentare saltando di volta in volta nella formazione considerata in maggiore espansione.

Alcuni spostamenti conseguono alla nascita di nuove formazioni politiche, ma da sempre i passaggi più consistenti sono infatti dovuti alla migrazione dei parlamentari che abbandonano il partito dato in contrazione di voti per approdare in quello dove le chance di una poltrona libera sono più elevate.

Al momento, dato Openpolis, i cambi di gruppo nel corso di questa legislatura sono stati oltre 100.

Coerentemente con le tendenze in atto rilevate dai sondaggi presso l’elettorato, protagonista di questo flusso migratorio, il Movimento 5 Stelle è al primo posto con il 25% dei cambi di casacca.

Il grande pubblico maggiormente attento ai simboli di partito e alle figure dei loro leader non fa molto caso al grande gruppo dei “peones”, che sembra più che orientato dalle idealità politiche interessato alla preservazione di una poltrona, comunque sia.

La politica sempre più personalizzata dovrebbe spingere gli aspiranti onorevoli, vecchi e nuovi, ad utilizzare con maggiore accortezza gli strumenti messi a disposizione dal marketing e dalla comunicazione, specie nel momento in cui potrebbero aver perso di credibilità presso l’elettorato che li aveva votati. Tutti i politici necessiterebbero di uno spin doctor e di esperti di comunicazione ma chi ha cambiato idea e casacca non ne può fare assolutamente a meno.

Per prima cosa si dovrebbe far capire al nuovo target cui ci si rivolge le motivazioni sottese dal cambio di campo e abbandono dei compagni di viaggio (“delusione” deve essere la parola più usata per giustificare i trascorsi) e successivamente una volta ricostruita una verginità politica e relativo investimento nel repositioning della prima immagine, avanzare nuove proposte e promesse in accordo alle attese dei nuovi sostenitori.

I risultati delle prossime regionali funzioneranno da ulteriore volano al fenomeno migratorio e alla conversione dei “delusi” dell’impegno del proprio partito.

Di sicuro ne vedremo delle belle.

scrtto da Vincenzo Freni su www.freniricerchedimarketing.com
email: frenimkt@frenimkt.com

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