Altaforte Edizioni, “Stregoneria politica” come manuale di comunicazione non convenzionale: il nuovo saggio di Guido Taietti

Feb 27th, 2021 | Di Redazione | Categoria: Libri Specializzati


“Lo smascheratore non ama essere smascherato a sua volta. Descrive le regole del gioco credendo di esserne al di sopra”. Nelle parole, tratte dall’introduzione a Stregoneria politica – Manuale di comunicazione politica non convenzionale (Altaforte Edizioni, 18,00€, 184 pag.) disponibile da mercoledì 3 marzo, Adriano Scianca fotografa nel fraseggio di due frasi il mito su cui è basata la democrazia figlia delle post-ideologie.

Guido Taietti, già apprezzato autore del volume Sovranismo politico o del populismo efficace, ha intrapreso la via dello spin doctor, per dirla con il linguaggio della gente che piace, portando il lettore al centro del villaggio politico. Il suo tomo mette in discussione e ribalta la diffusione delle idee. L’opera pone al centro della dialettica i piccoli attori politici chiedendosi come possa essere impostata la partita comunicativa e con quali regole debba giocarsi.

Invertendo i poli della divulgazione
L’arte della guerra e Machiavelli respirano e traspaiono attraverso le pagine dell’autore cremonese che inverte i poli della divulgazione. Trucchi e soluzioni capaci di allungare la leva della trasmissione dei concetti in modo da trasformare la quantità delle nozioni espresse, da ogni singolo soggetto, in pura e semplice qualità. Perché, tornando a Sun Tzu, le battaglie si vincono prima di combatterle riuscendo a manipolare l’esercito altrui. Un viaggio che attraversa il partito leggero di veltroniana memoria, lambisce l’Alt-right, si confronta con il fu Donald Trump e la sconfitta del giornalismo politico, per specchiarsi nei modelli del Partito radicale e del Partito repubblicano. Esempi di concentrazione ed efficacia nella permeazione della società italiana attraverso il loro linguaggio.

La Stregoneria politica
Proprio per questo “in futuro, in un futuro breve, mentre la ‘Scienza della manipolazione’ al servizio di questo enorme ‘meccanismo di controllo’ vuole sostituire lo Stato e la politica, spetta a movimenti, Ong, piccoli attori e certe volte singoli militanti lavorare per costruire di nuovo la politica”. Un percorso che trasforma gli attori in campo in contadini della ragione di Stato. Contadini capaci doviziosamente di rizollare il terreno su cui si trasmette la partita decisiva, capaci di annaffiare le idee coprendole dagli abbagli del consenso facile (Di Maio e Salvini dixit). Perché la costruzione passa attraverso la radicazione dei concetti e non attraverso lo sterile voto divenuto solido, in cabina elettorale, come il vapore acqueo. “Un’arte che si contrapponga a questa crescente ‘manipolazione del consenso’ deve diventare patrimonio comune; una nuova politica dovrà nascere e sarà difesa dalla Stregoneria politica”.

“Mieux vaut un désastre qu’un désêtre”, ci ammonisce Alain Badiou, mentre Beckett ci ricorda che dopo aver fallito, dobbiamo continuare a fallire meglio. Niente paura quindi la contaminazione del piano inclinato delle visioni ci riporta, sani e salvi, alle idee senza parole di spengleriana memoria. Perché, come ricordavamo, il segreto è nella leva usata e Taietti è maestro capace di indicarci come accorciare quella del nemico dialettico attraverso la “scienza del consenso”.

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