Amore e Comunicazione di Marina Martorana

E’ il sentimento più forte, più grande, più potente , ma pure il più banalizzato e strumentalizzato in mille modi. A iniziare dalla festa di San Valentino a réclame stereotipate e filmetti insulsi, psicologicamente nocivi. Non certo ultimo, è anche un importante salvavita

La fatalità di Eros, che quando colpisce non lascia scampo, é scolpita in uno dei passi più noti della letteratura, Amor ch’a nullo amato amar perdona . Dante ha scandito in poche parole un significato universale e che coinvolge tutti, ma proprio tutti, nel verso 103 del canto V dell’Inferno.

Va detto che il sesso porta benefici a corpo, mente e cuore. Oltre agli effetti su psiche e fisico – a partire dalle calorie che si bruciano, 85 in media fino a 3,6 al minuto – secondo una ricerca americana, permette di ridurre del 45% il rischio di sviluppare problemi cardiovascolari.

Nel nuovo studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Cell and Developmental Biology, l’ossitocina – l’ormone cosiddetto dell’amore – aiuta il cuore a sostituire i cardiomiociti, le cellule del muscolo cardiaco. Pare infatti che l’ossitocina, molecola prodotta dall’ipotalamo, sia in grado di aiutare la rigenerazione del tessuto cardiaco dopo un infarto, tanto da avere le potenzialità per essere utilizzata in futuro come trattamento per gli attacchi di cuore.

E’ naturale che il macrocosmo del business utilizzi l’amore nella sua miriade di forme per conquistare i clienti, fagocitati senonaltro dall’idea trasmessa per valorizzare un brand.

Stendiamo una trapunta pietosa sulla festa di San Valentino, bisogna ricordarsi in quel giorno che si ama il o la compagna e farle un regalo? L’amore non avrebbe bisogno di una particolare festa per essere celebrato, ma quanti soldi incassano per l’occasione fiorai, gioiellieri, trattorie chic e via narrando?

Quel che disturba un po’ é che venga svilito con pubblicità tra il ridicolo e l’imbarazzante, come quella del tizio che arriva dalla sua fidanzata in ufficio travestito da peluche rosa shocking, suona il banjo e davanti a tutti le urla Ailloviù Lucia

Oppure la coppia va al ristorante, lui tira fuori un astuccio da oreficeria e invece di donare alla fidanzata un monile come ci si aspetterebbe dalla scena le regala un test per la gravidanza.

E che dire dell’accoppiata che partecipa alla festa paesana dei balconi fioriti e zacchete, i due alzano la maglietta e mostrano la pancia su cui troneggiano bouquet floreali.

Opinabile pure lo spot con Antonio Banderas e la sua gallina Rosita. Possibile che i creativi non potessero partorire qualcosa di meno operettistico per illustrare l’amore per la natura?

Non ultima, la perenne storia della nota pasta che preme l’acceleratore sull’amore per la famiglia, in ogni formato – non tanto per dire – e lo fa tra lo stucchevole e il melenso.

Gli sketch, per carità, sono anche ben fatti come fotografia e musica, tuttavia ricalcano gli stereotipi, quelle costruzioni sociali categorizzanti e perlopiù assai distanti dalla realtà.

Stesso principio per la marea di filmetti insulsi , serie tv, soap opera in cui i personaggi appaiono l’uno il clone dell’altro, dicono e fanno più o meno le stesse cose comunicando quelli che, psicologicamente, sono proprio i miti da sfatare per star bene in coppia.

Attenzione quindi a non cadere in trappole create ad arte per attirare il pubblico affamato di sentimenti, ma in verità nocive. Guardare il tal film leggero per distrarsi é un conto, ben diverso viverlo come una sorta di guida all’amore.

A partire dall’idiozia del basta l’amore a far funzionare tutto, a seguire il pensare di possedere l’altro: io sono tua, tu sei mio, sino a il sesso risolve tutto e se esci da sol* non mi vuoi veramente.

La lista é lunghissima, e purtroppo nulla ha a che vedere con l’amore, quello vero. Perché, in gran sintesi, lungo il cammino della propria vita ognuno interiorizza – in base al contesto socio-culturale e alla famiglia di origine – delle credenze sull’amore e la vita a due.

Essere consapevoli di ciò, o meglio, di aver assorbito luoghi comuni e non voler restare fermi nel proprio vissuto, è il primo reale atto d’amore per iniziare una relazione importante e duratura. Caratterizzata da dinamiche in costante evoluzione per entrambi, lui e lei, assolutamente individuali e, in quanto tali, non parte di un cliché.

Se la mamma litigava sempre con papà , tanto per esemplificare, perché vedeva amanti, tradimenti, complotti, vero o falso che fosse, magari la poverina era esaurita di suo.

E, sempre restando nel gran campo delle ipotesi, forse il babbo esasperato dalla psiche labile della consorte cercava vie di fuga per salvaguardare se stesso.

Sapersi staccare da questa non idilliaca immagine é un segnale di crescita, quell’andare oltre per vivere la propria realtà, non l’altrui.

Perché amore è tutto quel che sei e che sai dare.

di Marina Martorana
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