Arriva nel supermercato Asda la moda di seconda mano per ridurre l’impatto ambientale

Set 15th, 2019 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B


L’abbigliamento di seconda mano conquista un’altra frontiera distributiva e arriva nei supermercati. A fare da pioniere è l’inglese Asda, che ha ampliato l’offerta di George, la sua linea di abbigliamento, con la collezione “Re-Loved”, composta da capi second-hand. La fase di test della linea è già iniziata: per le prossime due settimane, infatti, la “Re-Loved” sarà disponibile nel punto vendita Asda di Milton Keynes e includerà, inizialmente, vestiti usati di diversi brand.

L’iniziativa, spiega Drapers, risponde alla volontà del gruppo di ridurre l’impatto ambientale delle sue proposte moda, in linea con quanto già accaduto la scorsa primavera, quando George ha lanciato la prima collezione in poliestere riciclato. Negli scorsi mesi, il tema della sostenibilità, sempre più al centro delle strategie della moda internazionale, è arrivato a Westminster, dove il Parlamento ha messo nel mirino le 16 realtà più importanti della moda inglese, interrogandole sugli sprechi, sulle norme anti inquinamento e sui livelli di retribuzione dei dipendenti.

“Come Paese – ha dichiarato Melanie Wilson, senior director dell’approvvigionamento sostenibile di George – scartiamo una quantità eccessiva di vestiti. L’obiettivo di George è quello di fare la cosa giusta per i consumatori e rendere i prodotti più sostenibili, assicurando che durino nel tempo e che ci sia una buona parte di indumenti riciclabili negli stock in eccesso”.

L’iniziativa di Asda è solo la più recente in tema di abbigliamento usato e moda sostenibile, come dimostrano gli annunci del gruppo H&M e di Zalando. A incoraggiare le aziende in questo senso sono i dati di scenario: secondo il reseller digitale ThredUp, il mercato dell’apparel di seconda mano è in espansione e, con ogni probabilità, crescerà più velocemente di altri segmenti retail nei prossimi dieci anni. Nel 2022, il valore di questo mercato dovrebbe toccare i 41 miliardi di dollari (33 miliardi di euro) a livello globale.

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