Barbie: da stereotipo a icona di empowerment (ora con Armani)

Set 10th, 2021 | Di Redazione | Categoria: Branding

Il brand di giocattoli continua il proprio percorso di riposizionamento con un sodalizio premium focalizzato sull’attualità. Il progetto per Tokyo 2020

Barbie continua a fare da case history centratissima quando si tratta di capacità di svecchiare il brand e riposizionarlo con forza su nuovi valori. Un lavoro che qui è quasi di vero e proprio ribaltamento di immagine: passare dalla donna “Barbie” per antonomasia, associata a un cumulo di stereotipi estetici e caratteriali, a una Barbie capace di ispirare le nuove generazioni di ragazze con modelli femminili emancipati, indipendenti e di carattere.

Un percorso portato avanti senza dimenticare un costante aggancio all’attualità con costante dinamismo e ricorso a partnership di vario genere. Ultima sul tema quella con Italia Team ed EA7 Emporio Armani collaborano per celebrare le atlete italiane alle Olimpiadi di Tokyo 2021 (il brand ufficiale resta Tokyo 2020 come per gli Europei di Calcio).

Create per l’occasione tre Barbie uniche con outfit firmati dal brand di moda, che saranno messe all’asta a supporto della Fiagop – Federazione Italiana Associazioni Genitori e Guariti Oncoematologia Pediatrica Onlus. Un’iniziativa che sposa dunque anche inclusione e csr, resa possibile dal fatto che Barbie è un prodotto-icona e come tale d’appeal per i collezionisti in versione capsule.

A supporto dell’effetto esclusivo anche la presentazione in successione dei tre diversi modelli. La prima, già svelata, è un omaggio al Giappone nella grafica. Le altre due bambole saranno mostrate al pubblico nel corso delle competizioni femminili.

Da notare, in ultima istanza, che gli investimenti (di norma ingenti) associati ad eventi ad alta risonanza, dagli Europei alle Olimpiadi, hanno fondatezza e ritorno in impatto e risultati solo nella misura in cui si associano con coerenza all’identità e ai valori del brand. La mera sponsorizzazione dell’evento per avere il marchio visibile nelle immagini tv, magari sul retro di una conferenza stampa, oggi rischia di essere vana e perfino controproducente (non fateci citare nuovamente quel caso che coinvolge un noto goleador e una bevanda effervescente).

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