A Bologna ha aperto Camilla, il primo Emporio di Comunità

Apr 26th, 2019 | Di Altri | Categoria: CATEGORIA B, Trade e distribuzione


Nel capoluogo dell’Emilia Romagna ha inugurato l’Emporio Camilla in via Casciarolo 8, tra via del Lavoro e viale della Repubblica, un negozio autogestito dai soci che sono anche i clienti.

E’ l’evoluzione dei gruppi di acquisto. Camilla è un progetto autogestito dove i soci e le socie non sono semplici clienti, ma anche proprietari e gestori che partecipano direttamente alla vita economica e culturale dell’emporio.
Ci si associa contribuendo al capitale sociale con una quota una tantum, anche rateizzabile, di 125 euro o suoi multipli.
Ogni quattro settimane ciascun socio dedica 2 ore e 45 minuti del proprio tempo alla gestione dell’emporio.

Cosa si guadagna? Prima di tutto, una nuova rete di relazioni grazie a cui crescere e attraverso cui condividere ciò che siamo e ciò che sappiamo, durante i vari momenti della vita dell’emporio: dalle tre ore al mese alle assemblee ai momenti di auto-formazione.

L’altro risultato dell’ impegno è una riduzione sostenibile dei costi dei prodotti, anch’essi costruiti dalla comunità dei soci in modo partecipato, etico e consapevole.

Camilla propone ai soci prodotti alimentari e non, provenienti da filiere biologiche e sostenibili. Gli alimenti provengono da agricoltura contadina, biologica e/o biodinamica (anche in regime di conversione), come strumento di tutela dei territori e di emancipazione delle comunità in aree ovunque ubicate nel mondo.

Come viene elaborato il prezzo?
Annebbiati dal marketing della grande distribuzione, attratti dalle sirene del “sottocosto”, rischiamo di dimenticare che dietro il prezzo di un bene c’è la remunerazione di chi l’ha prodotto. L’eccessivo ribasso dei prezzi – mentre inganna il consumatore sulla sua capacità di acquisto – lo umilia come lavoratore: dietro quel prezzo c’è un altro lavoratore, come lui, che non riceve un compenso adeguato al proprio lavoro.

L’Emporio vuole praticare il “giusto prezzo”, un prezzo che corrisponda al prezzo di produzione e quindi riconosca il lavoro dei contadini e di coloro che partecipano ai processi di trasformazione dei prodotti agricoli. A quel prezzo viene aggiunta solo ed esclusivamente una quota necessaria a coprire le spese di gestione dell’emporio.

Riconoscere un giusto prezzo permette la sopravvivenza delle aziende di produzione e trasformazione. Chi acquista al giusto prezzo partecipa in prima persona al sostegno di questo modello economico: la sua scelta ha un valore sociale, è un investimento sulla gestione dei territori nei quali sono insediate le aziende , che sono anche e soprattutto luoghi di vita. È un sostegno all’occupazione e al lavoro non alienato.

Camilla è un luogo di auto-organizzazione: intendono praticare concretamente nuovi modelli di economia sociale e creare uno spazio dove le relazioni sono reali, dove non esiste conflitto di interessi tra produzione e consumo, ma vera collaborazione tra persone.

Camilla è un luogo di auto-apprendimento: vogliono imparare insieme a cambiare il punto di vista sulla produzione, il commercio, il consumo del cibo; a sviluppare un discorso critico sul sistema economico nel quale questo circuito si sviluppa.

Per questo hanno elaborato una carta dei principi che, partendo dall’idea centrale dell’autogestione, intreccia finalità specifiche del modo di produzione (in particolare il diritto all’autodeterminazione alimentare, lo sviluppo dell’economia di prossimità, il sostegno all’agricoltura biologica contadina) con una più ampia visione dei rapporti sociali nella quale un ruolo cruciale è giocato dalla cooperazione, dalla solidarietà e dal mutualismo.

per info: https://camilla.coop/

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