Bonus pubblicità 2019: cosa c’è di nuovo?

Ott 23rd, 2019 | Di Redazione | Categoria: Breaking News


Il cosiddetto “bonus pubblicità” è un ausilio pecuniario pubblico, erogato sotto forma di credito d’imposta, da utilizzarsi in compensazione, attraverso il quale lo Stato mira a incentivare gli investimenti pubblicitari sui media audiovisivi con lo scopo di accrescerne le entrate e, quindi, la competitività sul mercato.

La misura è stata introdotta nel 2017 con la legge n. 96 del 21 giugno, di conversione del D.L. 24 aprile, nr. 50. L’art. 57-bis del menzionato Decreto, infatti, aveva originariamente stabilito come, a decorrere dall’anno 2018, fosse attribuito a imprese e lavoratori autonomi un credito d’imposta pari al 75% della spesa incrementale sostenuta (con un differenziale minimo dell’1% rispetto all’annualità precedente) in campagne pubblicitarie effettuate sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.

Il credito, poi, era elevato al 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e startup innovative. Con il D.L. 28 giugno 2019 n. 59 (convertito con modificazioni dalla L. 8 agosto 2019, n. 81), poi, il bonus pubblicità ha subito significative innovazioni, sia in ordine agli aspetti giuridici che a quelli pratico-operativi.

Le modifiche successive

Prima di verificare le modifiche determinate dal recente Decreto Legge, però, è opportuno sottolineare come il bonus pubblicità abbia già subito, dalla sua introduzione, significativi rimaneggiamenti, finalizzati essenzialmente ad ampliarne la portata.

In particolare, va sottolineato come già nel 2017, a pochi mesi dalla sua introduzione, il Legislatore abbia sentito il bisogno di estendere (con la L. 4 dicembre 2017, n. 172, di conversione del D.L. 16 ottobre 2017, n. 148) l’ambito di operatività soggettivo del bonus, dichiarandolo esplicitamente applicabile anche agli enti non commerciali (mentre, come visto, in passato, potevano fruirne solamente imprenditori e lavoratori autonomi). Un’ulteriore e decisiva modifica, poi, aveva riguardato l’ambito di operatività oggettivo, giacché – per fugare ogni dubbio sul punto – si era ritenuto di precisare che le campagne pubblicitarie ben potessero essere realizzate anche su media online.

Si era poi ritenuto opportuno, con lo stesso provvedimento, dettare una disposizione chiarificatrice della “potenza di fuoco” della misura, stabilendo che il tetto di spesa per la stessa ammontasse, per il 2018, a 62,5 milioni di euro, attinti dal Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui all’articolo 1 della legge 26 ottobre 2016, n. 198. In buona sostanza, quindi, il Legislatore vincolava detta quota del fondo all’utilizzo per il bonus pubblicità. Tale aspetto è particolarmente importante giacché, come si approfondirà, la novella del 2019 ha prediletto una soluzione radicalmente differente.

La Legge 30 dicembre 2018, n. 145 aveva poi precisato che la misura risultava comunque soggetta ai limiti di compatibilità derivanti dalla normativa europea, specie in materia di aiuti di stato.
Bonus pubblicità 2019 cosa cambia?

Il credito d’imposta pubblicità ha subito, come detto, una risistemazione di non secondaria importanza nel 2019, attraverso la L. 81 dell’8 agosto, con la quale era stato convertito il Decreto Legge 28 giugno 2019, n. 59.

Occorre sottolineare che la novella è risultata particolarmente importante poiché ha sostanzialmente ridato linfa a una misura che si temeva fosse destinata ad avvizzire, considerando che non sussistevano stanziamenti per l’anno in corso o, meglio, nessuna previsione legislativa era intervenuta per stabilire la quota del Fondo da destinare alla misura, come invece previsto per il 2018.

Sul punto, tuttavia, occorre essere precisi. Nei primi commenti alla novella, infatti, è stato scritto che essa avrebbe determinato la “stabilizzazione” della misura, dando quindi a intendere che in origine essa fosse concepita come temporanea. A dire il vero, però, così non era, giacché il richiamato comma I dell’art. 57-bis del D.L. 24 aprile 2017, n. 50 già in passato esordiva affermando che il bonus pubblicità operasse «a decorrere dall’anno 2018» e, dunque, si trattava di un incentivo previsto senza determinazione di durata, ovviamente entro i limiti delle somme annualmente stanziate (o, meglio, per le quali vi era autorizzazione di spesa), che rappresentavano (e rappresentano) il vero elemento di perimetrazione dell’operatività della misura.

Sulla base di queste premesse, allora, dobbiamo affermare che la novella del 2019 ha sostanzialmente mutato il regime giuridico della misura in relazione all’anno in corso e a quelli successivi, più che “stabilizzarla”.

Anzitutto, infatti, si è previsto, attraverso l’aggiunta di un comma I-bis all’art. 57-bis, come «a decorrere dall’anno 2019» il bonus pubblicità verrà concesso nella nuova misura pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati. Dal raffronto con la precedente “versione”, allora, emerge una novità significativa, che si sostanzia nel venir meno della “doppia aliquota” e, segnatamente, di quella più elevata, pari al 90%, inizialmente prevista a favore di microimprese, piccole e medie imprese e startup innovative.

L’ulteriore novità, di carattere più marcatamente pratico-operativo, attiene al periodo di presentazione delle domande finalizzate all’ammissione al beneficio. Per l’anno 2018, infatti, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri chiamato a disciplinare nel dettaglio le modalità di richiesta del bonus pubblicità (DPCM 16 maggio 2018, n. 90) aveva stabilito, all’art. 5, che le relative richieste fossero presentate in via telematica tra l’1 e il 31 marzo di ogni anno. E in realtà, proprio il fatto che tale lasso temporale fosse decorso per il 2019 senza che la misura fosse ri-finanziata (o, meglio, definiti i relativi tetti di spesa) era la ragione principe per credere che il bonus pubblicità fosse stato oramai abbandonato. La novella del 2019, invece, ha previsto una disciplina ad hoc, stabilendo che – solo per l’anno in corso – le domande, nelle stesse forme già disciplinate dal DPCM 90/2018, vadano presentate tra l’1 e il 31 ottobre, attraverso apposita procedura telematica sul sito dell’agenzia dell’entrate

Occorre, quindi sottolineare che la legge del 2019 si è limitata a prevedere un regime temporale eccezionale per l’anno in corso, mentre, per quelli successivi, riprenderanno vigore le previsioni della normativa secondaria, ovverosia il DPCM 90/2018 e, quindi – salvo ulteriori modifiche –, nel 2020 la misura dovrà essere richiesta nuovamente nel periodo da l’1 e il 31 marzo.

via https://www.insidemarketing.it/bonus-pubblicita-2019-novita/

Related posts:

  1. Bonus pubblicità 2020: le modifiche a seguito del DL Cura Italia
  2. Pubblicità, bonus per chi investe. Si può recuperare fino alla metà
  3. Il bonus e il boom di vendite per le biciclette
  4. Pubblicità, anche a maggio crollano gli investimenti, -41,1%; nei primi cinque mesi -23,8%. Nielsen: fase peggiore della pubblicità moderna