Brexit, per uno studio tedesco Londra non è più il miglior posto al mondo per il business. Maglia nera per l’Italia

Gen 16th, 2021 | Di Redazione | Categoria: Economia & Finanza


La Londra post divorzio dall’Europa è un po’ meno attraente per chi vuole fare affari: tra le prime vittime della Brexit c’è infatti la reputazione della Gran Bretagna come migliore location per il business a livello internazionale.

Quest’anno il Regno Unito è scivolato al secondo posto del ranking pubblicato ogni anno dalla Stiftung Familienunternehmen, la fondazione tedesca per le imprese familiari, cedendo lo scettro agli Usa. Tuttavia, il regno di Elisabetta II rimane ben posizionato rispetto agli altri Paesi del G7: il Canada si è classificato al quarto posto, la Germania al diciassettesimo, la Francia al diciottesimo e il Giappone al ventesimo e penultimo posto, prima dell’Italia, fanalino di coda al ventunesimo posto.

La classifica, preparata dall’istituto di ricerca ZEW e pubblicata per la prima volta nel 2006, analizza le condizioni per fare business nei singoli Paesi prendendo in esame sei categorie: tasse, costo del lavoro, produttività e capitale umano, sistema regolamentare, finanziamenti, infrastrutture ed energia. E la Gran Bretagna ha visto il peggioramento più significativo tra tutti i Paesi, con le “incertezze legate alla Brexit” che hanno avuto l’impatto più rilevante sulle categorie delle infrastrutture e dei finanziamenti. “La Brexit ha rappresentato una enorme responsabilità per il Regno Unito”, hanno spiegato gli autori dello studio, come riferisce Bloomberg. “I futuri governi britannici hanno davanti a sé una lunga strada per far sì che il Paese riguadagni il suo dinamismo economico, come promesso dai sostenitori del divorzio dall’Ue”.

Per ora la Gran Bretagna si è vista sorpassare dall’ex colonia: gli Usa hanno raggiunto la vetta della classifica grazie alla loro “eccezionale performance” nelle categorie del sistema regolamentare, dei finanziamenti e dell’energia, ma hanno registrato buoni punteggi anche sul fronte del costo del lavoro e della produttività e capitale umano. Il punto debole degli Stati Uniti è invece la tassazione. “Anche se la riforma di Trump ha portato qualche beneficio, gli Usa continuano a essere in svantaggio rispetto a molte nazioni nell’area”, si legge nello studio.

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