Business to Business (B2B) e Business to Consumer (B2C): due modi diversi di comunicare, ma con alcuni punti in comune - Comunicazione aziendale in pillole a cura di Giorgio Vizioli

Ott 21st, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Comunicazione


Vediamo prima di tutto di che cosa si tratta.

La comunicazione Business to Consumer è quella di aziende che vendono i loro prodotti o servizi al consumatore finale. Il linguaggio utilizzato in questo ambito di comunicazione deve puntare certamente sui fatti concreti, che devono essere reali e onesti, e sui vantaggi derivanti dalla scelta da parte del cliente finale.

Ma, al tempo stesso, i messaggi devono essere formalmente gradevoli, fare leva sulle emozioni, essere attraenti, in qualche misura seducenti. È grazie all’emozione che si può proporre un prodotto o servizio come soddisfazione di un bisogno, che è fisico ma anche psicologico. Emotivo, per l’appunto.

Per questo, la comunicazione B2C deve essere semplice, sintetica, emozionante, comprensibile.

La comunicazione B2B, invece, è quella di aziende che propongono i loro servizi o prodotti ad altre aziende, ossia a quelle che stanno alle spalle delle precedenti, fornendo loro gli elementi per lavorare.

Per fare alcuni esempi (ma potrebbero essere infiniti), il cliente finale non conosce la marca dei bottoni della camicia che indossa, così come ignora quella del produttore di alluminio per le lattine del tonno in scatola che consuma o quella di produce il vetro per i vasetti di marmellata (e via dicendo…).

Ma i produttori di marmellata, di tonno o di camicie li conoscono bene, perché hanno scelto a loro volta tra diversi fornitori. E quindi anche in questo caso, si sente l’esigenza di comunicare i pregi degli elementi di competitività di propri prodotti.

Naturalmente, il linguaggio deve essere diverso: il contenuto infatti è più importante della forma perché il potenziale cliente non deve soddisfare un proprio bisogno personale come il consumatore finale, ma è una persona che deve scegliere e comprare perché fa parte del suo lavoro. Quindi la sua disposizione d’animo è diversa.

Tuttavia, non si può trascurare il fatto che il cliente B2B, nella sua vita privata è anche un cliente B2C, un consumatore finale. Una persona quindi che è abituata a essere target di una comunicazione curata nella forma, elaborata in modo da proporre elementi concreti ma anche emozioni.

Per questo, anche nella comunicazione business to business, la sobrietà, la pragmaticità e la concretezza, che sono gli elementi più importanti, non devono portare a trascurare una forma gradevole, attraente e in qualche misura affascinante. Anche se stiamo vendendo bottoni per camicie, lattine per tonno in scatola o vasetti di vetro per marmellata (e via dicendo…).

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Giorgio Vizioli
Comunicatore e Giornalista, dal 1990 titolare dell’Agenzia Studio Giorgio Vizioli & Associati di Milano (www.studiovizioli.it), ha ricevuto il Premio “Ufficio Stampa di Eccellenza 2019” del GUS (Giornalisti Uffici Stampa) Lombardia
Membro del Comitato Direttivo del ClubMC
giorgio.vizioli@studiovizioli.it

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