Caffè espresso italiano tradizionale, immancabile protagonista al Festival del cinema di Venezia

Set 2nd, 2019 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B


La 76^ edizione del Festival del Cinema di Venezia si concluderà il 7 settembre, con la tradizionale consegna dei premi agli artisti e agli autori del cinema mondiale che hanno proposto le opere più interessanti.

Ma, sono già quattro giorni che i media di tutto il mondo hanno puntato i riflettori su Venezia, dedicando articoli alle pellicole già proiettate nonché ai tanti divi che stanno calcando il red carpet che porta al palazzo del cinema; Red carpet che ha visto passare divi di tutti i tempi e, non solo quelli che hanno fatto la storia del cinema, contribuendo a farne di Venezia una delle capitali mondali.

Tant’è vero che in questi giorni, grazie anche ad opere molto interessanti, si parla del grande cinema e, contestualmente, dei film che hanno fatto la storia del cinema. In questo contesto, a Venezia, si è inserito un altro beniamino sicuramente molto apprezzato dai consumatori, il caffè, oltre che bevanda amata da attori e registi del cinema internazionale, dice Giorgio Caballini di Sassoferrato, presidente del “Consorzio di tutela del Caffè espresso italiano tradizionale”.

Da Cinecittà a Hollywood, si pensi ai personaggi e ai celebri film in cui si celebra il caffè: dagli italiani Totò o Ugo Tognazzi che li vediamo bere caffè in molti dei loro lavori, ma anche dal regista e grande estimatore di caffè Federico Fellini, alla diva Ingrid Bergman, a Robert de Niro nel favoloso “C’era una volta in America” o al regista David Lynch.

Così, in occasione del Festival del Cinema di Venezia “abbiamo voluto ricordare le pellicole italiane e internazionali che negli anni hanno celebrato e reso famoso il caffè espresso italiano nel mondo – sottolinea il presidente del Consorzio -. Il cinema è un potente mezzo di diffusione di messaggi e generatore di mode: il caffè espresso italiano tradizionale anche grazie al cinema, dal dopoguerra ad oggi, ha oltrepassato i confini ed è diventato forse il più noto rappresentante della tradizione e cultura italiana nel mondo.

Cultura che si manifesta anche nell’aspetto sociale del consumare il caffè. Il rito del caffè espresso in tutte le sue accezioni – che viene ben rappresentato anche nel cinema – infatti è un momento irrinunciabile per gli Italiani per vivere momenti di socialità e condivisione sia in ambito familiare e personale sia in ambito lavorativo.

Per avere un’idea del rapporto che c’è tra il cinema e il caffè, gli esperti del Consorzio hanno preparato una gallery con alcune scene famose dove il caffè espresso italiano è protagonista e di grandi nomi del cinema amanti del caffè.

E, cioè:
“Venga a prendere il caffè da noi”, diretto da Alberto Lattuada (1970): il protagonista, Ugo Tognazzi, viene servito e riverito (con immancabili litri di caffè) dalle attrici Milena Vukotic, Francesca Romana Coluzzi e Angela Goodwin.

Il regista Federico Fellini si concede un caffè con, a fianco, uno degli Oscar presi durante la sua lunga carriera. Ne vinse quattro, come miglior film straniero in: La strada (1957), Le notti di Cabiria (1958), 8½ (1964) e Amarcord (1975), oltre a un Oscar alla carriera nel 1993.

Alberto Sordi, attore, doppiatore e regista, considerato uno dei “mostri sacri” della commedia italiana, che ha saputo ben rappresentare gli italiani con i loro vizi, abitudini e virtù, nei molteplici personaggi interpretati nella sua lunga carriera cinematografica.

Catherine Deneuve, affascinante e bellissima in abito da sera amante del caffè, anche di notte.

Celebre il film Coffee and Cigarettes di Jim Jarmusch. Qui la scena in cui Roberto Benigni e Steven Wright si confrontano davanti alle immancabili tazzine di caffè.

Totò e Peppino de Filippo in Totò e Peppino – La banda degli onesti, diretto da Camillo Mastrocinque (1956). Il vero caffè espresso in un grande classico della comicità.

In Notorious – L’amante perduta di Alfred Hitchcock (1946), la tazzina di caffè che avrebbe dovuto avvelenare Ingrid Bergman.

Robert De Niro, nel bellissimo C’era una volta in America di Sergio Leone (1984). In questa pellicola più volte vediamo l’attore da solo o in compagnia che si dedica al rito del caffè.

Ne Il favoloso mondo di Amélie di Jean-Pierre Jeunet (2002), il giovane Nino Quincampoix (Mathieu Kassovitz) va a prendere un caffè al “Café des 2 Moulins” dove lavora Amélie Poulain (Audrey Tautou) di cui si innamora perdutamente.

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