Caro Marketer ti scrivo…

Si, caro marketer ti scrivo per discorrere un po’ con te per fare alcune considerazioni e riflessioni, nonchè elargirti alcuni saggi e comprovati consigli non giù con il piglio del professore, ma con la consapevolezza di un innamorato di lungo corso del marketing e della comunicazione che ha trascorso una vita per il marketing e con il marketing

cosi mi stimo e mi incoraggio un po’

Mi stimo per i saggi consigli che ti elergisco dall’alto della mia 40 ennale esperienza e mi incoraggio perche parlando a te e’ come se parlassi a me stesso per tenere sempre alte professionalita’ , best practice, innovazione, formazione, aggiornamento e propensione alla diffusione della cultura del mktg e della comunicazione e il sale di ogni attività: l’entusiasmo.

Innanzitutto ti propongo un vademecum sintetico ma esaustivo che è già una indicazione suggestiva

Il Decalogo del professionista del marketing

   1) Non crea prodotti, soddisfa i bisogni.

   2) Non fa affari, rileva le opportunità.

    3) Non fai clienti, trovi amici.

    4) Non crea eventi, crea esperienze.

    5) Non perseguita, applica gli strumenti di gestione della community.

 6)   Non cercare problemi, trova soluzioni.

    7) Non si occupa di relazioni pubbliche, crea legami duraturi.

    8) Non analizza la concorrenza, conosce il suo ambiente.

    9) Non progetti pubblicità, liberi la tua creatività.

  10)  Non canta, fa jingle.

Quali sono le 5 C del bravo marketer:

Competenza

Credibilita’’

Coerenza

Conoscenza

Consapevolezza

Ecco la differenza tra un marketer ed un bravo marketer

Al primo interessa com’era e come e’ il mercato, al secondo come sara’ !

Le skill del marketer in generale:

  • Lungimiranza
  • Tempestività
  • Ferrea Volontà
  • Doti da team builder

Per Hard Skill si intendono quelle competenze “tecniche” utili per poter svolgere il proprio lavoro. Tra queste troviamo:

  • programmare e regolare le fasi di rapporto con il cliente
  • saper leggere e analizzare i dati, soprattutto quelli provenienti dai canali digitali;
  • essere sempre aggiornato sugli sviluppi tecnologici;
  • conoscere in modo dettagliato i principali strumenti impiegati nel marketing;
  • attuare una pianificazione strategica attraverso l’utilizzo dei dati raccolti per creare un piano e raggiungere gli obiettivi aziendali.

Le Soft skill invece sono legate alla propria sfera personale. Questo tipo di capacità, unite alle hard skills, sono fondamentali per chi vuole lavorare nel marketing.

  • Proattività
  • Propensione ad aggiornare di continuo le proprie competenze
  • Gestire e risolvere un problema (problem solving)
  • Saper lavorare in gruppo (team working)
  • Gestire l’incertezza e sapersi assumere dei rischi
  • Organizzare e pianificare le attività
  • Avere capacità relazionali e saper comunicare
  • Saper gestire lo stress

Infine, per completare il cerchio, è necessario introdurre il concetto di skills verticali. Un bravo marketer infatti, oltre a possedere hard skills e soft skills, deve essere in grado di utilizzare gli strumenti adatti per poter misurare le diverse metriche chiave di analisi.

Tra le skills verticali troviamo:

  • Abilità di web analytics: capacità di analizzare i dati derivanti da diversi mezzi come ad esempio siti web, newsletters, social network.
  • Abilità nei social media: saper utilizzare i social oggi è fondamentale, soprattutto per attrarre nuovi clienti ed instaurare un rapporto con loro.
  • Capacità di content marketing: il marketing moderno si concentra sull’importanza della creazione di contenuti considerati come il principale mezzo per comunicare i valori dell’azienda e/o del brand. I contenuti sono fondamentali anche per aumentare lead e vendite.
  • Abilità nell’utilizzo dei dispositivi mobile

Ed ora alcune considerazioni, riflessioni, consigli:

Considerazioni:

In verità i brand non hanno ancora compreso quanto siano esigenti le nuove generazioni, che chiedono non solo sostenibilità ed etica, ma anche feedback costanti e capi gentili: lo afferma Musso, riprendendo la nuova ricerca contenuta nel libro bianco delle professioni della comunicazione 2021 di Almed e Università Cattolica, su un campione rappresentativo di millennial e generazione Z.

 “Le metodologie utilizzate dalle società di indagine a volte sono inadeguate perchè basate su gruppi di ascolto, e pertanto sempre meno affidabili.

 L’interconnessione tra le persone non sempre è tenuto in serio conto dai questionari uguali a se stessi e senza la necessaria profondità e pervasività.”
 Così scrive Mark Earls direttore della pianificazioone strategica di Ogilvy: “il marketing non è più sintonizzato con la nuova mentalità del business…Gli studi di reattività del pubblico alla ricerca delle strade da imboccare assomigliano alla lettura delle viscere degli animali sacrificati da parte degli aruspici romani al fine trarne indicazioni precise sulle guerre e sulle feste. Con la stessa irrazionalità si comportano gli attuali studiosi dei comportamenti umani in fatto di acquisti.”.

Anche Gerald Zaltman, autore del bestseller: “Come pensano i consumatori”, sostiene che il nuovo marketing, pur subendo continue e radicate trasformazioni riguardo l’analisi del comportamento d’acquisto, non è ancora in grado di far esprimere ai consumatori ciò che davvero pensano.

Il 95% dei nostri processi mentali ha luogo, infatti, nell’inconscio. Per portare alla luce i desideri o i bisogni ( ciò che consiste ossia nel superfluo o nel necessario ) dei clienti si dovrà comprendere la “mente del mercato”, cioè l’interazione tra i pensieri dei prospect o dei consumatori effettivi e quelli degli esperti o degli operatori di marketing, punto d’incontro tra domanda e offerta.

Quello che piace o meno dipende non solo dai gusti delle persone, ma anche dal contesto (fisico, psicologico, etc..) in cui esse si trovano, pensano, agiscono. Siamo nel cosidetto villaggio globale in cui le mode si diffondono velocemente da una parte all’altra dell’emisfero, senza apparenti link, senza comunicazione diretta, ma attraverso gli indivudui, che si influenzano a vicenda e insieme a volte coscientemente, altre volte no, cambiano i loro gusti, modificano le loro preferenze, mutano le loro idee da un giorno all’altro.

Renzo Rosso, titolare di Diesel, una azienda che si è distaccata dal marketing tradizionale, in una intervista a Lorenzo Montagna ha confidato: ” Facciamo quello che pensiamo sia bello e attuale, non facciamo e non faremo mai ricerche di mercato, ci affidiamo molto all’osservazione dei giovani sul campo.”.

L’inadeguatezza e l’imprecisione degli strumenti analitici e le rappresentazioni cognitive sono supportate da un fatto incontestabile e sl tempo stesso drammatico: la velocità dei tempi di lavoro e quella dei cambiamenti. Quandi lo shift fondamentale sarà passare dai focus group ai ai trend setter o maker, attraverso gli influenzatori ed i propagatori.

Per avere il vero polso dei mercati, per antipare gli scenari commerciali, per avvedersi in tempo reale delle evoluzioni dei consumatori occorre non badare ai numeri comodamente seduti alle proprie scrivanie, ma è necessario scendere in campo, dove i consumatori abitano, vivono, comprano e consumano.

Ecco dunque l’affermarsi di nuove, adeguate e conformi alla velocità dei cambiamenti, tecniche di marketing non tradizionale, non convenzionale, quali : ambient marketing, street marketing, guerrilla marketing, event marketing che intercettano i gusti, i desideri, le scelte dei consumatori acquirenti, sul campo, per strada, nei punti vendita e non attorno ad un tavolo o ad una scrivania.

I consumatori, con il divenire delle generazioni, si rinnovano e modificano anche se stessi, sono più consapevoli ed attenti, più informati, chiedono soluzioni sempre più su misura, cercano più attenzione, non sopportano interruzioni, hanno poco tempo ed una vasta scelta, di conseguenza sono molto più infedeli.

Le marche devono perciò ripondere adeguatamente a questo contesto garantendo più qualità e soddisfazione, più innovazione , aggionamento ed informazione, più servizi one-to-one o meglio one-to-each, più permission marketing e più direct marketing, più promozioni che promuovano davvero i prodotti e non li uccidano e soprattutto creando più dialogo diretto ( a contatto) e relazione personalizzata.

Il management Ford sentenziò: “Se non siamo guidati dai nostri clienti, nemmeno le nostre auto lo saranno”. Fu antesignano del < marketing al contrario > basato sull’assunto che il capo dell’ azienda sia il consumatore e che prima venga questo e poi l’azienda stessa.

E’ il consumatore infatti che sceglie i prodotti/servizi aziendali e non il marketing aziendale che son supponenza e poca lungimiranza crede di scegliere il proprio target. Tra breve non si parlerà più di product o brand manager ma solo di Customer manager.

Le imprese, da prodotto centriche, devono diventare cliente centriche invertendo la prospettiva classica. Sam Walton, numero uno di Wal-Mart, che la sa lunga, taglia corto dicendo:”Il cliente è l’unico che può licenziarci tutti”. Meglio dunque conoscerlo, capirlo, assecondarlo ed ascoltarlo, non con gli sterili numeri dei tabulati e non dalla scrivania.

Con la emergenza sanitaria e la conseguente economica) Le persone oggi sono molto cambiate. E’ il marketing che adattarsi al loro cambiamento andando incontro alle loro nuove esigenze, priorità, desideri ed aspettative e non viceversa. Ecco quindi l’importanza della continua ed aggiornata formazione professionale ( prova ClubMC Academy)

Per le situazioni di crisi ( vedi ad esempio emergenza Coronavirus o inflazione galoppante) occorrre una comunicazione più precisa, trasparente, coerente e soprattutto affidabile

E le skill del marketer oggigiorno a seguito delle varie emergenze sanitarie, economiche e finanziarie e alla particolarità sia pscicologica sia pratica del target ( visto più che mai come partner) si completano con la sensibilità e l’empatia. Occorrono inoltre due marce in più: gentilezza ed umanità

Il Marketing dovrà essere efficace, innovativo, live, sostenibile ed inclusivo, UMANO e fare del bene, gentile e non molesto, etico e green

Per essere empatici va da se che bisogna conoscere meglio i propri pubblici e per questo è necessario andare ad incontrarli dal vivo, percepire i loro stati d’animo ed umori: uscire dal propria comfort zone aziendale e non stare sempre attaccati alla poltrona ( non basta analizzare i pur tanti dati dei clienti che le aziende possono reperire)

Dunque come sono cambiati i rapporti tra le diverse funzioni (comunicazione, media relations, marketing, CSR) all’interno delle aziende?

“Sono decisamente in una fase di ripensamento. Devo dire che nel nostro Paese assistiamo a una rapida accelerazione verso un approccio integrato su tutti questi temi: questa impostazione permette di essere più coerenti nei messaggi che si vogliono veicolare e nelle azioni che si vogliono intraprendere.

C’è ancora molto da fare, soprattutto nella comprensione profonda di come i temi sull’inclusività e sulla sostenibilità possano tradursi in motori di cambiamento nell’approccio al business, ma ho la sensazione che negli ultimi due-tre anni si sia fatto molto per recuperare il gap con altri Paesi, che su questi aspetti della vita aziendale sono più avanti di noi. Penso in ogni caso che per chi si occupa di comunicazione questi siano anni veramente interessanti, in cui si possono sondare anche territori inesplorati e trovare nuove leve per veicolare i valori e la cultura dell’azienda che si rappresenta. “

E come si misura l’effiicacia della nuova comunicazione?

“Ci sono diversi strumenti che consentono di misurare l’efficacia delle attività. Ormai tutte le attività digitali, ad esempio, consentono di avere un quadro completo dei risultati numerici di una campagna, del tipo di pubblico raggiunto, dei dati raccolti. Oggi ci sono anche validi strumenti di analisi del sentiment delle interazioni sulle piattaforme digital. “

“Se vogliamo parlare di Roi, invece, il discorso si fa ovviamente più complesso, ma credo sia innegabile che raggiungere il pubblico con un messaggio chiaro e coerente abbia un valore intrinseco di cui forse ancora oggi si sottovaluta l’importanza, soprattutto nelle aziende B2B.

Il concetto che poi mi piace sempre ricordare, in maniera un po’ provocatoria se vogliamo, è che chi si occupa di comunicazione, in questa fase forse più che in passato, deve lavorare ogni giorno per rafforzare il ruolo fortemente strategico delle attività di costruzione dell’immagine dell’azienda e di relazione con l’esterno (clienti, media, stakeholder). Anche quando – in momenti di crisi – si rischia di tentennare sulla reale centralità delle azioni di comunicazione, con conseguenti limitazioni e riduzione di investimenti e budget, è necessario mantenere la barra a dritta per consentire all’azienda di rimanere rilevante nelle conversazioni e rinsaldare la sua immagine. “

Come si difende la reputazione di un’azienda in un sistema dell’informazione sempre più complesso?

“La disintermediazione ormai totalmente realizzata dalla diffusione pervasiva dei social media e dall’esplosione dei contenuti digitali fa sì che l’azienda possa essere oggetto di attacchi, anche spesso ingiustificati. Le fake news non sono solo un pericolo per il buon giornalismo, ma anche per gli attori economici. Detto questo, secondo me è fondamentale che la comunicazione sia sempre ispirata a due pilastri solidi: la trasparenza e l’affidabilità. Se si prova a cercare scorciatoie che eludano il costante confronto con questi due principi irrinunciabili, la reputazione può uscirne compromessa. “

Chi l’ha detto che il digital marketing e’ il futuro? 

Il marketing digitale e’ oggi !
Il digital mktg e’ il must per far crescere la tua azienda online e offline
Il marketing digitale è vincente

Ricorda che :

Vincere aiuta a vincere

Riflessioni:

Il marketing Non e’ una esercitazione retorica idealogica ma una consolidata prassi volontaria estremamente pratica

Ti sollecito ad essere buon ambassador del marketing promuovendo la sua cultura agli imprenditori e ai manger nelle aziende, nelle PMI e alle partite iva – i professionisti – ( bassa come penetrazione al solo 20 % delle az. ital)

Ti invito a migliorare la reputazione del marketing come disciplina positiva, efficace, utile alle persone, alla società, all’ambiente, all’economia ed in particolare del tuo marketing ( della tua realtà imprenditoriale – impresa)

Ti sprono a rivalutare immagine, il valore e la funzione del marketing come pratica credibile , buona e non cattiva come a favore delle persone e non contro, non le raggira, non le truffa, che fa del bene e non del male 

Ti esorto a praticare il marketing della verita’ e non il mjtg delle menzogne ( bugie)

Ti prego di evitare il marketing che io definisco da zona rossa: il brutto marketing, falso e manipolatore

 

 

Confucio più di 2.500 anni orsono affermava:

Parlami ed io sicuramente lo dimenticherò. 

Mostrami qualcosa ed io forse  lo ricorderò. 

Coinvolgimi ed io lo comprenderò ( sarò tuo)

Assunto che è validissimo anche oggi in particolar modo per chi si occupa di marketing

Coinvolgere è la parola d’ordine attuale di un marketer, far si che il proprio target o prospect si senta parte del brand e dell’universo azienda, si senta attivo e partecipe come user generator content

Consigli:

– Coltiva e persegui perentoriamente la fiducia nella marca come «la nuova brand equity», che è quell’asset intangibile, collegato alla notorietà delle marche, determinante per il successo del business.

Secondo l’indagine di Edelman, società di consulenza in comunicazione e relazioni pubbliche, la fiducia nei brand nel 2021 si rivela un elemento sempre più decisivo per le decisioni d’acquisto. ancor più della brand reputation secondo l’88% degli intervistati

Coerentemente con questo dato, il 68% degli intervistati sostiene che la fiducia nei brand nel 2021 è  più importante rispetto al passato, dato che sale al 75% nel caso di consumatori con un’età compresa tra i 18 e i 35 anni.

Naturalmente la qualità dei prodotti e dei servizi, la reputazione della marca e il rapporto costi-benefici contano sempre moltissimo per i consumatori.

In ottica passaparola : il 61% degli intervistati si dichiara più propenso a consigliare sui social media i brand di cui si fida. Secondo il 57% dei consumatori, la fiducia in una marca aumenterebbe anche la propensione ad acquistare nuovi prodotti o servizi lanciati dall’azienda, anche quando questi non sono così convenienti come quelli dei competitor . La fiducia nei brand tenderebbe a incidere positivamente anche sulla brand loyalty (secondo il 43% degli intervistati).

Infine, essa potrebbe avere un impatto positivo anche sul livello di engagement dei consumatori e infatti il 31% degli intervistati ha dichiarato di essere più propenso a partecipare alle attività o a prendere parte alle cause promosse dai brand di cui si fida e a condividere con questi propri dati personali (un aspetto fondamentale per poter raggiungere i consumatori e interfacciarsi con loro in modo più personalizzato).

Vale dire applica il consumer first

  • Metti sempre e comunque il consumatore/ cliente/acquirente ( oggi meglio definito personas) al centro di tutto.

I consumatori oggi sono sempre più alla ricerca di esperienze, siano esse fisiche o digitali; l’importante è che non ci sia discontinuità tra i due mondi

Metti in atto un marketing del futuro che si fa in 10:
a) etico e green – eco-sostenibile
b) umano e che fa del bene ( inclusivo e che aiuta a rosolvere problemi socialì e non solo personali

  1. c) gentile – kindness marketing e non molesto – buono e non cattivo – che dà valore al cliente e non lo prende – credibile, onesto e non disonesto e non credibile – che dà fiducia
  2. d) humor ( legarlo ai testi del SORRISO)
  3. e) Non convenzionale
    f) digitale (Web e Social)
  4. g) relazionale
    h) interattivo – user experience customizationed (personalizzato one to each)
  5. i) inbound
  6. l) lean

 

– Tieni sempre in altissima considerazione questo monito di Ella Wilcox grande poetessa americana: “ Ridi e il mondo ridera’ con te, piangi e piangerai da solo”. Il sorriso infatti non solo e’ terapeutico e prodromo di benevola relazione interpersonale, ma e’ estremamente contagioso, il che genera una atmosfera felice migliorando l’ambiente professionale che ti circonda e palesa un aurea di positivita che si traduce in fiducia in te

Se gli altri si fidano di te sia come persona, sia come manager, la tua credibilita’ e’ assicurata e la credibilita’ e’ tutto per un professionista

Dal momento che essuno basta a se stesso ma abbiamo bisogno degli altri, mantieni solide le relazioni con i tuoi colleghi ed il tuo staff, le  relazioni con i tuoi clienti, fornitori ed interlocutori in generale.

Fiducia e positivita’ sono parole che devono sempre esserci nel tuo dna. 

Appartenere ad un Club ( professionale, sociale, mondano, sportivo, culturale, artistico etcc) come ad esempio il Club del Marketing e della Comunicazione ( www.clubmc.it) porta prestigio sociale e conoscenze che portano denaro e soddisfazione personale

In conclusione un proposito comune:

Desidero inviarti un messaggio propositivo che sia di buon auspicio, foriero di buon umore ed al tempo stesso un incentivo per il domani al fare fatti e non parole

Perche’ le azioni dicono chi sei,  le parole chi credi di essere

E dunque: 

Ridiamo! Si ridiamo ….

Ridiamo 

opporrunita’ alla crisi

Ridiamo 

speranza alla rinascita

Ridiamo 

Interesse e spazio al cambiamento

Ridiamo

entusiasmo a noi stessi

Ridiamo 

ispirazione alla ns creativita’ 

Ridiamo

fervore  alla immaginazione

Ridiamo 

slancio all’innovazione

Ridiamo 

implemento alle relazioni interpersonali e professionali

Ridiamo 

vita all’ interattivita’ ed alla collaborazione

Ridiamo 

possibilità al talento

Ridiamo 

fedelta’ al Made in Italy 

Ridiamo

passione e vitalita’ al lavoro

Ridiamo 

credenza all’essere umano

Ridiamo

senso alla vita

Ridiamo 

valori al mondo

Ridiamo 

un futuro ai figli e nipoti

si, si, si, si 

Ridiamo, Ridiamo, Ridiamo

perche’ un sorriso 

arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo dona!

Non dura che un istante ma puo’ esistere per sempre

Un sorriso e’ un antidoto potentissimo, un eccellente antistress, ravviva lo spirito, rallegra la mente , rida’ il buonumore, ristabilisce benessere psico-fisico e libera beta-endorfine, ha effetto analgesico e aumenta le difese immunitarie

Perciò

doniamo sorrisi!!!!!!!!!!!!!

Il mio augurio per te è che d’ora in avanti la tua vita sia di tutti ….i sorrisi che vuoi!

La vita e’come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo

di Danilo Arlenghi

Presidente Clubmc.it

Managing director partyround.it

Editore marketingjournal.it

mail: daniloarlenghi@partyround.it

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