Carrello della spesa, gli italiani bevono di più (+13,6%). Birra e vino al top

Mag 13th, 2021 | Di Redazione | Categoria: Indagini e Sondaggi


Con i ristoranti al chiuso ancora fermi, gli italiani hanno fatto rotta sullo shopping per il consumo domestico per quanto riguarda cibo e bevande, prediligendo in primis queste ultime.

Nel primo trimestre del 2021, infatti, la categoria beverage è risultata la best performer, con un incasso complessivo di 315 milioni di euro in più rispetto al 2020, pari a una crescita del 13,6 per cento. Un dato nettamente maggiore rispetto a quello registrato dal largo consumo nel suo complesso, che ha messo a segno un +3,5% a quota 5 miliardi.

È quanto emerge dall’analisi Nielsen sull’evoluzione del carrello della spesa (online e offline) registrato tra gennaio e marzo di quest’anno, riportata da Il Sole 24Ore.

Nello specifico, considerando le prime 15 categorie a maggior crescita a livello di vendite, addirittura 7 riguardano la categoria beverage e, di queste, 6 sono prodotti alcolici. Al primo posto si posizionano le birre alcoliche (+70,4 milioni sul Q1 2020), seguite dai vini doc e docg italiani (+60,2 milioni).

Scendendo la classifica, in quinta posizione ci sono gli spumanti Charmat secchi (+38 milioni), all’ottava i brown puri (+22 milioni), alla dodicesima gli aperitivi alcolici (+18,5 milioni), alla tredicesima il vino igp e igt italiano (+18,1 milioni). Infine, in quattordicesima posizione c’è la cola (+16,7 milioni), unica bevanda analcolica.

“Questi numeri mostrano che la Gdo è diventata il canale di approvvigionamento di questi prodotti non solo per i consumatori, penalizzati dalle restrizioni sanitarie, ma anche per gli esercenti”, spiega Romolo de Camillis, direttore area retail NielsenIQ. “Ma per trarre delle conclusioni su questi trend bisogna aspettare ancora qualche settimana.

La situazione è in divenire e dipende molto dall’evoluzione della pandemia. Il ritorno alla normalità sta determinando un effetto rimbalzo sul 2020, con il calo degli acquisti di molte categorie del paniere ‘chef in casa’, e sta riaccendendo alcune tendenze di lungo periodo, come il ricorso ai piatti pronti e alle meal solution”.

In ogni caso, questi dati fanno da cartina di tornasole rispetto quanto emerso dai dati presentati dall’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, la quale ha messo in luce come nel 2020 a fronte di un calo generalizzato dei consumi mondiali di vino pari al 3% a quota 234 milioni di ettolitri (il minimo dal 2002), il Belpaese ha ingranato la marcia, mettendo a segno addirittura una crescita del 7,5 per cento.

In base a quanto emerso, l’Italia è tra i pochi Paesi in controtendenza, distinguendosi non solo per aver registrato un ‘segno più’ in mezzo a tanti ‘segni meno’ (vedi per esempio il -17,4% della Cina o il -6,8% della Spagna), ma anche per aver raggiunto il più alto livello di consumi di vino degli ultimi 10 anni (24,5 milioni di ettolitri).

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