C’è vita sul pianeta Marketing ?

C’e’ vita sul pianeta Marketing ?

Woody Allen con la sua solita ironia risponderebbe: “Si, un po’ soprattutto il sabato sera”
Io invece con il mio proverbiale pragmatismo rispondo: “Si, eccome tutti i giorni 24 su 24”

Il marketing è ovunque intorno a noi, come spiega bene

Seth Godin, guro mondiale di marketing nel suo libro “Questo è il Marketing” racchiude il cuore della sua visione in un manifesto. “Il marketing è tutto intorno a noi” dice Godin “ed è ora di farne un uso migliore, ne siamo talmente esposti da darlo per scontato: il punto non è ‘essere visti’ ma imparare ad ‘osservare’,”

È ora di smetterla di usare i consumatori per risolvere i problemi della propria azienda e di cominciare a usare il marketing per risolvere i problemi della gente.

È ora di smetterla di raccontare frottole, inondare di spam le caselle di posta dei clienti e sentirsi in colpa per il proprio lavoro.

È ora di smetterla di confondere le metriche dei social media con le autentiche relazioni.

È ora di smetterla di spendere soldi per rubare un minuto di attenzione al cliente.

Fare marketing vuol dire migliorare il mondo.

Il vero marketing affonda le sue radici nella generosità, nell’empatia e nella partecipazione emotiva. Fare buon marketing significa identificare la più piccola nicchia di mercato capace di sostenere il proprio business. Costruire fiducia e consenso.

Adottare le narrazioni già in uso tra i propri clienti. Trovare il coraggio di creare e alleviare la tensione. E soprattutto dare agli altri strumenti, storie e percorsi che li aiutino a raggiungere i propri obiettivi.

Oggi è ubiquo, addirittura tascabile e grazie alla iperconnessione continua è mobile

Ma ogni tanto capita. Anzi, spesso. Sentirsi dire che “il marketing è morto”. Le magnifiche e progressive sorti del digitale, dei social, del crowd-co-distributed che hanno ucciso il caro, vecchio marketing.

A me, da uomo cresciuto per decenni nello studio, applicazione e insegnamento del marketing, la cosa da’ un gran fastidio. Soprattutto perché è una bufala.

Non importa sia vero, l’importante è urlarlo

Da un lato è strategia corrente sparare titoli ad effetto nelle proprie dichiarazioni per attirare in rete l’attenzione – specialmente dei potenziali clienti. Sul prodotto che si ha da vendere. Un prodotto che vuole sostituire cose che c’erano prima. Che quindi vanno ritratte come obsolete.

Di qui, tutta una serie di “i blog sono morti” (che in realtà crescano non interessa a nessuno),”gli SMS sono morti”, “l’email è morto” (ma anche no), “il web è morto”, “i social sono morti”, “Facebook è morto”. Dio è morto, Marx è morto, e nemmeno io mi sento troppo bene. E fa impressione che sia, ad annunciare la morte del Marketing, un personaggio di grandissimo rilievo di una delle più grandi agenzie di pubblicità del mondo.
Opportuno fare una tara, perché c’è chi propugna tesi pro domo sua. E continuando con lo scarso latino a mia disposizione, Caveat Emptor.

Ma sappiamo davvero cos’è il marketing?

Spesso c’è invece un errore di fondo, ascriviamolo a una scarsa conoscenza del tema. O quanto meno a una forte superficialità nel trattarlo. Questo marketing è morto? Parliamone, proviamo a definirlo, a descrivere come è fatto il cadavere per farne l’autopsia.
Insomma, cos’è il marketing? E perchè il digitale dovrebbe ucciderlo?


Provate a fare questa domanda a chi ne sostiene il decesso. Io la faccio molto spesso, durante le riunioni, le conferenze e gli ncontri a cui partecipo. E la conclusione che ne traggo sempre è che non si insegna abbastanza cosa sia, nella sua essenza il marketing. E allora, permettetemi, spieghiamolo.

Un ramo dell’economia che si occupa dello studio descrittivo del mercato e dell’analisi dell’interazione del mercato e degli utilizzatori con l’impresa“.
Marketing significa letteralmente “piazzare sul mercato” e comprende quindi tutte le azioni aziendali riferibili al mercato destinate al piazzamento di prodotti.”

Marketing is defined by the AMA as “the activity, set of institutions, and processes for creating, communicating, delivering, and exchanging offerings that have value for customers, clients, partners, and society at large.

La mia semplice ma pratica, indicativa ed esautiva adefinizione: Il Marketing è la disciplina economica che si occupa di capire che cosa può volere la gente, e come organizzarsi per darglielo al meglio.

A fronte di queste definizioni, quelle vere, diventa difficile dire che il Marketing, nell’era digitale, sia morto. Anzi. Il digitale, il Social, Internet sono ambiti in cui (finalmente) il marketing vero può spiegare le sue ali e realizzare tutto il suo potenziale.

Partendo dall’ascolto, passando alla costruzione di relazione, al colloquio al co-development… e soprattutto creare valore.
Un conto sono gli strumenti che si usano, e come si usano. Un conto sono gli obiettivi, le strategie di fondo. Un conto dire che la pubblicità di una volta, un certo modo di mettere in pratica il marketing sono in crisi. Un altro dire che è il Marketing a non essere più valido, e perdere credibilità agli occhi delle persone serie e competenti.


Se ci fate caso, rileggendo le definizioni, tutte le cose che sono comunemente osannate nel mondo del 2.0 “fittano” perfettamente con quella che è l’essenza storica del Marketing.

Solo che dire che il marketing è più vivo che mai, troppo spesso non fa gioco

Il marketing NON è morto. Anzi è più vivo che mai!

Puo’ essere vero che è morto, anzi è in coma il marketing tradizionale 1.0, il marketing dell’interruzione, il marketing dell’inganno, il marketing vendi e fuggi, insomma il marketing da “zona rossa”

Ma il marketing contemporaneo: digital, live, unconventional, lean, emozional, buono, che fa del bene, inclusivo, sostenibile, etico, green, umano è davvero più vivo che mai:

Con le sue mille definizioni

Con le sue infinite applicazioni

Con le sue innumerevoli declinazioni

Con le sue continue e rilevanti innovazioni

Con le sue costanti e evoluzioni al passo con i tempi, spesso anticipandoli come e’ giusto che sia

Con le sue nuove e peculiari visioni

Con la sua progressiva diffusione soprattutto nelle piccole e medie aziende ( PMA)

Il marketing ha solo cambiato volto, è in costante evoluzione al passo con i tempi, con i cambiamenti della società, degli stili di vita, delle modalità di consumo delle “personas”.

Ucciso dai costi che hanno spazzato speranze, idee e strategie; narcotizzato dalla crisi e preso in contropiede dal web… Seppellito e risuscitato come in tutti i cicli economici, il marketing per chi come me è del mestiere era solo in letargo.
Per chi sa che il valore dell’impresa non lo puoi imbellire più di tanto con azioni di cosmesi spot, ma legare saldamente all’effettiva realtà di business, la fiducia c’era.

In effetti in questi due anni di cambiamenti strutturali mi pareva quasi di essere un poeta, un sensitivo, uno sfigato, un attivista, un terapeuta? Altro che razionalità scientifica…oggi per fare marketing ci vuole una creatività bestiale e una mentalità umanistica!

È che i nodi sono venuti al pettine. Soprattutto per chi ha dimenticato cosa significa la parola marketing cioè essere capaci di generare, comunicare e sapere come trasferire valore al cliente.


Dimenticarsi delle relazioni di qualità coi clienti è un argomento base per le aziende che hanno perduto valore patrimoniale.


Non parliamo dell’avvento della tecnologia e del cambio totale dei canali di distribuzione. Ieri chiari e definiti: all’università mi hanno insegnato a pianificare stampa, affissioni, radio, tv e iniziative legate al punto vendita, oggi le possibilità sono illimitate blog, social, e ecommerce che ti permettono di raggiungere o non raggiungere ogni angolo del pianeta.


Gli uomini di marketing hanno mancato in tante cose primo fra tutti far dialogare poco finanza e comunicazione, capendone o troppo poco di numeri o troppo poco di creatività.
Diceva un mio maestro “non guardate da terra, dove si perde lo sguardo d’insieme e nemmeno dall’aereo dove si perdono i dettagli, guardate dall’elicottero per anticipare le tendenze e le interrelazioni tra nuovi mercati e nuovi clienti“.


Ricordiamoci di coinvolgerli i nostri clienti, spiritualmente, emotivamente e di dargli le informazioni di base perché

se vuoi che un amico venga a cena e non glielo dici non viene!

È questo è un altro punto clou, prima si studiavano strategie per misurare i risultati oggi si costruiscono dialoghi con ciascun consumatore che dà feedback in tempi reali! E reazione in tempo reale significa strategia di mercato in tempo reale…prendi Pinterest sembra che il brand lo facciano i consumatori e in effetti i consumatori partecipano più di prima alla vita delle aziende e le acquistano di conseguenza.


L’idea è che il pubblico si senta affine al marchio che acquista e di cui è testimonial più o meno volontario. La community deve capirti e deve capire la tua strategia.


Quanto conta allora cogliere le aspettative e quanto conta il dialogo? Vecchie storie che incontrano nuove storie.

Insomma sguinzagliamolo questo marketing, liberiamo tecnica, creatività, e talento che possono battere ogni crisi.

Tutto e’marketing, il marketing è tutto!

Per dirla ancora meglio: tutti gli ambiti della Vita si fondano sugli stessi presupposti, ovvero i meccanismi e le leggi che regolano le dinamiche sociali e psicologiche fra esseri umani.

Non è che tutto si basi sul marketing. E’ diverso il punto.
È che il marketing si basa sulle stesse radici su cui si basano tutti gli ambiti della Vita umana.

Prendiamo le relazioni.

Se il marketing è “dare un motivo a dei potenziali clienti per scegliere me invece che i competitor, e continuare a darglielo anche domani”, appare chiaro cosa c’entrino le relazioni.

È ovvio che le relazioni amicali che nascono dall’infanzia abbiano tutto un’altro respiro, non c’è dubbio.
Ma le relazioni che nascono da adulti, a partire da zero, sono un discorso differente.

Perchè devo spendere il mio tempo con te e non con Tizio?
Qual è il motivo?
Qual è l’elemento differenziante?

Bada bene, non è una questione utilitaristica.

Non sto dicendo che decidi di frequentare Tizio invece che Caio perchè Tizio ti porta dei vantaggi materiali.
Ma semplicemente magari frequenti Tizio perchè ti dà delle sensazioni positive che Caio non ti dà.

E guarda un po’, è lo stesso motivo per cui certi clienti comprano da X e non da Y.

E ancora prendi la politica.
Nulla da dire sulla foga e l’ardore politico dei protagonisti della scena, ma non possiamo ignorare certe leve se vogliamo andare alle urne un poco più consapevoli.
Leve come la polarizzazione, il nemico comune, il posizionamento, la nicchia affamata, la grande promessa, sono utilizzate ogni giorno sotto i nostri occhi.

Oppure ancora, la spiritualità.

Intendiamoci per bene: la fede è una cosa sacrosanta sulla quale non voglio discutere.
È una roba talmente delicata e sacra che non mi sentirete mai metterci bocca.

Ma converrete con me che esistono sette che utilizzano una presunta spiritualitá per irretire la gente.

Farsi manipolare in nome di qualcosa di più alto, non ha nulla a che vedere con la fede.

Vivere la fede in modo consapevole, questa è la vera libertá.

Altrimenti è tutt’altra minestra.

Quindi non dovresti chiedermi perchè riduco tutto al marketing.

Dovresti chiederTI quali sono le leve che non conosci ancora e che non ti permettono di vivere con maggiore consapevolezza.

Su queste leve si fonda il marketing, certo, ma si fondano soprattutto tutti gli altri ambiti della tua vita.

Che mi pare più importante ancora.

Eh si! Il marketing è vita e la vita è marketing. Il marketing è fondamentale per ciò che ci rende umani.

Il marketing non riguarda esclusivamente la vendita di gomme da masticare, automobili, cellulari e pacchetti turistici. Tutto nella vita implica il processo di marketing di qualcosa a qualcuno.

Ci commercializziamo nel mercato dell’accoppiamento. Ci commercializziamo nel mercato del lavoro. Ci commercializziamo online tramite le nostre pagine web personali e i portali dei social media. Ci commercializziamo con nuovi potenziali amici. Commercializziamo le nostre idee per prenotare editori, venture capitalist, colleghi e revisori accademici.

Come membri di una specie sociale dotata di cervelli grandi, siamo dei marketer di origine naturale con un innato dna marketing oriented. Il capitalismo, il sistema economico che ha innalzato innumerevoli persone per povertà e miseria, è fondato sul marketing.

Tutto ciò che definisce la tua esistenza quotidiana ha i segni indelebili del marketing su di esso.

Danilo Arlenghi
– Presidente del Club del Marketing e della Comunicazione ( clubmc.it)
– Editore Marketingjournal.it
– Presidente Partyround.it

daniloarlenghi@partyround.it
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