Cinque modi “extraordinary” di unconventional adv per farsi notare

Mag 7th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Breaking News


La pubblicità, trascinata da un radicale cambiamento, si spinge oggi verso una fase che potremmo definire “post-pubblicitaria”. La crisi, la globalizzazione, il sempre crescente numero di brand disponibili sul mercato, hanno fatto sì che il consumatore moderno cambiasse, ci troviamo dinanzi ad un consumatore più complesso, non più passivo, con bisogni e desideri più elaborati rispetto al passato.

Lo stesso sovraffollamento pubblicitario, che lancia circa 2345 messaggi al giorno ad ognono di noi, ha generato un crack del nostro cervello che è sempre più diventato refrattario, con conseguente rimessa in discussione degli investimenti aziendali in advertising.

La comunicazione pubblicitaria di una volta risulta, così, inefficacie. Ci si allontana sempre più dal sistema monolitico e generalista del broadcasting per dirigersi verso nuovi orizzonti, sempre meno convenzionali.

Logico quindi, in un mercato che non è più ricettivo e che muta di continuo, trovare nuove strade per comunicare brand e prodotti in modo efficace: esperienziale, interattivo, innovativo e soprattutto “live” per intercettare meglio l’umore, i gusti, il sentiment del target primario e dei prospect

Si fanno largo le tecniche di marketing unconventional: guerrilla, ambient, street, event e soprattutto #uaucommunication che sono dirette, bidirezionali, attraenti, stupefacenti, divertenti, coinvolgenti, creative, virali, notiziabili, immersive, memorabili, alternative, on the road, assolutamente cost effective ed in particolar modo Green

Ed ecco, ora, una classifica dei modi meno convenzionali di fare advertising visti, in giro per il mondo, negli ultimi anni:

1) Foodvertising. Nelle campagne di questo tipo frutta,uova, carne ed altri alimenti diventano veri e propri media, che creano un inevitabile effetto sorpresa sui consumatori. Un esempio è la campagna lanciata in occasione della “Fiera del libro di San Paolo”, in Brasile, presso i supermercati Carrefour. Ai consumatori è capitato, durante la spesa, di scorgere tra le mele un volume di Biancaneve e i sette nani, oppure di trovare Jack lo squartatore tra la carne.

2) Body advertising. In questo caso è il corpo che si trasforma in mezzo di comunicazione. Le aziende affittano o comprano una parte del corpo di qualcuno per farsi pubblicità. Solitamente, la pubblicità viene tatuata( in maniera temporanea o in maniera permanente, ma a costi più alti). Ci sono, però, casi in cui le persone diventano inconsapevolmente dei veicoli pubblicitari, come nel caso dell’azienda neozelandese Superette, che ha posizionato degli stampi su delle panchine.

3) Animal advertising. Gli animali sono usati come spazio pubblicitario. Un bell’esempio di animal advertising viene dalla Germania. L’agenzia Jung von Matt / Neckar, durante la fiera del libro di Francoforte nel 2009, ha utilizzato degli insetti a cui erano stati incollati dei piccoli banner pubblicitari che promuovevano la casa editrice tedesca Eichborn. L’iniziativa ha creato diversi malumori tra gli animalisti, ma di sicuro è stata una delle campagne meno convenzionali viste fino ad ora.

4) Assvertising. La pubblcità sul sedere non è di sicuro elegante, ma merita di essere citata in questa particolare classifica. Generalmente viene scritto un messaggio sugli slip o sul sedere dei modelli, ma non c’è quasi mai un invito diretto all’acquisto del prodotto.

5) Shockvertising. Questo genere di pubblicità ha come obiettivo quello di impressionare con ogni mezzo possibile il pubblico nella speranza di catturarne l’attenzione. Spesso,però, le campagne di questo tipo sono sanzionate o sospese. Un esempio di Shockvertising è la campagna contro l’anoressia di Oliviero Toscani del 2010.

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