Coccoina 1927, un piccolo mito italiano

Mag 27th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Marketing


La colla bianca nel barattolo d’alluminio è stata per decenni la regina di ogni ufficio.

Fu creata nel 1927 dalla Balma, Capoduri di Voghera, inventori fra le altre cose anche delle leggendarie graffatrici Zenith.

Il successo della pasta adesiva a base di destrina fu in gran parte dovuto al suo packaging inconfondibile, che richiamava l’immagine di un prodotto di bellezza, più che quello di un banale prodotto da ufficio.

Come tale, infatti, veniva promossa nelle pubblicità dell’epoca.

La Coccoina trasmetteva stile e modernità, in un packaging di design semplice, ma seducente.

Le leggende metropolitane sulla Coccoina furono tante, la più comune le attribuiva effetti narcotici e lisergici, secondo altre versioni era sicuramente tossica, entrambe totalmente false.

In realtà la Coccoina era un prodotto semplicissimo, sostenibile e totalmente atossico.

Era realizzata con amido di patate, acqua e l’aggiunta di semplice olio di mandorle, per donarle quel profumo gradevole e inconfondibile.

Nascere in periodo fascista fu una grande fortuna, perché le politiche autarchiche di allora la fecero rapidamente diventare la colla più diffusa del paese.

Come ho già detto più volte uno dei principali segreti del successo di un prodotto è il suo “carattere” e la Coccoina ne aveva da vendere.

Era funzionale, grazie al suo pennellino, che trovavi sempre al suo posto, era profumata e vantava un design affascinante.

Persino le leggende sui suoi presunti effetti non facevano altro che aumentarne la notorietà.

Il regno della Coccoina durò senza conoscere crisi fino ai primi anni ‘80, quando la diffusione delle colle stick e delle colle viniliche mise fine a questo mito italiano.

La produzione, in realtà, non è mai cessata, anche se ha subito una pesante flessione, ancora oggi è possibile acquistarla nella versione classica, ma volendo anche nelle nuove: liquida e stick, tutte ovviamente con il caratteristico profumo di mandorle.

Per molti non è una semplice colla, ma un pezzo di infanzia, di ricerche scolastiche delle elementari, con la costante curiosità “chissà cosa succede se la assaggio?”

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Fortunato Monti
Web & Social Marketer & Content Creator
fortunato.monti@gmail.com

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