Come gli editori devono evolvere per prosperare in questa nuova era

Mar 22nd, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B


Victor Charpin, Head of Platforms di Outbrain, illustra alcuni fattori a cui le testate digitali dovrebbero prestare attenzione per avere un vantaggio competitivo nel 2020 e oltre

Negli ultimi anni, l’emergere di modelli di business user-centric ha permesso alle aziende – come Uber, Airbnb, Netflix e altre – di creare rapidamente un luogo di scelta, sia per il grande pubblico che all’interno dei rispettivi settori.

Tuttavia, il modello di monetizzazione di un prodotto o servizio, senza possederlo o averlo prodotto, non è una novità. Infatti, è così che il duopolio di Google e Facebook è arrivato a dominare l’industria della pubblicità digitale.

A cosa devono il successo queste nuove piattaforme? Ad alcuni fattori in particolare a cui gli editori dovrebbero prestare attenzione per avere un vantaggio competitivo nel 2020 e oltre.

Ridefinire lo status quo

Il fulmineo successo di Uber e Airbnb è in gran parte in risposta alla mancata considerazione dei modelli mediatici convenzionali e alla scelta di operare scelte in controtendenza rispetto alla massa, adottando così un approccio incentrato sull’utente.

Nell’era digitale di oggi, il successo dell’azienda dipende dalla capacità di sfruttare i canali online e l’iper-connettività per reinventare le industrie, piuttosto che essere vincolati da processi che non sono più rilevanti.

Il successo si basa sulla costruzione di esperienze intuitive e personalizzate per i clienti, con l’esperienza del consumatore a porsi quindi al centro della propria strategia di business. Si tratta di una trasformazione che l’industria editoriale, che crea siti web basati su giornali stampati 100 anni fa, ha dovuto affrontare e deve perseguire.

Diventare clienti-centrici

Per riconquistare quote di investimenti pubblicitari digitali, gli editori devono adattarsi ai clienti di oggi e soddisfare il loro desiderio di esperienze intuitive che riducano al minimo gli sforzi di conversione. Gli editori possono trarre vantaggio dalle nuove strategie e tecnologie che si trovano in altri settori per acquisire, coinvolgere e fidelizzare i clienti.

Prendiamo l’esempio di Discord, una piattaforma specializzata in comunicazione testuale, visiva e audio per le comunità di gioco, che si è classificata al 17° posto nell’App Store statunitense senza aver fatto affidamento su alcuna acquisizione a pagamento. Passando meno tempo ad osservare i loro diretti concorrenti, gli editori avranno più tempo per osservare e imparare da tutti i tipi di piattaforme innovative. Mettere i clienti in prima linea può non garantire a un’azienda di diventare il prossimo “gigante”, ma è in effetti una ricetta per il progresso e la sussistenza all’interno dell’ecosistema.

Personalizzare esperienze e contenuti

Come il famoso e interminabile “anno del mobile”, ci si aspetta che la personalizzazione sia ogni anno una delle principali tendenze. L’anno 2019, tuttavia, ha segnato davvero un importante sviluppo nel far incontrare l’utente con il contenuto giusto, nel posto giusto e al momento giusto.

Anche il contesto in cui viene consegnato è diventato importante quanto la qualità dei contenuti prodotti. Se da un lato molti editori pensano ancora che la personalizzazione sia intrinseca ai contenuti, dall’altro può essere estesa anche alle esperienze – una chiave di successo per il duopolio, le cui piattaforme facili da adottare sono personalizzate in base agli interessi degli utenti.

Inoltre, gli editori lungimiranti possono spingere la personalizzazione verso modelli di abbonamento o adattare i formati pubblicitari e la loro distribuzione alle preferenze di consumo degli utenti per una maggiore rilevanza. Ad esempio, un utente in movimento sarà più ricettivo a una notifica push ricevuta sul proprio smartphone sotto forma di titolo, o di contenuti audio da ascoltare durante il viaggio, piuttosto che a lunghi contenuti editoriali o video che potrebbe fruire sul proprio computer nel corso della giornata.

Tutto questo, tuttavia, comporterà il riconoscimento dei cambiamenti nelle abitudini dei consumatori e la loro presa in considerazione.

La pubblicità nativa come strategia

Con la proliferazione di formati invadenti e di fake news, l’ecosistema ha perso la fiducia di molti consumatori.Offrendo formati ben integrati nei contenuti e rispettosi della navigazione in internet, la pubblicità nativa si è affermata come il futuro del digitale con gli operatori del settore a cercare media più responsabili.

Il Native advertising non riguarda solo i formati che continueranno ad evolversi e a fornire esperienze utente impattanti e non intrusive, bensì un approccio a 360° che permetterà ai modelli di pubblicità digitale di prosperare e di preservare le attività mediatiche degli editori.

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