Come il meteo incide sugli acquisti e come sfruttarlo nelle campagne di marketing

Giu 8th, 2019 | Di Redazione | Categoria: Primo Piano


Qual è l’impatto delle condizioni meteorologiche sul consumatore? È noto che d’estate si acquistano più gelati e d’inverno, invece, più ombrelli; in realtà, però, il caldo, il freddo, la pioggia o il sole possono avere un impatto più decisivo sugli esseri umani: infatti, in parte le società si organizzano in base alle condizioni atmosferiche delle diverse regioni poiché esse incidono sui bisogni alimentari, energetici oppure relativi a infrastrutture e abbigliamento, così come sulle pratiche socio-culturali di ogni popolo.

Dunque, le condizioni meteorologiche incidono sui consumi e, quindi, risulta fondamentale per chi si occupa di comunicazione e di marketing analizzare e considerare come il meteo incide sugli acquisti, sulle preferenze e sul comportamento degli individui.
Esposizione alla luce solare: COME SI comporta IL consumatore

Per analizzare come il meteo incide sugli acquisti, diversi studi hanno approfondito l’impatto dell’esposizione alla luce solare sui consumatori. Questa esposizione potrebbe, infatti, ridurre i sentimenti negativi degli individui grazie all’aumento dei livelli del neurotrasmettitore serotonina, come studiato da Lambert e collaboratori e approfondito all’interno del saggio “Effect of sunlight and season on serotonin turnover in the brain“.

La temperatura, l’umidità, la neve e in particolar modo la luce del sole possono incidere sulle vendite nel settore del retail, come emerso dalle ricerche di Kyle B. Murray e colleghi. Gli esperimenti da loro condotti hanno dimostrato che l’esposizione alla luce solare incide positivamente sull’umore degli individui e sulla disponibilità a pagare per i prodotti, mentre invece la riduzione dei sentimenti negativi dei consumatori è collegata ad un aumento della spesa. Lo studio ha rivelato inoltre che questo effetto si manifestava non solo come conseguenza dell’esposizione al sole, ma anche alla luce solare artificiale (luce che simula, appunto, la luce del sole). Secondo gli autori, allora, l’esposizione alla luce solare all’interno di un negozio può avere un impatto positivo sugli acquisti e, di conseguenza, punti vendita con delle finestre o vetri che consentono di sostituire la luce artificiale alla luce del sole – o che magari utilizzano una luce artificiale molto somigliante a quella solare – potrebbero portare a una riduzione dei sentimenti negativi dei consumatori e, quindi, aumentare la propensione all’acquisto. Inoltre, secondo Edwards e Torcellini, la luce del sole può avere grandi benefici per i dipendenti e se si tratta dei membri dello staff in contatto con i clienti questa può incidere anche sulla customer experience e sulle vendite.
Come il meteo incide sugli acquisti e sulle preferenze (DI CASE e auto)

L’aumento della domanda di determinate categorie di prodotto in precise stagioni dell’anno (più calde o più fredde) è abbastanza prevedibile in settori come quello alimentare, farmaceutico e dell’abbigliamento: per esempio, tendiamo a mangiare più gelati d’estate e ad acquistare vestiti più caldi e medicine contro il raffreddore d’inverno. Che dire, invece, di prodotti come case o auto? Fino a che punto il meteo può incidere sul prezzo che i consumatori sono disposti a pagare per un bene da utilizzare anche nel lungo termine e a prescindere delle condizioni climatiche? Una ricerca pubblicata sul National Bureau of Economic Research e condotta da Meghan R. Busse e collaboratori ha rivelato come le le decisioni di acquisto di una casa o un’auto siano fortemente condizionate dal meteo al momento dell’acquisto. Busse e colleghi, infatti, fanno riferimento all’impatto del cosiddetto “projection bias” sulle preferenze degli acquirenti, spiegando che questa distorsione cognitiva porta gli individui a credere che i propri gusti o preferenze resteranno invariati nel tempo. Di conseguenza, gli individui tendono a sovrastimare il valore di una casa con piscina e di un’auto decappottabile quando fa caldo e a sovrastimare invece le 4×4 (auto utili per affrontare condizioni climatiche avverse) quando fa più freddo. I ricercatori hanno studiato i dati relativi a più di 40 milioni di acquisti di auto negli Stati Uniti e hanno rilevato un aumento del 3% di acquisti di decappottabili durante la primavera rispetto all’inverno, mentre il volume di vendite delle 4×4 cresceva durante il periodo invernale.

Questa differenza non si verificava invece a Miami dove le temperature non calano mai di molto nell’arco dell’intero anno. Gli autori della ricerca, poi, hanno analizzato i dati relativi a 4 millioni di case acquistate tra il 1998 e il 2008, giungendo alla conclusione che le case con piscina vendute durante i mesi estivi venivano vendute a un prezzo più alto (dello 0.4%) rispetto alla stessa casa acquistata invece nel periodo invernale. Considerato il valore delle case analizzate, questa percentuale rappresentava in media una differenza di circa 1600$ sul prezzo della stessa casa, venduta poi in estate o in inverno.

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