Secondo Ogilvy come le Scienze Comportamentali aiutano brand e persone a comunicare al meglio quando il mondo sembra impazzire

Apr 17th, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B


Con l’obiettivo di interpretare quanto in atto in tutti noi, persone, Ogilvy Consulting, il team di consulenza dedicato alla strategia e all’innovazione di Ogilvy, con “aBetterPlace” – divisione di IESCUM, Istituto Europeo per lo Studio del Comportamento Umano, presenta il white paper: “COVID-19: i brand e le persone. Come le Scienze Comportamentali ci aiutano a comunicare al meglio quando il mondo sembra impazzire”.

“Oggi più che mai, la missione di Ogilvy ‘Making Brands Matter’, è ancora più importante”, afferma Roberta La Selva, Chief Executive di Ogilvy in Italia. “Con il team di Ogilvy Consulting ci siamo impegnati a comprendere lo scenario che ci circonda e la ‘nuova normalità che si sta definendo’.
Oggi tutto parte da noi, dalle persone.

E le scienze comportamentali ci aiutano a capire questo “noi” e le sue reazioni. Il punto di approdo di questo significativo lavoro è una guida per le marche, grazie alla quale orientare la propria comunicazione seguendo i cambiamenti che stiamo vivendo e, cercando di comprendere in profondità quello che muove le scelte e le azioni dei consumatori”.

Dopo aver presentato il modello di coinvolgimento RAISE, basato su un’inedita survey condotta dal team Influence & PR, per aiutare i brand a comprendere come cambia il rapporto tra brand e influencer, Ogilvy questa volta mette a disposizione gli studi svolti con le Scienze Comportamentali di Ogilvy Consulting per dare ai brand uno strumento in più per comprendere i comportamenti delle persone in questo periodo di confusione e incertezza.

È tramite le Scienze Comportamentali, infatti, che è possibile ipotizzare e descrivere i meccanismi sottostanti alle reazioni di individui, brand e governi, sia per interpretare e comprendere il presente, ma soprattutto per tracciare scenari futuri.

Dopo un’attenta analisi dei comportamenti sorti, interpretabili a volte come “irrazionali”, e dei loro metodi di interpretazione, il paper presenta una serie di DOs and DONTs utili per i brand e, per sostenere le marche in questo momento di turbolenza e individuarne le opportunità celate, Ogilvy Consulting propone un metodo iterativo in 5 step:
1. Comprensione - Da cosa sono mossi i consumatori?
2. Definizione - Su cosa posso intervenire?
3. Ideazione - Qual è la soluzione migliore?
4. Attuazione - Come implemento la soluzione?
5. Validazione - Qual è stato l’impatto dei nudge? Dove posso migliorare?

Sono molti gli esempi di comportamenti giudicabili come “irrazionali” che stiamo riscontrando e vivendo, come l’acquisto smodato di beni di largo consumo, si veda il “fenomeno” della carta igienica – andata a ruba in diverse parti del mondo – oppure la violazione della quarantena, nonostante per questo aspetto siano state chiarite le motivazioni per cui non dovremmo farlo. Alert più che mai attuale se ci riferiamo alle giornate di Pasqua e Pasquetta, suscitando fondati timori sulla possibilità che molte persone cederanno alla tentazione di festeggiare fuori casa, rompendo irrazionalmente la quarantena, ignorando i continui appelli da parte delle autorità e della comunità scientifica al rispetto delle regole.

Il ruolo del paper è proprio quello di analizzare come questi comportamenti siano profondamente influenzati da molteplici euristiche, che in contesti di incertezza producono bias cognitivi, ovvero distorsioni del giudizio che condizionano le nostre opinioni e comportamenti. E quello di Ogivy Consulting di accompagnare le marche verso nuove strategie in grado di essere rilevanti presso le diverse audience nonostante i mutevoli scenari e contesti continuamente in evoluzione.

“Le euristiche sono frutto dell’evoluzione del pensiero umano: ci consentono di interpretare e valutare molto rapidamente situazioni che richiederebbero, altrimenti, grandi risorse”, spiega Emanuela Lovotti, Strategic Planner & Behavioral Strategist, “uno degli aspetti interessanti di questo nuovo scenario è l’estrema importanza che assumono le decisioni dei singoli individui. Oggi tutto parte da noi: siamo noi che, con il nostro comportamento, facciamo la differenza fra il diffondersi del virus o il suo contenimento. Se le euristiche infatti talvolta possono accelerare i nostri processi decisionali, risparmiandoci tutte le valutazioni necessarie, in altri casi come quello attuale possono indurci a valutazioni e comportamenti controproducenti rispetto alle circostanze, i bias”.

Il white paper integrale “COVID-19: i brand e le persone. Come le Scienze Comportamentali ci aiutano a comunicare al meglio quando il mondo sembra impazzire” è disponibile sul sito www.ogilvy.it.

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