Comunicare con precisione

Nov 18th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Comunicazione


A livello psicologico o razionale, i destinatari di un messaggio captano l’ inesattezza. Una sorta di inciampo che distoglie dall’attenzione, da non sottovalutare per il successo promozionale di persone e cose

Di comunicazione si parla, riparla, straparla; scrive, riscrive, strascrive. Tuttavia poco e raramente ci si sofferma sulla precisione. Fateci caso. Chiara. Concisa. Cortese e, di C in C, si arriva a 7 imprescindibili caratteristiche - tra cui la correttezza, da non confondere appunto con la precisione - di alta professionalità.

E siamo solo all’inizio. Guru del settore e presunti tali elaborano teorie, strategie, filosofie, psicologie intrecciati a pillole di saggezza ..e spesso a ovvietà, per mettere in campo le più avveniristiche metodologie da acchiappo.

Eppure, e chissà perché, latita il concetto dell’importanza di essere precisi. Non scontato, visto che già di primo acchito un testo o un discorso corretto in ogni sua forma suscita psicologicamente fiducia e volge, quindi, al successo di quanto ci si propone.

Senza scivolare nell’errorone di ortografia, anche tra persone mediamente acculturate le imprecisioni sono assai diffuse. Scrivere paese con la p minuscola quando si intende uno Stato, l’arcinoto uso del termine mail invece di email – dicesi ebook, ecommerce, elearning… e perché non email? – sono solo piccoli esempi di sciatteria comunicativa.

Che, se non raggiungono razionalmente i destinatari, li colpiscono subliminalmente. Una sorta di inciampo, da non sottovalutare se si sta promuovendo qualcuno o qualcosa.. E’ come quando ci capita un invisibile bruscolino nell’occhio, fastidioso, irritante, che distoglie dall’attenzione.

Giusto per amor di precisione, va detto che le inesattezze passano inosservate solo da chi è abbastanza disinformato o ha studiato poco e maluccio. E genera l’opposto dello scopo, si sa: la comunicazione deve raggiungere quanti più possibile nel target prefisso.

E, al di là dei più spettacolari e innovativi frizzi e lazzi di contorno, deve avere tecniche di base precise. Un sorta di codice che regola e e determina, nel bene come nel male, la condivisione di notizie tra persone. Non dimentichiamo mai che la necessità di comunicare è nata con la storia del mondo.

L’umanità arcaica si mandava messaggi regolando la fiamma del fuoco in base al significato precedentemente accordato tra le parti e, a proposito dell’essere precisi, la mitologia greca ricorda la leggendaria e tragica vicenda della Nave di Teseo.

In gran sintesi Teseo, figlio del re di Atene Egeo, decise di sfidare personalmente il feroce Minotauro che si nutriva di carne umana.

Partì con una nave dalla bandiera nera, dicendo al padre che, se lo avesse sconfitto, sarebbe tornato e cambiato colore, ne avrebbe issata una bianca. Egeo, preoccupatissimo per l’eroica ardua impresa del suo ragazzo, si sedette su di un alto scoglio aspettando il suo ritorno.

Come narra la storia, Teseo uccise il mostruoso Minotauro ma, probabilmente per l’euforia dell’impresa, si scordò di cambiare bandiera. Tornò infatti ad Atene con issato il vessillo nero. Egeo lo intese come un avviso della morte di Teseo e, per la disperazione, si buttò suicida in quello che è oggi il Mar Egeo.
Un monito per noi tutti.

di Marina Martorana

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