Comunicare in situazione di crisi

Mag 18th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Comunicazione, Relazioni Pubbliche


Il protrarsi dell’emergenza sanitaria impone di rivedere le regole della comunicazione aziendale, di fondamentale importanza per il posizionamento del proprio brand.

Cambiare le regole, gli schemi, i modelli: l’unico modo per affrontare la situazione, del tutto inedita, che stiamo vivendo, è cambiare paradigma, trovando nuove soluzioni e nuove strade. Certamente non facile, ma altrettanto necessario per mantenere ben saldo il timone in questi tempi burrascosi.

Quando viene minacciata la salute tutto cambia. Si modificano i comportamenti, si rafforzano i valori, si sconvolgono le priorità, come ha spiegato il sociologo Francesco Morace in una recente intervista al Sole 24 Ore. I brand dovranno comunicare meglio, rispettando la vita quotidiana delle persone e un nuovo concetto di human value, puntando sui valori che sostengono il bene comune: chi dimostra scarsa sensibilità sociale rischia di pagarla a caro prezzo. Occorre mantenere un tono di voce autorevole, appassionato, rassicurante.

In generale, ecco alcune regole da rispettare per presidiare comunicazione e marketing e mantenere il posizionamento aziendale.

- Tenere vivo il rapporto con il proprio pubblico, a qualsiasi costo. Comunicare è il modo migliore per combattere la crisi e prepararsi alle sue conseguenze economiche. Bisogna che la propria community percepisca il brand come “vicino”, disponibile, al di là delle logiche di business.
- Inaugurare un nuovo regime di comunicazione a medio raggio: quando le circostanze cambiano, non ci si può continuare a comportare nello stesso modo di prima.
- Essere pronti a raccontare bene quello che si sta facendo in prima persona, pur in difficoltà ed in emergenza. Occorre dare l’impressione di essere davvero trasparenti e vicino alla gente.
- Comunicare significa tante cose: certamente è molto rischioso finalizzare ogni azione all’incasso, c’è un momento per tutto.
- Tenere presente che le aziende che continueranno con una comunicazione standard accumuleranno una percezione negativa da parte del pubblico, costruendo una mediocre brand reputation: non si possono ignorare le circostanze eccezionali che stiamo vivendo.
- Buona regola anche per i momenti “normali”, e a maggior ragione ai tempi del coronavirus, sviluppare una comunicazione diversificata per target.
- Sperimentare nuove forme di comunicazione e misurarne i risultati: essere pronti a modificare, adattare, rivedere.

In ogni caso, mai fermare la comunicazione: il rischio è indebolire il lavoro svolto nei mesi precedenti, perdendo il proprio posizionamento. Senza contare che gli algoritmi dei social non perdonano: se un brand scompare dalle scene, dovrà poi faticare non poco per riemergere. Non bisogna dimenticare che i brand sono percepiti come veri e propri attori sociali. Se la comunicazione viene a mancare, è la relazione con la community di riferimento a farne le spese.

Avere il controllo della propria comunicazione in tempi di crisi significa diffondere messaggi chiari, veritieri, trasparenti; significa che l’ufficio stampa deve lavorare a pieno ritmo per veicolare tali messaggi; significa prestare ancor più attenzione allo stato d’animo delle persone: bisogna sempre chiedersi come sarà interpretata e accolta la propria comunicazione dalla community di riferimento.

Chiara Franceschi su www.americomunicazione.it

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