Concorsi a premio “Liberi” - Sales Promotion: Concorsi e Operazioni a Premio dalla A alla Z a cura di Miriam Forte

Set 25th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Marketing


Stanno prendendo sempre più piede i concorsi a premi che non necessitano di certificare la pratica presso il Ministero dello Sviluppo Economico. ( nella foto esterna un concorso di Rete4 )

Molti sono infatti i settori che nello spirito di sensibilizzare le scuole, gli studenti ed i loro insegnanti, ad un comportamento etico, avviano concorsi a premi sotto varie forme, in previsione di esclusione così come previsto all’articolo 6 del DPR 430/21 .

Ma non solo i concorsi diretti agli Istituti scolastici sono esenti dalla normativa che disciplina le manifestazioni a premi ma anche quelli il cui premio viene assegnato all’autore dell’opera prescelta quale carattere di corrispettivo di prestazione d’opera o rappresenta il riconoscimento del merito personale o un titolo di incoraggiamento nell’interesse della collettività.

Faccio un esempio, nel caso in cui per partecipare al concorso occorra presentare un progetto che verrà poi sottoposto al vaglio di una giuria, il cui premio consiste nella realizzazione del progetto vincente, l’iniziativa è da considerarsi LIBERA.

Libera però non vuol dire…”liberi tutti”…, libera vuol dire non dover richiedere la presenza del funzionario verificatore, vuol dire non dover pagare la “Tassa”, ma, attenzione, il promotore deve comunque versare la ritenuta di riferimento.

Se trattasi di una emittente televisiva o radiofonica, in caso di giochi “liberi” deve essere versata una ritenuta del 20%, in tutti gli altri casi, le aziende devono versare una ritenuta del 25%.

Ci sono alcuni fiscalisti delle aziende promotrici che, invece di far versare la suddetta ritenuta non deducibile dai redditi, portano nella contabilità aziendale il costo pagato per l’acquisto dei premi ad “omaggi e regalie” ma, attenzione, la deducibilità è limitata ai premi di valore unitario inferiore ai 50 euro.

Quindi se le radio o le TV avviano un concorso il cui premio consiste nella realizzazione dell’opera o trattasi di “gioco di intrattenimento” non sponsorizzato, la ritenuta (IRPEF) da versare sarà pari al 20%.

Le aziende invece che avviano un concorso il cui premi è destinato alle scuole, oppure il cui premio è un compenso della prestazione d’opera, o la realizzazione del progetto presentato, la ritenuta, salvo diverse indicazioni del commercialista dell’azienda promotrice, deve essere pari al 25% del valore del premio.

Va compreso infine se sia dovuta la ritenuta nei casi di bandi la cui finalità di partecipazione prevede la realizzazione di un progetto nell’interesse della collettività. Si rimanda anche in questo caso la decisione al commercialista dell’azienda promotrice.

Analizzando il numero di concorsi avviati negli ultimi 6 mesi del 2020, va rilevato che il 40% dei concorsi sono stati avviati con finalità sociale. Che sia questo un buon segno e non un escamotage per pagare meno tributi alla Stato.

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