Consumi culturali in lenta risalita ma pesa caro energia

Lenta risalita dei consumi culturali, ancora molto lontani dai livelli pre-Covid, su cui ora incombe la minaccia del caro energia, dell’inflazione galoppante e della guerra in Ucraina che rischia di vanificare tutto.

In autunno la spesa media mensile per famiglia potrebbe aggirarsi attorno ai 46 euro, con una riduzione di oltre il 20% rispetto ai 58 euro di settembre.

Un calo, peraltro, trasversale a tutti i beni e servizi culturali e più accentuato per concerti, cinema e teatro. L’indice realizzato da Impresa Cultura Italia-Confcommercio e Swg raggiunge nei primi 9 mesi del 2022 i 68 punti (+9 punti sul 2021 e +12 sul 2020), ma è distante più di 30 punti dal valore di riferimento del 2019.

E’ il quadro che viene fuori dall’indagine sui consumi culturali degli italiani dopo il Covid, presentata il 18 ottobre al Forum di Impresa Cultura Italia-Confcommercio a Roma, realizzata in collaborazione con Swg. Un grido d’allarme viene dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli che ha aperto la seconda edizione del Forum di cui sono testimonial Roberto Bolle e Alessandra Ferri.

“Il governo, anche in raccordo con l’Europa, deve affrontare con la massima urgenza la questione energetica, a cominciare dal cosiddetto ‘energy recovery fund’, dalla fissazione di un tetto al prezzo del gas e dalla revisione dei meccanismi e delle regole di formazione del prezzo dell’elettricità.

Ma dovrà anche affrontare una complicatissima equazione: meno crescita e più inflazione” sottolinea Sangalli.
Posizione condivisa dal presidente di Impresa Cultura Italia-Confcommercio, Carlo Fontana che dice: “Dopo il Covid una nuova pandemia, innescata dal caro bollette, dalla crisi geopolitica e dalla spirale inflattiva, mette a rischio la ritrovata normalità degli italiani nella fruizione di beni e servizi culturali e la voglia di spendere in cultura”.

Rispetto a prima della pandemia la fruizione di beni e servizi culturali è più digitale, domestica e solitaria. In ogni caso, dopo il crollo del 2020 in seguito ai lockdown cresce la voglia di partecipare alle attività culturali outdoor, anche se la ripresa è a ritmi diversi: più rapida per concerti e spettacoli all’aperto, più lenta e altalenante per cinema e teatro.

A settembre il 17% degli italiani ha acquistato biglietti per visitare mostre, musei e siti archeologici e per andare al cinema, l’11% per concerti (con una spesa media pro capite di oltre 22 euro in più rispetto a settembre 2021), l’8% per spettacoli all’aperto e il 6% per il teatro.

Nei consumi televisivi incide il livello generazionale: tra gli ultrasessantenni tiene la tv generalista, tra i giovani quasi la metà del consumo tv è veicolato da piattaforme a pagamento. A settembre si è registrata anche una forte crescita della fruizione tv attraverso piattaforme web gratuite, con un +23% rispetto a settembre 2021.

“La pandemia ha svelato anche la responsabilità sociale dei luoghi di cultura nei confronti della comunità, di quanto cioè i teatri possano e debbano dare in termini di inclusione sociale contro la dispersione scolastica e la criminalità” sottolinea Francesco Giambrone, sovrintendente Teatro dell’Opera di Roma e neo presidente di Agis.

Per i libri prevale sempre la lettura in cartaceo, 34%, anche se cresce la quota in digitale, 20%, di lettori abituali a settembre. In flessione la lettura di quotidiani, con 8% di lettori abituali in meno su settembre 2021, mentre il web si consolida come principale canale di accesso a contenuti giornalistici e di informazione con il 33% di lettori abituali a settembre, +4% sullo stesso mese del 2021.

Funziona meglio del resto l’offerta culturale nelle città che sembra essere tornata invece ai livelli pre-pandemici: per oltre sette italiani su dieci le iniziative culturali sono un importante attrattore turistico e rendono le città più vive e piacevoli. Per i turisti autunnali i beni e servizi culturali che incidono di più nella scelta della meta di vacanza sono i musei e i siti archeologici (40%), seguiti da eventi enogastronomici (38%), festival (28%) e mostre (27%).

Dalla ricerca emerge anche che per due italiani su cinque l’estensione del bonus cultura e la detrazione fiscale delle spese in cultura sono le misure più efficaci per la ripresa dei consumi culturali. Un intervistato su quattro indica una maggiore promozione delle attività sul territorio e agevolazioni per le politiche di investimento nel settore.

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