Consumi, nuove priorità: essenziali, salute e pianeta

Gen 30th, 2021 | Di Redazione | Categoria: Consumi e Consumatori


La pandemia di Covid-19 ha stravolto completamente l’atteggiamento e i comportamenti d’acquisto dei consumatori italiani, tanto che il 71% ha già cambiato le modalità di acquisto, il 53% ha modificato la tipologia di prodotti acquistati e il 56% pianifica di concentrare gli acquisti piuttosto che acquistare più frequentemente.

È quanto emerge da Ey Future Consumer Index, la nuova indagine della società di consulenza sviluppata sul territorio nazionale e internazionale che ha provato a offrire una prospettiva diversa attraverso cui valutare quali cambiamenti avranno una durata temporale legata alla crisi aperta dalla pandemia e quali, invece, potranno essere le ripercussioni che influenzeranno i consumi nel lungo periodo. L’edizione di dicembre riguarda il periodo che va da aprile a ottobre 2020, coprendo 20 Paesi tra i quali l’Italia.

Due tendenze preponderanti sono la riduzione dei consumi nel futuro e lo spostamento accelerato verso l’acquisto online di prodotti in precedenza acquistati in negozio.

Il 28% degli italiani crede infatti che le modalità di acquisto cambieranno nel lungo periodo e il 34% dice che acquisterà di più online cose che di solito acquistava nei negozi.

Non tutti i prodotti avranno la stessa importanza nell’acquisto online: il 60% dei consumatori italiani dice che acquisterà principalmente elettrodomestici e prodotti tecnologici online, inoltre il 63% afferma che il servizio al cliente è un importante elemento della loro esperienza.

Prima del Covid-19 solo il 17,8% degli acquisti di questa categoria avveniva online. Tra il 45% dei consumatori che acquista online prodotti del supermercato, il 46% dice che quando acquistano online provano meno nuovi prodotti di quanto fanno di solito quando acquistano nel negozio.

Numeri simili erano emersi in occasione del Summit Pambianco dello scorso 11 novembre, emersi dalle ricerche di Erika Andreetta (Partner PwC) e di Sara Bernabè (General Manager Italy Planet)

In termini di prospettive di spesa, le percentuali di taglio dei consumi previste erano tangibili. Si riduce del 28% la quota di coloro che prevede di aumentare la spesa nei prossimi 12 mesi, e aumenta dell’89% la fascia di quelli che prevedono una riduzione di spesa (in Italia, chi pensa a un taglio è il 42% degli intervistati, leggermente superiore alla media europea).

La pandemia ha deformato l’attitudine all’acquisto, con un ‘discount mindset’ che ha colpito in modo particolare la moda, in tutti i Paesi, con il 51% dei consumatori che ne ridurrà la spesa (in misura maggiore rispetto ad attrezzature sportive, ristoranti, materiale da ufficio e beauty).

I dati italiani, su questo fronte, sono tra i più alti, arrivando al 65%, dietro solo a quelli della Spagna (70%).

Tornando alla ricerca di Ey, il 47% del campione degli italiani interpellati dice di avere speso meno in abiti e scarpe dall’inizio della pandemia, ma un altro 46% afferma di avere mantenuto la spesa invariata e il 7% di avere speso di più.

Per quanto riguarda il lusso, è il 66% ad avere ridotto i consumi, mentre il 25% li ha mantenuti invariati. Dall’indagine emerge come fare shopping di abbigliamento mette a disagio (30%), come pure provare i vestiti in negozio (46%).

La crisi provocata dal virus sta suddividendo gli shopper italiani in quattro categorie: il 33% regge bene, il 32% è in difficoltà e preoccupato, il 25% si reputa non toccato (con minimi cambiamenti rispetto allo stile di vita) e il 10% è colpito, ma ottimista.

In futuro avranno priorità maggiore i beni essenziali (per il 31%). Secondo EY gli shopper non acquisteranno prodotti che non siano assolutamente necessari, guarderanno sempre alle grandi promozioni e varrà più il contenuto intrinseco che la marca offre.

Anche la salute sarà prioritaria (30%), il che porterà a scegliere prodotti di cui ci si fida, che siano sicuri. La sostenibilità, trend attuale molto importante, toccherà il 17% degli italiani, che cercheranno di tagliare gli sprechi e ridurre i loro impatto sull’ambiente, mentre il 13% darà priorità alla società, acquistando da grandi ed oneste aziende.

Il concetto di ‘esperienza’ si fa spazio, il 9% degli shopper acquisterà marchi che comunicheranno molto a proposito della personalità di chi acquista quel marchio.

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