Corona Island: l’isola della birra sarà accessibile dal 2023

Il nome può spaventare in questo periodo storico… ma tranquilli, non ha nulla a che fare con il corona virus. Si tratta di un’esclusiva meta turistica firmata Corona, l’inimitabile birra, che già a partire dal 2023 sarà aperta al pubblico.

La Corona Island

Il suo motto è “reconnecting with nature. Un’oasi verde al riparo dal caos della vita quotidiana, dove staccare la spina e rilassarsi, in perfetto equilibrio con la natura. Questa è la Corona Island, isola situata nel cuore dei Caraibi, nella costa colombiana. Il progetto è stato annunciato da Corona nel 2021, insieme a un contest per vincere un viaggio nell’esclusiva isola, e sta per essere ultimato. Sarà fruibile già dall’estate del 2023.

Design e particolarità  

Il design dell’isola è stato attentamente studiato dalle grandi menti di James&Mau e dal colombiano Jairo Marquéz. Il progetto si coniuga perfettamente con la vision del brand, incentrata sulla fusione uomo-natura. Lo stesso vale per i menù, selezionati ad hoc da Christopher Carpentier, ex giudice di MasterChef Colombia. 

Focus sull’ecoturismo

È chiaro che Corona abbia messo la sostenibilità al centro del suo progetto. E non sono solo parole: l’isola è effettivamente ecosostenibile, a partire dalle scelte di costruzione, fonti energetiche e cibo. È stata addirittura definita “paradiso plastic-free”, data la sua particolare attenzione all’uso della plastica usa e getta, che sarà off-limits. Ma non è tutto: sull’isola si terranno workshop e attività ricreative volte a promuovere l’importanza di condurre uno stile di vita sostenibile. Insomma, l’isola della Birra sarà senza dubbio una meta eco-turistica perfetta per chi vuole divertirsi e rilassarsi nel pieno rispetto dell’ambiente.  Non per nulla ha ricevuto il sigillo blu dellOceanic Global, aggiudicandosi il posto di prima Blue Verified Island.

Come ci si prenota?

Le prenotazioni sono già aperte. Se si vuole essere tra i primi a visitare l’Isola della Birra basta visitare la Registration Page sul sito ufficiale di Corona Island. Dopo aver confermato di essere maggiorenni, e avere quindi l’età legale per bere, potremmo avere accesso all’isola: «Benvenuto in paradiso, stai per diventare un isolano». Dopo aver inserito i dati personali richiesti e aver deciso le date in cui intendiamo viaggiare, la piattaforma ci chiederà che tipo di esperienza vogliamo vivere. Avventurosa, rilassante o festaiola? Ci piacerebbe sfruttare l’occasione per fare un digital detox e disintossicarci dai dispositivi elettronici? In questo caso lo staff terrà il nostro smartphone sotto controllo mentre noi ci godremo la vacanza.

Il marketing non convenzionale di Corona

Corona ci ha sempre abituato a campagne di marketing non convenzionali (basti pensare alla camapagna digital Golden Hour della scorsa estate) ma stavolta si è superata. La strategia scelta è perfettamente in linea con la vision del brand: la birra Corona è associata a un momento di relax, e quale miglior modo per rilassarsi se non sorseggiarla in un’isola paradisiaca nel cuore dei Caraibi? È sicuramente un’idea ambiziosa, ma funziona, contribuendo a rendere Corona un vero e proprio lovemark.

Oggi per le aziende puntare sul verde è facile – spesso anche cadendo nel greenwashingma farlo in modo credibile non lo è altrettanto. Corona c’è riuscita: in un mondo dove, purtroppo, attirano ancora l’artificiale e l’usa e getta, Corona ci offre un’esperienza autentica, immersiva e indimenticabile nella natura. «Quando ci si innamora di qualcosa si fa di tutto per proteggerlo. Se ce ne prendiamo cura, la natura ci farà sentire a casa».

 

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