Così Google e Amazon cambieranno i viaggi

Feb 5th, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B


Li usiamo tutti i giorni in qualità di consumatori, in contesti anche molto diversi tra loro E probabilmente in ogni azienda, grande o piccola che sia, li tengono monitorati con una certa ansia all’idea di nuovi e spesso epocali cambiamenti.

Si chiamano Google, Airbnb, Amazon e Facebook, i fantastici quattro ormai all’apice della capacità di influenzare le scelte dei consumatori e, di conseguenza, i bilanci delle società. Anche di quelle del turismo

Una doppia sfida
Non è un caso che il convegno di presentazione dei risultati della ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano sia partito proprio da qui.

Nella filiera dei viaggi organizzati, ha esordito Umberto Betelè, chairman degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, “sono in corso due grandi trasformazioni che riguardano Google e Airbnb”.

Il gigante di Mountain View (che in Borsa vale mille miliardi di dollari) “sta accentrando su di sé più potere di quanto fatto finora perché ha aumentato in modo importante il numero di annunci a pagamento nei risultati delle ricerche. Di conseguenza, le aziende hanno dovuto iniziare a investire di più per rimanere nelle prime posizioni dei risultati di ricerca e questo incide sui bilanci”.

Poi c’è Airbnb, che ha acquisito un peso così forte “da destare una serie di reazioni non solo da parte degli hotel, che hanno iniziato ad abbassare i prezzi, ma anche dalle autorità politiche urbane per bilanciare l’effetto svuotamento dei centri storici”.

Amazon e Facebook
Ma ci sono altri due attori pronti a prendersi la propria fetta di mercato.
Amazon, sottolinea Francesca Benati, senior vice president, online travel companies, Wemea, managing director Italy di Amadeus, “è un gigante dormiente che ha appena iniziato a vendere biglietti aerei. Facebook è un altro e probabilmente l’anno prossimo parleremo molto di loro. Google l’anno scorso ha guadagnato 18 miliardi di dollari in pubblicità dai giganti del travel: bisogna vedere come si muoverà nell’hospitality”.

Il fronte alberghiero
Un esempio di quanto Google influisca sul mondo dell’hospitality arriva da Giovanna Manzi, ceo di Best Western Italia: “Il 52 per cento dei nostri clienti prenota direttamente. Ma la verità è che ci telefona o arriva sul sito perché ci ha visto su internet, ovvero su Google, dove abbiamo investito in Seo e comprato un posizionamento. Quindi l’intermediazione in realtà c’è sempre”.

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